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Meme, l'ironia dei social sulla campagna elettorale del pd

Uno dei meme sul Pd e le primarie che sono circolati in rete in questi mesi 
Caricature, sfottò, dileggio. Tra video e meme la satira sul pd impazza. La prima volta fu ai tempi del segretario Natta. Ma pochi anni dopo il Pci non ci sarebbe stato più 
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Foto dei quattro candidati alle primarie con un sorriso ebete e trafitti dalla più lunare serialità televisiva: Friends. Fotomontaggio caravaggesco di Bonaccini che si specchia nell'acqua dove Narciso incontra la sua fine. Alterazione della card di Paola De Micheli che desidera un partito "col fuoco dentro" e l'accontentano mettendo la fiamma del Msi. Annuncio della candidatura di Gianni Cuperlo: immagine fissa e colonna musicale di Renato Zero, "i migliori anni della noooostra vita!".

Pd, morire dal ridere. Convulsioni, asfissia, arresto cardiaco, anatomia patologica di un acclarato e perdurante fallimento: questo viene da pensare osservando come i social, divenuti bancone da autopsia, sezionano il congresso abbassando e deformando quel po' di dignità residua. Nulla o quasi in rete si salva da scherno, oltraggio, dileggio, parodia, caricatura, anche quando il partito è sotto botta, anche quando s'immagina che qualcuno i…

Foto dei quattro candidati alle primarie con un sorriso ebete e trafitti dalla più lunare serialità televisiva: Friends. Fotomontaggio caravaggesco di Bonaccini che si specchia nell'acqua dove Narciso incontra la sua fine. Alterazione della card di Paola De Micheli che desidera un partito "col fuoco dentro" e l'accontentano mettendo la fiamma del Msi. Annuncio della candidatura di Gianni Cuperlo: immagine fissa e colonna musicale di Renato Zero, "i migliori anni della noooostra vita!".

Pd, morire dal ridere. Convulsioni, asfissia, arresto cardiaco, anatomia patologica di un acclarato e perdurante fallimento: questo viene da pensare osservando come i social, divenuti bancone da autopsia, sezionano il congresso abbassando e deformando quel po' di dignità residua. Nulla o quasi in rete si salva da scherno, oltraggio, dileggio, parodia, caricatura, anche quando il partito è sotto botta, anche quando s'immagina che qualcuno in buona fede ci sarà pure. E giù a scherzare sulla grottesca corrente dei senza-corrente, sul battibecco fra la progenie Gassman-Tognazzi, sull'incursione dell'ex iena Giarrusso, sugli auguri di Piero Fassino a "Energia popolare", contemplati fra le "scariest thing on Earth".


Ridere per non piangere, o per esprimere un sabotaggio massivo, vibrante, interconnesso, dedito a strappare l'anima, a meccanicizzare ogni comportamento. Sulle piattaforme elettroniche circola un filmato in bianco e nero che raffigura un gregge, la sigla tensiogena di X-Files ne accentua il lento, stanco e vano muoversi in circolo, mentre una scritta traduce l'inspiegabile video: "I dirigenti del Pd girano in cerchio da vent'anni senza alcun motivo apparente".

Citazioni strampalate, impertinenze ludiche, allucinazioni pagliaccesche, ondate giocherellone. Dietro al massiccio tumulto memetico s'indovina un sentimento di attrazione-repulsione, come se l'unica possibile partecipazione, l'unica testimonianza del disastro sia di natura carnevalesca, una specie di gioia tragica fatta di suoni e immagini, una sfrenata danza macabra sulle rovine di un mondo vissuto ormai come inservibile. Un tempo ci sarebbero state le accuse, le proteste, l'invettiva, la resistenza, la rivolta, anche compensatoria. C'è ora la ricreazione, nel duplice senso dello svago sovraeccitato che con la realtà gioca in anticipo, da fuori, dall'alto, in forma anonima, senza parole, ma giocando con lampi d'euforia nichilista, sonorità allusive, evocazioni simboliche, atmosfere stralunate. 


