Il Venerdì

Un anno di guerra in Ucraina attraverso il graphic journalism

KHARKIVQuello che restaFronte est di Kharkiv. Qui c’era un avamposto russo ma ora è solo un pezzo di terra coperto di cadaveri, bombe a mano, carri armati distrutti. Gli animali fanno il resto. Ecco cosa resta della battaglia con gli ucraini: corpi senza nome, maschere bianche. Come questo soldato che era lì disteso accanto alle sue munizioni. Chi piange e chi festeggia. Cosa resta? (Salvatore Garzillo)
KHARKIV
Quello che resta

Fronte est di Kharkiv. Qui c’era un avamposto russo ma ora è solo un pezzo di terra coperto di cadaveri, bombe a mano, carri armati distrutti. Gli animali fanno il resto. Ecco cosa resta della battaglia con gli ucraini: corpi senza nome, maschere bianche. Come questo soldato che era lì disteso accanto alle sue munizioni. Chi piange e chi festeggia. Cosa resta? (Salvatore Garzillo) 
Il 24 febbraio di un anno fa l'esercito russo entrava nel Paese. Un reporter italiano racconta  quello che ha visto con queste tavole: "Più lente di una fotografia, più intime di un articolo"
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La guerra è un evento umano e tutti gli eventi umani si possono raccontare in modi diversi, anche con i disegni. Disegnare costringe a scegliere bene cosa estrarre dalla realtà. È un processo più lento della fotografia, più intimo di un articolo ma, a volte, altrettanto potente e accurato. Sono arrivato in Ucraina nel 2014, quando la guerra in Donbass era considerata un piccolo conflitto esotico e lontano. Ci sono ritornato altre volte, anche nel 2022, il giorno dopo l'inizio dell'invasione russa, quando la paura è diventata di tutti e gli amici dicevano "ma non è che tocca anche a noi in Italia?". Ci sono andato da giornalista per scrivere e filmare la cronaca della guerra ma intanto ho disegnato quello che attraversavo, posti e persone.  


Questa è una piccola selezione dei disegni realizzati nei primi due mesi della seconda fase iniziata il 24 febbraio 2022. C'è l'estremo ovest di Leopoli, dove neppure la distanza fisica dal fronte alimenta la speranza, la resistenza di Kiev ferita, gli orrori di Kharkiv, fino al profondo est delle trincee in Donbass, dove il tempo sembra fermo alle guerre mondiali. In alcuni casi ho colorato usando la terra raccolta nel punto in cui li ho disegnati, come fosse un pigmento, per essere sicuro di portar via un pezzo fisico di realtà. L'Intelligenza Artificiale disegna meglio di me, ma lei non può andare a vedere cosa succede laggiù (ovunque sia "laggiù"), non può sentire freddo o caldo, né  puzza di morte o il profumo di un piatto offerto in un bunker improvvisato mentre le sirene annunciano bombardamenti. Non conosce il disagio di lavarsi poco e male perché a volte l'acqua non c'è e comunque, a 10 gradi sotto zero, la doccia fredda non è proprio un sogno. Sono un cronista e mi piace disegnare, poteva andare decisamente peggio.

 

MALA ROHANLa piccola ha visto tuttoMala Rohan, est di Kharkiv, 5 strade che per settimane sono state campo di battaglia. I russi avevano conquistato questo importante pezzo di terra ma quando entro dell’esercito di Putin restano solo cadaveri tra le viuzze di terra battuta. Incontro una famiglia: tutte femmine, da otto a 87 anni. Un solo maschio, scampato all’esercito per l’età. La loro casa è circondata da corpi. La piccola vede tutto (Salvatore Garzillo)
MALA ROHAN
La piccola ha visto tutto

