Anaïs Nin e i suoi tanti mariti
di Daria Galateria , di Daria GalateriaAnaïs Nin tornò a Parigi sui luoghi della giovinezza per farne un documentario per la tv. Era il 1971, viveva allora negli Usa, a New York, col marito di sempre, il banchiere Hugh Guiler, e a Los Angeles con il secondo marito, Rupert Pole (entrambi la detraevano dalle spese fiscali; dal secondo dovette divorziare). Era ancora carinissima, sempre con una femminilità convenzionale, la voce da adolescente e l'eloquio lento e preciso con cui parlava dell'erotismo femminile - per prima ne aveva inventato, per la nostra civiltà, il linguaggio. I primi testi pornografici - a pagamento: un dollaro a pagina - li aveva scritti negli anni Quaranta in America: saranno Il delta di Venere, che inizia con una donna che si passa il rossetto rosso, con cura, sulle sue labbra per così dire interiori; ma lì ancora l'erotismo era al maschile - comunque fosse composta la coppia l'acme arrivava insieme, e una volta sola.
Le riprese iniziarono dunque …
Anaïs Nin tornò a Parigi sui luoghi della giovinezza per farne un documentario per la tv. Era il 1971, viveva allora negli Usa, a New York, col marito di sempre, il banchiere Hugh Guiler, e a Los Angeles con il secondo marito, Rupert Pole (entrambi la detraevano dalle spese fiscali; dal secondo dovette divorziare). Era ancora carinissima, sempre con una femminilità convenzionale, la voce da adolescente e l'eloquio lento e preciso con cui parlava dell'erotismo femminile - per prima ne aveva inventato, per la nostra civiltà, il linguaggio. I primi testi pornografici - a pagamento: un dollaro a pagina - li aveva scritti negli anni Quaranta in America: saranno Il delta di Venere, che inizia con una donna che si passa il rossetto rosso, con cura, sulle sue labbra per così dire interiori; ma lì ancora l'erotismo era al maschile - comunque fosse composta la coppia l'acme arrivava insieme, e una volta sola.
Le riprese iniziarono dunque in un caffè di Parigi; Anaïs doveva far finta di scrivere a un tavolino. Poi la troupe si trasferì a Louveciennes, alla vecchia casa rossa presso Parigi dove era successo tutto: lì Anaïs aveva amato - magari in cucina, quando il consorte Hugh non c'era - Henry Miller (Tropico del Cancro) e anche sua moglie June. Henry Miller era tutto centrato sulla scrittura e sul plesso solare; così la tensione letteraria e la differenza in quella sessuale chiarì a Anaïs la specificità del desiderio femminile, ove "solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l'estasi".
Ma, davanti alla troupe, all'abbandono apparve il grande giardino e la casa centenaria dove Anaïs aveva vissuto dal 1930 al '35 - quando aveva amato Henry, il bell'Artaud scrittore surrealista impotente, e i suoi due psicanalisti, Otto Rank e René Allendy (che, nel terrore della moglie, la incontrava di nascosto, con una frusta sotto il cappotto: si eccitava solo a staffilate). Comparve, furiosa, la proprietaria della villa: mai avrebbe concesso alla pretesa "famosa scrittrice" e al cameraman di girare, era il nuovo modo di fare furti nelle case, fingersi una troupe tv. Così, ripresero Anaïs fuori dal cancello, con la vecchia signora che dalla finestra minacciava di chiamare la forza pubblica. Si spostarono in riva al lago, c'era un'anatra con sei piccoli che, all'arrivo di Anaïs e di Jeanne Moreau (c'era anche lei, la famosa attrice) scapparono "isterici, quack quack quack" - le donne furono preda di un riso convulso e senza motivo, e la camera riprese, di Louveciennes, quel riso. Poi andarono in via Villa Seurat, dove nel '34 Henry aveva il suo misero studio. Neanche lì fu possibile entrare, girarono per strada; Anaïs fu assalita dai ricordi.
Sul Venerdì del 10 marzo 2023