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Sentirsi europei, anche a Bolzano

PER POSTA: Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì.  In provincia di Bolzano il censimento impone di dichiarare il proprio gruppo linguistico. Ma qualcuno vorrebbe sfuggire a questa schedatura
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, a breve si terrà a Bolzano il quinto censimento linguistico, a cui dovrò obbligatoriamente partecipare. Il primo, quarant'anni fa, lo ricordo perfettamente perché fu un vero trauma esistenziale per mia madre e mia nonna, che italiane non erano. Non erano nemmeno tedesche o ladine, perciò rifiutarono. Altre etnie non erano contemplate, allora come oggi. Mia madre era da poco andata in pensione, quarantenne.

Poteva permetterselo e lo fece, il gran rifiuto. Io in pensione non sono ancora. Mi sembra di regredire in tutto, sarà l'età. O saranno i tempi, non proprio ideali. O la perdita dei genitori. È vero che alla fine si diventa come loro. Ho il ricordo del collega Alex Langer, obbligato a lasciare l'insegnamento di filosofia perché "non dichiarato". Farò veramente tanta…

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, a breve si terrà a Bolzano il quinto censimento linguistico, a cui dovrò obbligatoriamente partecipare. Il primo, quarant'anni fa, lo ricordo perfettamente perché fu un vero trauma esistenziale per mia madre e mia nonna, che italiane non erano. Non erano nemmeno tedesche o ladine, perciò rifiutarono. Altre etnie non erano contemplate, allora come oggi. Mia madre era da poco andata in pensione, quarantenne.

Poteva permetterselo e lo fece, il gran rifiuto. Io in pensione non sono ancora. Mi sembra di regredire in tutto, sarà l'età. O saranno i tempi, non proprio ideali. O la perdita dei genitori. È vero che alla fine si diventa come loro. Ho il ricordo del collega Alex Langer, obbligato a lasciare l'insegnamento di filosofia perché "non dichiarato". Farò veramente tanta fatica a dichiararmi.

Mi sentirò delusa da me stessa, per la mia storia famigliare, culturale, professionale. E se scegliessi di non farlo? Verrei licenziata. Non potrei più votare. A questo punto, non converrebbe fare un atto di dignità? Per non dichiarare un'altra volta il falso? Forse, chissà, mi manderanno in pensione anticipata.
Simonetta Lucchi

Allegata alla lettera c'è la mozione firmata, tra gli altri, da Alex Langer e Reinhold Messner nel 1991: "Censimento etnico? No grazie". Memorabile rivendicazione della libertà degli individui e della loro indefinibilità etnica. Europei e basta, questo si sentivano, già trentadue anni fa, quei due altoatesini cosmopoliti, cittadini del mondo.

C'era la guerra in Jugoslavia, tutto ciò che era "etnico" produceva un suono particolarmente sinistro e sanguinario. Mi sono letto il bando del censimento (che è definito "linguistico", non etnico, riduzione eufemistica di quella che resta, comunque, una classificazione "per gruppi"). Garantisce l'anonimato ai partecipanti, ma questo non toglie che possa risultare molto fastidioso compilarlo: viene una sana voglia di diserzione, di non-intruppamento. C'è almeno un passaggio che mi ha fatto sobbalzare: "Le persone che non si considerano appartenenti a nessuno dei tre gruppi linguistici rilasciano una dichiarazione anonima di aggregazione a uno dei tre gruppi linguistici".

Sembra il proverbiale Comma 22, "chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo".

Come molte delle formalità che ci opprimono, il censimento linguistico è nato con le migliori intenzioni: si trattava di garantire alle minoranze linguistiche della Provincia Autonoma di Bolzano uguale peso e rappresentanza.

Ma non è mai facile imporre la virtù per legge. Si rischia di trasformarla in una parodia, come la lugubre deriva del politicamente corretto dimostra. E dunque, cara Simonetta, tutta la mia simpatia a lei e a tutti gli altoatesini che non vorrebbero essere definiti sulla base di una convenzione linguistica.

Sul Venerdì del3 marzo 2023