Manuale per crescere un figlio femminista
di Claudia Arletti , di Claudia Arletti“Non proteggere tua figlia, educa tuo figlio!” dice uno slogan che vorrebbe togliere terreno ai pregiudizi. Ma siccome certi stereotipi sembrano non morire mai, diamo volentieri il benvenuto a questo saggio della francese Aurélia Blanc intitolato Crescere un figlio femminista. Manuale di educazione antisessista per figli maschi (Odoya, traduzione di Federico Simonti , 272 pagine, 20 euro), in libreria dal 3 marzo. Di che cosa stiamo parlando? Per esempio, di una ricerca condotta nel 2016 dall’Università di Parigi-Saclay sulla percezione del pianto dei neonati: è venuto fuori che i genitori hanno la tendenza a ritenere che quello dei maschietti sia meno acuto di quello delle bimbe. Naturalmente non è così; semplicemente gli intervistati sono inciampati in un bias, in una distorsione che li ha condotti a trasferire inconsapevolmente una condizione relativa all’età adulta – i maschi hanno in effetti una voc…
“Non proteggere tua figlia, educa tuo figlio!” dice uno slogan che vorrebbe togliere terreno ai pregiudizi. Ma siccome certi stereotipi sembrano non morire mai, diamo volentieri il benvenuto a questo saggio della francese Aurélia Blanc intitolato Crescere un figlio femminista. Manuale di educazione antisessista per figli maschi (Odoya, traduzione di Federico Simonti , 272 pagine, 20 euro), in libreria dal 3 marzo. Di che cosa stiamo parlando? Per esempio, di una ricerca condotta nel 2016 dall’Università di Parigi-Saclay sulla percezione del pianto dei neonati: è venuto fuori che i genitori hanno la tendenza a ritenere che quello dei maschietti sia meno acuto di quello delle bimbe. Naturalmente non è così; semplicemente gli intervistati sono inciampati in un bias, in una distorsione che li ha condotti a trasferire inconsapevolmente una condizione relativa all’età adulta – i maschi hanno in effetti una voce profonda – nel mondo dei bebè.
Stranamente ma non troppo, è venuto anche fuori che le lacrime dei maschietti sono ritenute più “motivate”: del resto, non è forse vero che le bambine “piangono per niente”?
Partendo da qui, Blanc ci mette di fronte all’amara realtà: trattiamo i piccoli diversamente, sin dalla nascita, anche se ci riteniamo progressisti e liberi dal pregiudizio. Il rosa e le bambole alle bambine, il pallone e la matematica ai maschietti. E poi ci chiediamo come mai le ragazze universitarie non facciano a gomitate per entrare nelle aule delle materie Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics, cioè Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Ci sono luoghi del mondo dove la preferenza per i neonati maschi è talmente forte, che non ci si fa scrupolo di liberarsi delle bambine prima che vengano al mondo. Una selezione prenatale a senso unico, dal momento che non si registrano luoghi dove si abortiscono i maschietti perché si vuole a qualsiasi costo una femmina. Blanc però parla soprattutto di "noi", dell'Occidente dove la pubblicità, i film e tutto quanto fa spettacolo è iper sessualizzato, e indovinate a discapito di chi. Lì dove i nostri figli trascorrono tanto del loro tempo – i videogiochi – il sessismo dilaga, sia negli studi di produzione sia sugli schermi: le protagoniste femminili hanno il più delle volte hanno un ruolo passivo, sono principesse da salvare oppure oggetti di conquista. Per contro, resiste il mito della virilità a ogni costo. Il capitolo Oh pene, mia grande pena è in effetti imperdibile.
Sul Venerdìdel 3 marzo 2023