Mala Rohan, est di Kharkiv, 5 strade che per settimane sono state campo di battaglia. I russi avevano conquistato questo importante pezzo di terra ma quando entro dell’esercito di Putin restano solo cadaveri tra le viuzze di terra battuta. Incontro una famiglia: tutte femmine, da otto a 87 anni. Un solo maschio, scampato all’esercito per l’età. La loro casa è circondata da corpi. La piccola vede tutto (Salvatore Garzillo) 

KULYNYCHIIn trincea nell'anno 2022Il fango oggi è secco, l’unica buona notizia. I mortai cadono senza ritmo preciso, il cervello non si abitua. I russi sono a un chilometro. La trincea nel 2022 è come nelle guerre mondiali. Cambiano solo le armi per uccidersi (Salvatore Garzillo)
KULYNYCHI
In trincea nell'anno 2022

Il fango oggi è secco, l’unica buona notizia. I mortai cadono senza ritmo preciso, il cervello non si abitua. I russi sono a un chilometro. La trincea nel 2022 è come nelle guerre mondiali. Cambiano solo le armi per uccidersi (Salvatore Garzillo) 

KHARKIVRosa, Celentane e kalashnikovAl cimitero di Kharkiv ogni giorno scavano decine di nuove fosse per civili e militari. Bombardano perfino durante i funerali e anche qui, tra le lapidi, cadono colpi di mortaio. «Vedi il campo lì? Tra qualche settimana sarà pieno di tombe» mi dice uno degli addetti con la pala. Ha tre denti d’oro sparsi in bocca e gli piace Celentano. Mi canta una sua canzone mentre continua spalare. Intanto arriva un battaglione per salutare un commilitone caduto. In una mano il kalashnikov, nell’altra una rosa da lasciare sulla bara aperta. La madre si allunga fino a sfiorare il viso del figlio (Salvatore Garzillo) 
KHARKIV
Rosa, Celentane e kalashnikov

Al cimitero di Kharkiv ogni giorno scavano decine di nuove fosse per civili e militari. Bombardano perfino durante i funerali e anche qui, tra le lapidi, cadono colpi di mortaio. «Vedi il campo lì? Tra qualche settimana sarà pieno di tombe» mi dice uno degli addetti con la pala. Ha tre denti d’oro sparsi in bocca e gli piace Celentano. Mi canta una sua canzone mentre continua spalare. Intanto arriva un battaglione per salutare un commilitone caduto. In una mano il kalashnikov, nell’altra una rosa da lasciare sulla bara aperta. La madre si allunga fino a sfiorare il viso del figlio (Salvatore Garzillo)  

KHARKIVRosa, Celentane e kalashnikovAl cimitero di Kharkiv ogni giorno scavano decine di nuove fosse per civili e militari. Bombardano perfino durante i funerali e anche qui, tra le lapidi, cadono colpi di mortaio. «Vedi il campo lì? Tra qualche settimana sarà pieno di tombe» mi dice uno degli addetti con la pala. Ha tre denti d’oro sparsi in bocca e gli piace Celentano. Mi canta una sua canzone mentre continua spalare. Intanto arriva un battaglione per salutare un commilitone caduto. In una mano il kalashnikov, nell’altra una rosa da lasciare sulla bara aperta. La madre si allunga fino a sfiorare il viso del figlio (Salvatore Garzillo) 
KHARKIV
Rosa, Celentane e kalashnikov

Al cimitero di Kharkiv ogni giorno scavano decine di nuove fosse per civili e militari. Bombardano perfino durante i funerali e anche qui, tra le lapidi, cadono colpi di mortaio. «Vedi il campo lì? Tra qualche settimana sarà pieno di tombe» mi dice uno degli addetti con la pala. Ha tre denti d’oro sparsi in bocca e gli piace Celentano. Mi canta una sua canzone mentre continua spalare. Intanto arriva un battaglione per salutare un commilitone caduto. In una mano il kalashnikov, nell’altra una rosa da lasciare sulla bara aperta. La madre si allunga fino a sfiorare il viso del figlio (Salvatore Garzillo)  

Pubblicato sul Venerdì del 24 febbraio 2023