✕

Quando Fabrizio De André pregava per Luigi Tenco

La copertina di Vol. 1, album di Fabrizio De André del 1967 che conteneva Preghiera in gennaio 
SENTI QUESTA La canzone della settimana è "Preghiera in gennaio" di Fabrizio De André
1 minuti di lettura

Questa fu scritta per un amico morto il primo mese dell'anno. Non il ricordo di un fatto remoto, una canzone composta sull'onda delle emozioni. Preghiera in gennaio di Fabrizio De André torna in mente ogni inverno, quando comincia a soffiare quel malato föhn sanremese che pretende di scacciare il gelo, e mai ci riesce. Ora, giorno, mese, anno, luogo, movente: il suicidio di Luigi Tenco dopo l'eliminazione al Festival (il 27 gennaio 1967, a 29 anni; le giurie avevano escluso Ciao amore, ciao dalla finale) è stato impietosamente scandagliato, e nessuno farà cambiare idea a chi sostiene la teoria del complotto.

A De André, riascoltando il testo della struggente Preghiera in gennaio, la pista della morte volontaria dovette sembrare l'unica plausibile, se così apostrofò la chiesa cattolica (che a chi si toglieva la vita negava il funerale religioso): "Quando attraverserà / L'ultimo vecchio ponte / Ai suic…

Questa fu scritta per un amico morto il primo mese dell'anno. Non il ricordo di un fatto remoto, una canzone composta sull'onda delle emozioni. Preghiera in gennaio di Fabrizio De André torna in mente ogni inverno, quando comincia a soffiare quel malato föhn sanremese che pretende di scacciare il gelo, e mai ci riesce. Ora, giorno, mese, anno, luogo, movente: il suicidio di Luigi Tenco dopo l'eliminazione al Festival (il 27 gennaio 1967, a 29 anni; le giurie avevano escluso Ciao amore, ciao dalla finale) è stato impietosamente scandagliato, e nessuno farà cambiare idea a chi sostiene la teoria del complotto.

A De André, riascoltando il testo della struggente Preghiera in gennaio, la pista della morte volontaria dovette sembrare l'unica plausibile, se così apostrofò la chiesa cattolica (che a chi si toglieva la vita negava il funerale religioso): "Quando attraverserà / L'ultimo vecchio ponte / Ai suicidi dirà / Baciandoli alla fronte / Venite in Paradiso / Là dove vado anch'io / Perché non c'è l'inferno / Nel mondo del buon Dio". Quando l'amico genovese dagli occhi tristi prese drammaticamente le distanze dal mondo della canzone - che per nessuno dei due era mai stata leggera - Fabrizio De André (1940-1999) stava per compiere 27 anni, età critica per un cantautore.

Assemblava le canzoni dell'album d'esordio (Vol. 1, 1967), il primo di una trilogia (di cui avrebbe fatto parte anche il capolavoro Tutti morimmo a stento) che avrebbe finalmente offerto agli italiani un'alternativa valida al consumo festivaliero della musica, gettando solide basi per l'affermazione dei futuri cantautori (De André aveva un occhio vigile sulla scena francese di Mouloudji e Georges Brassens, del quale tradusse e riprese diverse canzoni). È come se il sacrificio di Tenco e la sua rinuncia, attraverso la Preghiera di De André, avessero miracolosamente riacceso la miccia.