✕

Elon Musk, che cosa esattamente ha in testa il super imprenditore

(Ben Jones / The New York Times) 
Lo studioso Fabio Chiusi ha cercato di capirlo attraverso le letture e i riferimenti culturali del super imprenditore. Si parte da Asimov ma si arriva direttamente a Dio
3 minuti di lettura

A giorni alterni, è il primo o secondo uomo più ricco del mondo, ma giudicarlo a partire dal conto in banca sarebbe una formidabile sottovalutazione. I soldi sono solo lo strumento per realizzare la sua sedicente missione: salvare l'umanità da se stessa. Così Elon Musk, fondatore di Tesla, SpaceX e altre aziende di monumentale successo, diventa nella lettura di Fabio Chiusi L'uomo che vuole risolvere il futuro (Bollati Boringhieri). Risolvere come il fisico in lui risolverebbe un'equazione. O meglio ancora: come l'ingegnere che è diventato si illude - nel solco del soluzionismo battezzato oltre dieci anni fa da Evgeny Morozov - che non esista problema cui la tecnologia non possa trovare soluzione. Perciò Chiusi, perspicace studioso dei media e delle conseguenze sociali del digitale, si avventura in un viaggio nel sistema operativo dell'imprenditore, a partire dai libri che l'hanno reso la persona che è oggi.

Mus…

A giorni alterni, è il primo o secondo uomo più ricco del mondo, ma giudicarlo a partire dal conto in banca sarebbe una formidabile sottovalutazione. I soldi sono solo lo strumento per realizzare la sua sedicente missione: salvare l'umanità da se stessa. Così Elon Musk, fondatore di Tesla, SpaceX e altre aziende di monumentale successo, diventa nella lettura di Fabio Chiusi L'uomo che vuole risolvere il futuro (Bollati Boringhieri). Risolvere come il fisico in lui risolverebbe un'equazione. O meglio ancora: come l'ingegnere che è diventato si illude - nel solco del soluzionismo battezzato oltre dieci anni fa da Evgeny Morozov - che non esista problema cui la tecnologia non possa trovare soluzione. Perciò Chiusi, perspicace studioso dei media e delle conseguenze sociali del digitale, si avventura in un viaggio nel sistema operativo dell'imprenditore, a partire dai libri che l'hanno reso la persona che è oggi.

Musk è l'ingegnere-in-capo che reinventa auto e razzi e gli ingegneri sono generalmente tanto innamorati di soluzioni quanto allergici all'ideologia. Eppure lei gli oppone una critica ideologica: perché?
"Perché, come hanno intuito Morozov, Landon Winner e altri, la tecnologia non è mai neutra: ordinando una gerarchia di valori in realtà è politica, quindi ideologica. Se, prima dell'acquisto di Twitter, quest'affermazione riguardo Musk poteva sembrare tendenziosa, dopo è diventata chiarissima. Ritengo che ogni pensiero dei guru tecnologici andrebbe sottoposto a questo vaglio perché ignorarne l'ideologia significa assecondarla".

Il movente dichiarato dell'agire muskiano è "salvare l'umanità". E non nella stanca formula degli startuppari da conferenze Ted ("Vogliamo rendere il mondo un posto migliore"), quanto nella sua dimensione letterale ed esistenziale. Da dove gli viene quest'afflato?
"Dalle letture. La fantascienza, per cominciare, Asimov su tutti e la sua Legge zero della robotica che, integrando le tre leggi precedenti, afferma che le macchine non dovranno mai nuocere all'umanità. Ma anche da Sam, spalla di Frodo nel Signore degli anelli, che vuole salvare il mondo e riafferma un altro principio muskiano, quello dell'ottimismo anche nei momenti peggiori. Saghe con sviluppi temporali molto lunghi che l'hanno preparato a prospettive di ampia gittata".

