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Essere uomini, non solo maschi

(Illustrazione di Mojmir Jezek) 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. Si può insegnare la "gioia perfetta" della condivisione e della cura reciproca nella coppia?
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive un lettore che si firma Roberto:

Il signor D.D. (86 anni, due più di me) in un vecchio numero del Venerdì scriveva: "Nella nostra culturale rozzezza siamo stati tutti, specie noi maschi...". Mi sorprende il fatto che, nonostante lui parlasse di "chiacchiera da cuscino", "rassicurante sensazione di non essere soli", "avere vicino un altro essere umano", si identificasse ancora nella categoria di "noi maschi". I "veri maschi" non conoscono le chiacchiere da cuscino e la sensazione di non essere soli e, se gliele illustri, le giudicano sciocchezze assurde. Bette Davis, massima stella di Hollywood (dopo Katharine Hepburn), diceva: "Di maschi ce ne sono tanti, ma gli uomini sono rari!". Più fortunato del signor D.D. io: dopo i cinquant'anni, ho potuto vivere per più di ve…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive un lettore che si firma Roberto:

Il signor D.D. (86 anni, due più di me) in un vecchio numero del Venerdì scriveva: "Nella nostra culturale rozzezza siamo stati tutti, specie noi maschi...". Mi sorprende il fatto che, nonostante lui parlasse di "chiacchiera da cuscino", "rassicurante sensazione di non essere soli", "avere vicino un altro essere umano", si identificasse ancora nella categoria di "noi maschi". I "veri maschi" non conoscono le chiacchiere da cuscino e la sensazione di non essere soli e, se gliele illustri, le giudicano sciocchezze assurde. Bette Davis, massima stella di Hollywood (dopo Katharine Hepburn), diceva: "Di maschi ce ne sono tanti, ma gli uomini sono rari!". Più fortunato del signor D.D. io: dopo i cinquant'anni, ho potuto vivere per più di venti da uomo e non da maschio. La locuzione "chiacchiera da cuscino" è la traduzione dall'inglese di pillow talk (a quanto pare il concetto non è italiano). Gli inglesi indicano la gioia della coppia (e solo questa) con bliss (gioia perfetta, beatitudine benedetta, essere in paradiso): anche qui non esiste l'equivalente italiano. C'era una canzone - Il cielo in una stanza - che lasciava capire come le donne siano donne e non femmine. Dovremmo insegnare ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni che "essere maschi come l'asino, il coniglio, il caprone" è una condizione inferiore rispetto a quella di "essere uomini". Faremmo loro un gran regalo!

Ps: Franco Battiato ha scritto una canzone interessante, La cura, che però insegna solo a prendersi cura dell'altro ("consolare gli afflitti") e non dice come il vero bliss consista nella cura reciproca tra i membri di una coppia.

Mi sembra di capire dalle sue parole che la fortuna che ha avuto dopo i cinquant'anni e per più di venti appartenga al passato: dovrei dirle parole di conforto, ma credo che già aver avuto per più di vent'anni una relazione vissuta nella gioia, nella bliss come la chiama lei, sia molto più di quello che tante persone, soprattutto non più giovani, sperano di conoscere, sia già una fortuna. Lei parla di maschi e di femmine, di donne e di uomini, e non è facilissimo farlo proprio in questi tempi in cui le parole sono pesate continuamente, e i confini così netti tra i sessi sono il campo di battaglia di tante polemiste - oggi si chiamano attiviste, mi dicono, anche se l'attivismo che ricordo ai miei tempi era diverso - che rifiutano di essere catalogate come donne da essere trattate con i guanti. Esistono maschi caproni e asini, come dice lei, esistono donne gatte morte e molto meno disposte alla condivisione di amorosi sensi e di amorose chiacchiere che lei ha conosciuto. Ho conosciuto tanti uomini che non hanno mai pensato a sé stessi come maschi, e temo che ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni, a meno di non farlo con qualche video su TikTok, sia difficile spiegare alcunché. La cura reciproca non credo sia un dono, ma qualcosa che si costruisce con il tempo, con la fatica e, mielosamente dico, con l'amore. Insegnarla la vedo dura.

Sul Venerdì del 24 febbraio 2023