Odessa e Caterina, storie di statue e di cancellazioni
di Michele Gravino , di Michele GravinoA Odessa hanno di certo problemi più urgenti da affrontare che l'aggiornamento delle mappe online, e così la Street View di Google mostra ancora il Monumento alla zarina Caterina II di Russia al centro dell'omonima piazza. Della città oggi minacciata dagli invasori russi – e di Mariupol, che adesso è nelle loro mani dopo essere stata martirizzata nei primi mesi della guerra – Caterina fu la fondatrice, alla fine del Settecento, quando l'impero zarista strappò a quello Ottomano quel territorio affacciato sul Mar Nero. Sul Venerdì di oggi, 24 febbraio, Armando Besio racconta le origini di Odessa, partendo da una mostra che il museo Man di Nuoro dedicherà a Francesco Boffo, misterioso architetto italiano (o svizzero?) che disegnò molte delle strade e degli edifici più caratteristici della città, compresa la scalinata Potëmkin del celebre film (e della parodia fantozz…
A Odessa hanno di certo problemi più urgenti da affrontare che l'aggiornamento delle mappe online, e così la Street View di Google mostra ancora il Monumento alla zarina Caterina II di Russia al centro dell'omonima piazza. Della città oggi minacciata dagli invasori russi – e di Mariupol, che adesso è nelle loro mani dopo essere stata martirizzata nei primi mesi della guerra – Caterina fu la fondatrice, alla fine del Settecento, quando l'impero zarista strappò a quello Ottomano quel territorio affacciato sul Mar Nero. Sul Venerdì di oggi, 24 febbraio, Armando Besio racconta le origini di Odessa, partendo da una mostra che il museo Man di Nuoro dedicherà a Francesco Boffo, misterioso architetto italiano (o svizzero?) che disegnò molte delle strade e degli edifici più caratteristici della città, compresa la scalinata Potëmkin del celebre film (e della parodia fantozziana). Cosmopolita, vivacissima, da sempre tra le capitali culturali dell'Ucraina, Odessa è appena proclamata dall'Unesco Patrimonio mondiale dell'Umanità.
E però la statua di Caterina non c'è più. A dicembre – dopo parecchi mesi di guerra quindi – è stata smantellata: secondo un sondaggio, per il 50, 2 per cento degli odessiti era giusto abbattere un simbolo di quel dominio russo che Putin sta cercando di ripristinare con il sangue. Qualche voce si è alzata per lamentare il rischio di cancel culture, di rimozione di una storia di cui, in fondo, la zarina fu l'iniziatrice. Ma le vicende dei monumenti e del loro rapporto con la Storia sono sempre parecchio complicate. Basta infatti consultare la voce di Wikipedia per scoprire che la statua di Caterina, inaugurata a fine '800 ancora in epoca zarista, era stata già buttata giù una prima volta dopo la rivoluzione bolscevica. E che quella che campeggiava in piazza fino a due mesi fa era solo una copia, realizzata nel 2007 su iniziativa di tal Ruslan Tarpan, uomo d'affari e leader in consiglio comunale di un partito filorusso (che tra l'altro pochi anni dopo è stato accusato di sottrazione di fondi pubblici ed è dovuto scappare negli Emirati Arabi Uniti). Insomma, tagliando la storia con l'accetta: i russi l'avevano portata, i russi l'avevano abbattuta, i russi ce l'avevano rimessa. Chi cancella cosa?
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