Più di recente sulla libreria di Musk sono spuntati esponenti del cosiddetto "lungoterminismo" e del "pronatalismo": cosa c'è di sbagliato in questi approcci alla moda?
"Parliamo di un gruppo di docenti di Oxford: da Toby Ord, che immagina un "precipizio" sul bordo del quale pencoliamo e che potrebbe segnare l'inizio della fine, a Nick Bostrom dell'Istituto per il futuro dell'umanità; fino a William MacAskill che con il suo "altruismo efficace" era anche l'ispiratore del padrone di Ftx, la piattaforma di criptovalute sensazionalmente fallita anche per le ruberie del fondatore. Tutti costoro sono convinti che il vero imperativo morale sia sventare i rischi esistenziali per l'umanità. Con, in testa, non tanto la crisi climatica, quanto lo sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale".

Magari esagerano, ma perché un approccio del genere sarebbe pericoloso?
"Perché parlando ai più importanti tavoli di questi temi distraggono attenzione dai reali danni collaterali reali e urgenti - come la distruzione di posti di lavoro - che l'intelligenza artificiale potrebbe avere oggi, non in un ipotetico futuro. Più che concentrarsi sulla "Singolarità", la data futura in cui le macchine diventeranno più intelligenti dell'Uomo, converrebbe pensare a leggi che mitighino gli effetti nocivi nel presente".

Come si colloca la travagliata acquisizione di Twitter in questo scenario?
"È più coerente di quanto sembri. Per Musk esiste anche un rischio esistenziale ideologico, che ha contagiato i giornali, le università, parte della pubblica opinione: l'attitudine woke, resa celebre dal movimento Black Lives Matter, per cui gli oppressi, a partire dai neri, devono essere vigili e andare al contrattacco di pregiudizi e discriminazioni. Ecco, per lui Twitter è il luogo dove contrastare questo virus. Una visione un po' alla Casaleggio che, come Trump, diffidava dei giornali "corrotti". Per Musk si tratta di una preoccupazione così forte da portarlo ad appoggiare il governatore della Florida DeSantis, possibile futuro candidato repubblicano alla presidenza, in quanto principale nemico dei woke".

Fabio Chiusi 

Ma non è lo stesso Musk che, in passato, si era definito anarchico o addirittura socialista?
"Musk ha studiato molte cose ma temo che non abbia prestato troppa attenzione alla propria formazione politica. È un libertario che prova un gran fastidio in ogni limite imposto dal governo, e in questo è un fan naturale di Trump e della alt-right. Più che ai partiti tende a dare precedenza alle simpatie personali, anche se ciò significa rilanciare teorie complottiste sul Covid e vaneggiamenti di Qanon".

Il futuro che lui immagina bordeggia con l'eugenetica, o sbaglio?
"Se il progetto è la massimizzazione del benessere collettivo puoi sacrificare qualsiasi individuo per realizzarlo. In questa chiave Musk ha sostenuto che bisogna assicurarsi che le persone più intelligenti si riproducano, come ha fatto abbondantemente lui, per non lasciare un mondo abitato da idioti. Una specie di versione eugenetica della trickle down economy, per cui era giusto abbassare le tasse agli imprenditori perché parte della loro ricchezza sarebbe sgocciolata anche ai poveri".

Com'è che, a una personcina intelligente come lui, non viene in mente che piuttosto che conquistare Marte ci sarebbero mille modi più immediati per salvare gli abitanti del pianeta Terra?
"Un po' dipende dall'attitudine mentale da fisico che privilegia le astrazioni rispetto ai dettagli. E poi, avendo i mezzi per farlo, è uno che costantemente rilancia, puntando in alto, anche a costo di distruggere la sua vita sociale e a ignorare la vita tout court delle altre persone. Se trovi normale lavorare 120 ore alla settimana, è anche normale scandalizzarsi se i tuoi lavoratori non lo fanno. La sua visione dell'umano al servizio del traguardo ultimo è quasi religiosa. Per questo serve un dio. Ed è così che lui, sinceramente, si pone".

Sul Venerdì del 24 febbraio 2023