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Francesca Fagnani: dalle Belve a Sanremo il passo è breve

Francesca Fagnani (46 anni) dal  2018 è giornalista-conduttrice di Belve. La nuova stagione prodotta da Fremantle Italia va in onda da martedì 21 febbraio in prima serata su Raidue (Agf) 
Mentre il più aggressivo dei talk si appresta a volare in prima serata, Francesca Fagnani si prepara a salire sul palco più mainstream d’Italia. Perché? Intervista
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Martedì 21 su Rai 2 Francesca Fagnani esegue un notevole upgrade del suo Belve: la stagione riparte a stretto giro e soprattutto sbarca in prima serata, allungando il necessario - tre ospiti intervistati invece di due - e inserendo altri momenti da scoprire. Per farlo sapere a tutti Fagnani sarà co-conduttrice nella serata di mercoledì 8 febbraio del Festival di Sanremo. Si sono visti promo peggiori, diciamo: ma per la giornalista-conduttrice (definizione ufficiale ovunque, che indica completezza e non dà l'idea dell'ircocervo) la convocazione di Amadeus è stata qualcosa in più di una ufficializzazione di successo. Riconoscimento, dice lei, e aggiunge molto altro.

Faccia capire: la Belva della tv, l'aggressività fuori dagli schemi nel porre domande agli ospiti, e tutto questo per finire nel mainstream, scusi il termine, più mainstream che c'è (scusi ancora)?
"Il gioco di Amadeus nella scelta delle co-…

Martedì 21 su Rai 2 Francesca Fagnani esegue un notevole upgrade del suo Belve: la stagione riparte a stretto giro e soprattutto sbarca in prima serata, allungando il necessario - tre ospiti intervistati invece di due - e inserendo altri momenti da scoprire. Per farlo sapere a tutti Fagnani sarà co-conduttrice nella serata di mercoledì 8 febbraio del Festival di Sanremo. Si sono visti promo peggiori, diciamo: ma per la giornalista-conduttrice (definizione ufficiale ovunque, che indica completezza e non dà l'idea dell'ircocervo) la convocazione di Amadeus è stata qualcosa in più di una ufficializzazione di successo. Riconoscimento, dice lei, e aggiunge molto altro.

Faccia capire: la Belva della tv, l'aggressività fuori dagli schemi nel porre domande agli ospiti, e tutto questo per finire nel mainstream, scusi il termine, più mainstream che c'è (scusi ancora)?
"Il gioco di Amadeus nella scelta delle co-conduttrici mi sembra abbastanza dichiarato: siamo molto diverse l'una dall'altra, abbiamo esperienze distanti, personalità lontane. Forse mancava un tassello che io potevo rappresentare, credo di essere stata chiamata per questo".

E non solo.
"Belve ha parlato molto ai giovani, che hanno apprezzato in quantità insolita per le cose televisive di oggi. Cento milioni di visualizzazioni sul web delle clip del nostro programma indicano questo: Amadeus poi è uno che può rivendicare il ritorno dei giovani alla tv e la questione gli sta molto a cuore".

Proviamo a smitizzare. Belve si è conquistato una narrazione (scusi sempre) molto precisa e assai voluta: appunto l'aggressività nei confronti dell'ospite, con richiami al fatto che non si fanno sconti, etc. etc. Perché qualcuno ha invece il dubbio che lei in fondo faccia solo le domande che si devono fare?
"Ci sta, del resto a me sembra di essere sempre sorridente come mi succede nella vita. Ma soprattutto, venendo al punto, credo di condurre un gioco che favorisce l'ospite, sempre e molto più che altrove. Sei a Belve, non hai fatto storie, rispondi e acquisti punti comunque".

Che cosa intende per fare storie?
"Per esempio non mi hai chiesto l'elenco delle domande prima. Che comunque non avrei mai fornito. Tanti non sono venuti per quello, ad esempio".