In un video si vede una sorta di palco quasi deserto dominato dall'emblema del Pd e sotto una consolle: l'atmosfera è di vuoto squallore, un individuo vi si avvicina, smaneggia e parte il brano techno, Astronomia, che di solito sui social accompagna le immagini di un funerale africano segnalando implicitamente un pericolo mortale (incidenti automobilistici, belve feroci, disastri naturali, droga). Ma poi, senza che nulla possa addolcire il quadro, sotto il palco compaiono cinque bambini che ballano aprendo e incrociando le braccia a ritmo. Come succede in questi casi, e ancora di più in questi tempi terribilmente frivoli, ognuno è autorizzato a interpretare il messaggio come crede. Per cui, anche senza trastullarsi nel ricordo di Palmiro Togliatti che nel 1949 definì il Pci "puer robustus ac malitiosus", torna utile una recentissima considerazione di Massimo Recalcati: "Il Pd è come un ragazzo smarrito in ricerca perenne di un'identità. La discussione sul suo futuro assume toni sempre più farseschi rivelando un disagio profondo, come quei reduci di guerra che non riescono a staccarsi dall'orrore delle loro visioni soggettive, tipiche di chi ha subito un trauma".


Dalle riproduzioni sonore sul "me te compro" a quelle visive sul carrello pieno di banconote del Qatargate; dagli "occhi di tigre" invocati dall'improvvido Letta agli "occhi di gatto" intesi come sigla di un cartone che Schlein ha accettato di cantare al karaoke; dai risvoltini del look tronista di Bonaccini all'eco-pullman che in campagna elettorale si fermava per mancanza di elettricità, ecco, si direbbe che l'osmosi fra trauma e farsa, digitale o meno che sia, nel Pd non solo si è ormai compiuta, ma è anche in grado di consentire una conoscenza più profonda di quel baraccone oligarchico.

Ora, nei sogni perturbanti compare spesso la figura minacciosa del clown, non a caso presente anche nella letteratura e nel cinema horror. "Le svolte più cruciali della storia, quando una cultura si sfalda e un'altra sorge dalle sue ceneri, sono scandite da spettacoli osceni e comportamenti licenziosi, disordine, caos" scrive il sociologo della comunicazione Vincenzo Susca in Tecnomagia (Mimesis, 2022). Detta altrimenti, gli sghignazzi anticipano il cataclisma culturale lasciando intravedere il nesso indicibile fra le ragioni del ridicolo e la fase terminale di un'esperienza.


In questo senso sanno bene gli antropologi, come del resto gli studiosi del mondo antico, quanto fosse diffusa la credenza che i componimenti satirici avessero il potere magico di colpire a distanza i nemici. La satira come una frusta che punisce e disonora, come una freccia che trafigge e arriva perfino a uccidere. In pratica, una maledizione. Ovvio che a tale impostazione teorica si può credere o non credere; e tuttavia, per quel poco che conta: chi ha seguito la catastrofe del Partito comunista italiano non riesce a togliersi di mente che la conclusione, senza riscatto né ricominciamento, di quella vicenda storica inizia proprio nel momento in cui, alla metà degli anni 80, dall'interno stesso del Pci si ritenne di poter scherzare sulla storia, i simboli e i protagonisti di quel mondo; fino a raffigurare l'allora segretario, il contegnosissimo Natta, mentre ballava nudo al ritmo della fisarmonica e del violino suonati dai suoi avversari. E sarà un abbaglio clamoroso, ma se l'oscena dissacrazione del "Nattango" risale al 1986, è pur vero che tempo tre-quattro anni il Pci non esisteva più.


A partire da creator e influencer, non manca oggi chi ritiene che meme e contraffazioni video siano portatori di incantesimi e sortilegi digitali. Se la leggenda classica tramanda che il filosofo Crisippo morì dalle risate per una battuta su un asino che si era ubriacato, beh, a distanza di secoli è più che legittimo chiedersi se il Pd non stia per essere seppellito da un mucchio di risate selvagge.

Sul Venerdì del 17 febbraio 2023