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Mixed by Erry, la storia dei fratelli che inventarono le musicassette pirata

Da Napoli alla Cina. Negli anni Ottanta le musicassette "mixed by Erry" si trovavano ovunque. Ora un libro e un film raccontano l'epopea dei Frattasio. "Oggi tutti copiano la musica. Noi sbagliammo epoca e finimmo in galera"
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MIXED BY ERRY è la storia di un ragazzo che si sentiva un dee-jay e che per la legge era un falsario. È la storia dei suoi fratelli che con lui escono di casa alla stessa ora in cui mezza Napoli va in ufficio e si fermano in un laboratorio del rione Forcella fino a notte. Il loro mestiere è duplicare musica. Siamo negli anni Ottanta, producono in principio trenta cassette al giorno, poi sessanta, novanta, fino a venderne quarantamila. Danno lavoro a un centinaio di persone, niente contratti, niente tasse, export nell'Europa dell'Est, affari che arrivano fino in Cina. Sono gli Arsenio Lupin della musica. Da Enrico viene il nome, anzi il marchio: Mixed by Erry. Un'azienda parallela al mercato discografico, ma gli Erry sono quattro, Peppe,  Angelo e Claudio sono al suo fianco.

Non è semplice contraffazione, non copiano e basta. Sarebbe scontato. Aggiungono fantasia, competenza, ingegno. Fuorilegge, certo, ma è ingegno. Di musica ne san…

MIXED BY ERRY è la storia di un ragazzo che si sentiva un dee-jay e che per la legge era un falsario. È la storia dei suoi fratelli che con lui escono di casa alla stessa ora in cui mezza Napoli va in ufficio e si fermano in un laboratorio del rione Forcella fino a notte. Il loro mestiere è duplicare musica. Siamo negli anni Ottanta, producono in principio trenta cassette al giorno, poi sessanta, novanta, fino a venderne quarantamila. Danno lavoro a un centinaio di persone, niente contratti, niente tasse, export nell'Europa dell'Est, affari che arrivano fino in Cina. Sono gli Arsenio Lupin della musica. Da Enrico viene il nome, anzi il marchio: Mixed by Erry. Un'azienda parallela al mercato discografico, ma gli Erry sono quattro, Peppe,  Angelo e Claudio sono al suo fianco.

Non è semplice contraffazione, non copiano e basta. Sarebbe scontato. Aggiungono fantasia, competenza, ingegno. Fuorilegge, certo, ma è ingegno. Di musica ne sanno. Suonano, si divertono a incidere dei pezzi cambiando le parole alle canzoni inglesi. Creano dischi che non esistono. Inventano compilation. Una cassetta Mixed by Erry non è solo la copia di un disco. È sperimentazione. È marketing da vicolo. Non esiste internet, non tutto quel che gira all'estero arriva subito in Italia. I fratelli Frattasio sanno come arrivarci. Così, in coda alle loro produzioni, mettono sempre un paio di pezzi da far conoscere. Ti compri gli 883 e scopri i Nirvana. Gli album di Sanremo escono prima degli originali, il giorno dopo il festival. Se in Francia Mireille Mathieu canta Ancora di Eduardo De Crescenzo, non solo ce l'hanno, ma da loro trovi il mix, anche con le versioni di Mina e Fiordaliso. Finisce che i pezzi girano, la gente entra nei negozi a chiedere il disco, ma il disco non esiste. Esiste il Mixed by Erry.

In casa del pm

Dell'industria ufficiale diventano rivali ma pure supplenti. I cantanti cittadini che non hanno una casa discografica così potente alle spalle, si fanno distribuire da loro. I neomelodici, prima di tutto. Non vendono dischi, ma guadagnano con i cachet delle serate. Perché i nastri di Mixed By Erry sono ovunque. Non c'è un solo napoletano che non sia stato un loro cliente. Quando nel maggio del 1997 vengono arrestati, le loro cassette si trovano pure nella casa del pm.

La loro storia è il perfetto ritratto della zona grigia, la riproduzione in chiave di violino del contrabbando di sigarette. In una città dove il lavoro è un'emergenza, la contraffazione passa per un'illegalità minore. Quando oggi Peppe Frattasio racconta e ricorda, dice che lui nel paragone con il contrabbando non si riconosce: "Noi non avevamo la percezione di essere impegnati in un'attività criminale. Avevamo vent'anni, ci occupavamo di una cosa bella come la musica, era una passione. Lo so, non è semplice da spiegare, erano altri tempi, tempi di fame. Io ho scoperto solo a trent'anni che si potevano fare le vacanze".

Erano "api anarchiche", secondo la felice definizione di Simona Frasca, la musicologa che ha dedicato un paio d'anni alla ricostruzione delle vite incredibili dei Mixed by Erry, per un libro edito da Ad Est dell'Equatore. Il cinema non ha resistito, ne ha tratto un film che esce il 2 marzo, una produzione Groenlandia con Rai Cinema, regia di Sidney Sibillia. Simona Frasca dice di essere rimasta colpita "dall'umanità dei Frattasio, persone amabili, lontane dall'oleografia, in una Napoli fluida. È un libro sulla musica, ma soprattutto un libro sul lavoro che non c'è e che bisogna inventarsi, come nelle più trite convenzioni legate a questa città".