Nomi.
"Aurelio De Laurentiis. Lo posso capire, ma la regola è quella. Se ti do le domande prima, faccio l'ufficio stampa, non un programma tv".

Tutti insicuri questi vip.
"Se in tv mi do da fare per farti un favore, nell'atteggiamento e nelle domande, nonché nel modo di pormi, alla fine ti faccio un torto. Vuol dire che non verrà fuori niente di inedito e stimolante e farai una figura qualsiasi".

Qual è l'approccio più facile e produttivo?
"Quando parlo per prima direttamente con l'ospite. La norma è parlare prima con gli agenti: ma l'agente appena sente Belve si preoccupa a prescindere e nella maggior parte dei casi non si va da nessuna parte. Invece quando ho parlato subito con il personaggio sono venute fuori le interviste migliori, ci si scioglie da subito e tutti sono contenti alla fine".

Senta, però nella recente edizione del programma sono passati ospiti diciamo di media levatura, gente da rotocalchi, Wanna Marchi e così via. Ma un politico che stia al gioco?
"Siamo partiti con due ospiti politici previsti, già nelle prime puntate: poi è saltato il governo, si è fatto quello nuovo ed entrambi sono diventati ministri... Ma i politici arriveranno nella nuova edizione. Ce ne sono già due o tre in programma, non resterete delusi".

Nuova edizione che ha molta ambizione in più.
"Andare in prima serata, allungare la puntata e soprattutto adattarla al clima appunto da prima serata: è più quello, stare alle regole della tv. Avremo anche degli inserti comici, Ubaldo Pantani sta preparando qualcosa di indimenticabile...".

Pantani è bravissimo ed è soprattutto un grande improvvisatore...
"Funzionerà anche in quel senso. Inoltre ho trovato due ragazze che ho scoperto sul web e che sono formidabili, aspettate e vedrete".

Non vorrebbe fare il programma in diretta? Allora sì che diventerebbe imperdibile, o no?
"Prima o poi mi piacerebbe. Ma per ora ci sono tempistiche di un certo tipo: quello che però mi impegno a fare ogni volta è condurre l'intervista come se fossimo davvero in diretta. L'obiettivo non sono le risposte singole, l'obiettivo è fare uscire alla fine un ritratto vero e proprio".

Co-conduttrice a Sanremo significa monologo.
"Significa che persone che nella vita non fanno le conduttrici si ritrovano davanti a una platea sterminata: a quel punto è giusto chiarire perché sei lì, che cosa vuoi dire e arrivare a più gente possibile. Drusilla Foer, per esempio, c'è riuscita benissimo e senza un repertorio scontato".

Tiriamo a indovinare. Lei si è molto occupata di storie della criminalità organizzata. Sono appena successe cose molto importanti e quindi...
"E quindi stop, non si può anticipare niente". 

Resta il fatto che.
"Del mio interesse e delle inchieste fatte in passato ne parlo qui, se vuole. Partendo da Minoli e Santoro, intervistando ai tempi Agnese Borsellino, continuando ad arrovellarmi e a pormi domande. Del tipo: ma Camorra e compagnia sono quindi destinate a esserci sempre oppure si può davvero pensare che un giorno tutto questo finisca?".

Un giorno arrestano Matteo Messina Denaro.
"Se lavori spesso su questi temi ti resta dentro qualcosa di inesprimibile. Non ho alcun problema a dirlo: quando ho sentito la notizia mi sono commossa".

Già che ci siamo, non è che i talk-show, quelli tutta politica, hanno un problema?
"L'eredità del passato è pesantissima, i confronti che possiamo fare noi che c'eravamo allora, quasi insostenibili. Santoro faceva il 30 per cento ma soprattutto i nemici, diciamo così, di Forza Italia facevano a botte per andare ospiti pur sapendo che non c'era niente di accomodante. Oggi prevale una prudenza che non fa bene a nessuno. Servirebbe più coraggio".