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Randy Newman le canta allo zar Putin

La copertina dell’album di Randy Newman "Dark Matter" (2017) che contiene "Putin" 
SENTI QUESTA Già sei anni fa il cantautore americano satireggiava in musica sul presidente russo
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Questa è uscita dalla penna di uno che ci ha sempre visto giusto, e non è mai andato fuori tema. La canzone si chiama Putin, l’ha scritta Randy Newman, autore di You Can Leave your Hat on (che per voce di Joe Cocker accompagna lo spogliarello di 9 settimane e ½) e molte altre meraviglie. A novembre compirà ottant’anni, e magari qualcuno non ricorda i classici degli anni d’oro (1968-1988). Non solo è vivo e vegeto, ma quando decide di tornare, colpisce al centro.

Nel 2017, a dieci anni da Harps and Angels, ha pubblicato Dark Matter, utilizzando gli ingredienti della sua cucina: ironia, sarcasmo e denuncia mescolati in una sorta di cabaret espressionista alla Brecht & Weill – tenero, audace, a volte spietato. Con un tempismo formidabile (mentre la comunità internazionale continuava a ignorare la guerra del Donbass iniziata nel 2014), Newman satireggia sul presidente della Federazione russa (il testo è su…

Questa è uscita dalla penna di uno che ci ha sempre visto giusto, e non è mai andato fuori tema. La canzone si chiama Putin, l’ha scritta Randy Newman, autore di You Can Leave your Hat on (che per voce di Joe Cocker accompagna lo spogliarello di 9 settimane e ½) e molte altre meraviglie. A novembre compirà ottant’anni, e magari qualcuno non ricorda i classici degli anni d’oro (1968-1988). Non solo è vivo e vegeto, ma quando decide di tornare, colpisce al centro.

Nel 2017, a dieci anni da Harps and Angels, ha pubblicato Dark Matter, utilizzando gli ingredienti della sua cucina: ironia, sarcasmo e denuncia mescolati in una sorta di cabaret espressionista alla Brecht & Weill – tenero, audace, a volte spietato. Con un tempismo formidabile (mentre la comunità internazionale continuava a ignorare la guerra del Donbass iniziata nel 2014), Newman satireggia sul presidente della Federazione russa (il testo è su Google): ce n’è per tutti, da ridere e da piangere, dal celodurismo al nucleare. Difficile sintetizzare il percorso del geniale autore di molte canzoni e moltissime colonne sonore: 22 nomination all’Oscar (due vittorie), 7 Grammy e 3 Emmy.

Lasciamo parlare il suo songbook, ricordando dieci 10 (+1) capolavori (e alcuni degli interpreti che li hanno glorificati): 1) I Think It’s Going to Rain Today (Nina Simone, Peter Gabriel, Judy Collins, UB40, Joe Cocker, Norah Jones), 2) Mama Told Me Not to Come (Odetta, Tom Jones + Stereophonics, Wilson Pickett), 3) Sail Away (Joe Cocker, Etta James, Linda Ronstadt, Ray Charles), 4) You Can Leave your Hat on (Joe Cocker), 5) God’s Song (That’s Why I Love Mankind) (John Martyn), 6) Guilty (The Blues Brothers), 7) Louisiana 1927 (Aaron Neville), 8) I’ll Be Home (Barbra Streisand, Harry Nilsson, Scott Walker), 9) Baltimore (Nina Simone), 10) In Germany Before the War (Marianne Faithfull) + 1) It’s Lonely at the Top (The Nylons).

Dal Venerdì del 3 marzo 2023