Lizzo, il body shaming e la religione
di Marino Niola , di Marino Niola"Se si dovesse pagare per postare commenti sui social, la gente ci penserebbe prima di scrivere". È lo sfogo di Lizzo, al secolo Melissa Viviane Jefferson, celebre cantante di Detroit. Che si è stufata del sistematico body shaming cui viene sottoposta e ha risposto per le rime agli haters. Postando un video in cui appare in bikini e rivendica orgogliosamente la sua bellezza curvy.
Non so se l’idea di Lizzo sia davvero realizzabile. Sarebbe come imporre una tassa sull’idiozia. Cosa in sé buona e giusta, ma difficile da trasformare in legge. Anche perché in realtà il body shaming è una forma di imbecillità che viene da molto lontano e spesso si ammanta di motivazioni che non sono solo estetiche ma anche etiche e salutiste. Intanto a inventarlo sono state le religioni. Che hanno sempre messo alla gogna le persone oversize. Tertulliano, uno dei Padri della Chiesa, vissuto due secoli dopo Cristo, arriva addirittura a s…
"Se si dovesse pagare per postare commenti sui social, la gente ci penserebbe prima di scrivere". È lo sfogo di Lizzo, al secolo Melissa Viviane Jefferson, celebre cantante di Detroit. Che si è stufata del sistematico body shaming cui viene sottoposta e ha risposto per le rime agli haters. Postando un video in cui appare in bikini e rivendica orgogliosamente la sua bellezza curvy.
Non so se l’idea di Lizzo sia davvero realizzabile. Sarebbe come imporre una tassa sull’idiozia. Cosa in sé buona e giusta, ma difficile da trasformare in legge. Anche perché in realtà il body shaming è una forma di imbecillità che viene da molto lontano e spesso si ammanta di motivazioni che non sono solo estetiche ma anche etiche e salutiste. Intanto a inventarlo sono state le religioni. Che hanno sempre messo alla gogna le persone oversize. Tertulliano, uno dei Padri della Chiesa, vissuto due secoli dopo Cristo, arriva addirittura a sostenere che le taglie forti non riusciranno a passare attraverso la porta del paradiso, notoriamente stretta come la cruna di un ago. E altri considerano il sovrappeso una tara morale, segno di ingordigia e di appetiti smisurati. Stigmatizzando gli obesi perché impongono agli altri lo spettacolo della loro abbondanza.
È vero che moralisti e puritani non se la prendevano con l’adipe in sé ma con l’avidità di coloro che ingrassano togliendo cibo ai loro simili. Mentre i fancazzisti che non hanno altro da fare che sparare a zero sulle imperfezioni fisiche dei loro dissimili, non hanno nessuna giustificazione etica. Insomma, se gli uomini di Dio se la prendevano con gli inestetismi dell’anima, i cecchini di internet demonizzano cuscinetti e rotolini. Non ne fanno una questione di coscienza ma di bilancia. La stessa che pesa la loro intelligenza.
Sul Venerdì del 27 gennaio 2023