Figli d'arte

Il capostipite della famiglia Frattasio, Pasquale, era un disoccupato come molti a Forcella. Si era inventato il contrabbando di liquori. Comprava bourbon alla base Nato di Bagnoli, lo travasava dentro bottiglie con le etichette dei marchi più noti di whisky. Se non riusciva a star dietro alle richieste, nelle bottiglie ci metteva il tè.

Peppe dice di non essersi reso conto che la sua vita era un romanzo. Aveva cominciato facendo "i pacchi": mostri un oggetto a un cliente e nella scatola metti un mattone. Una volta gli portarono Giancarlo Giannini, voleva comprare una videocamera, si trovarono simpatici, stettero un paio d'ore insieme, alla fine non se la sentì. Oggi ha un'azienda di elettronica, Enrico confeziona scatole da regalo. "Non possiamo più lavorare insieme, sembrerebbe una minaccia per la Finanza. Mixed By Erry è un'ombra che ci perseguita, non la possiamo evitare. Torna ogni volta che prendono informazioni su di noi". Enrico si occupava dei master, Peppe seguiva il resto. Sono diventati amici di chi doveva sentirsi truffato. Su un aliscafo Renzo Arbore disse a Erry: "Ti conosco, sei il dee-jay di Forcella". Al tavolo di un ristorante, Luciano Pavarotti accolse l'omaggio di una cassetta a lui dedicata. Amedeo Minghi la rigettò con sdegno.

Non tutti sapevano tutto, dentro casa. Non la moglie di Peppe: si sono separati. "Le ho mentito per proteggerla e non renderla complice. Ma l'amo ancora". Niente sapevano le figlie. "Quando sono stato arrestato, la più piccola aveva 6 anni. Non ricorda niente. Se chiedevano di venire al lavoro con me, le portavo nel laboratorio di un amico gioielliere che si prestava. Avevo messo anche le loro foto sulla sua scrivania. A scuola dicevano che papà faceva l'orefice. Al massimo capitava di dover gestire qualche equivoco, tipo le richieste delle maestre: signor Frattasio, si è rotta la catenina, lei può fare qualcosa? E che potevo fare?". Carmen, figlia di Enrico, scrisse invece una lettera a suo padre in carcere: da grande voglio fare l'ostetrica. C'è riuscita. Nel libro, Simona Frasca racconta dello smarrimento adolescenziale di lei, di fronte alla storia di Mixed by Erry. Fino al giorno in cui ha fatto partorire una donna che ne ha riconosciuto il cognome e l'ha ringraziata per le canzoni di papà.

Dai Beatles a Tonino il barbiere

Il catalogo dei Frattasio era sconfinato. "Diventò una mania" racconta Peppe  "dovevamo avere tutto, dai Beatles al pezzo che Tonino il barbiere si era inciso per conto suo. Dovevamo essere in grado di accontentare ogni richiesta, all'inizio si lavorava on demand. Un giorno arriva un tipo che ci chiede un certo numero di copie di una cassetta. Andiamo a sentire: lunghi silenzi e cinguettii. Erano richiami per le allodole. Scoprimmo che esisteva un mercato tra i cacciatori. Ci mettemmo a produrre cassette con i canti degli uccelli. Potevamo vendere tutto. La gente comprava i Best Of senza nemmeno sapere cosa ci fosse dentro". Un boss mandò sua moglie con una lettera dal carcere. Chiedeva una copia di una vecchia cassetta, i pezzi che ascoltava quando facevano l'amore. Lei non li ricordava, Erry sì. Fu chiaro che ce l'avevano fatta quando spuntarono dei finti Mixed by Erry. I falsi dei falsi. Fu chiaro che ce l'avevano fatta, quando nel frattempo arrivarono i cd e continuarono a circolare anche dopo il loro arresto.

Nel libro pieno di vita e di molti altri aneddoti, Simona Frasca scrive che il materiale non era al sicuro nemmeno al deposito giudiziario. "Siamo finiti in una storia più grande di noi"  dice oggi Peppe "e non lo abbiamo capito finché non ci hanno arrestato. Avevamo creato una macchina mostruosa. I numeri veri li abbiamo scoperti al processo".

Durante l'arresto, Enrico è caduto in depressione. Ai domiciliari continuava a sognare l'appello. Li avevano messi in cella con dei pluriomicidi. "Il carcere ci ha cambiato. Ci siamo resi conto" racconta Frattasio "che non eravamo tagliati per quella vita. L'arresto, chi se lo immaginava. Alla polizia che ci fermava ai posti di blocco, potevamo dichiarare che il nostro mestiere era fare le cassette, non succedeva niente. Il nostro negozietto a Forcella era alla luce del sole".

Quando hanno chiuso, è fallito anche il bar di fronte. Avevano creato pure l'indotto. "Oggi la protezione del copyright quasi non esiste più. Le canzoni se le copiano tutti da YouTube e le copie sono illimitate. Noi siamo stati arrestati per il torto di essere nati nell'età analogica. Ogni tanto qualcuno chiama ancora per avere una cassetta" dice Peppe "ma non ne ho nemmeno una. Quelle personali, le ho regalate per gentilezza. Non mi crede nessuno, ma mi piacerebbe avere un angolo della casa come ricordo". A Enrico invece è rimasto un altro sogno. Vorrebbe conoscere Paul McCartney e stringergli la mano.

Dal Venerdì del 10 febbraio 2023