✕

L'Europa batta un colpo (non solo di cannone)

PER POSTA: Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì.  Appellarsi ai "valori dell'Occidente" è stucchevole. Soprattutto vista l'incapacità di elaborare una proposta di pace
2 minuti di lettura
Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
 
Caro Michele, vogliamo provare a dare un senso alle parole? 1 – “Al fianco dell’Ucraina fino alla vittoria”: ovvero impegnarsi per aiutare l’Ucraina fino al ripristino dei confini del 1991, costi quel che costi. 2 – “Al fianco dell’Ucraina per una pace giusta”: ovvero arrivare a una pace negoziata che comporti una forma di autonomia (tipo Alto Adige) per i territori a forte minoranza russa, la ricostruzione dell’Ucraina a spese della comunità internazionale (compreso chi l’ha ridotta in macerie), una inchiesta seria sui crimini di guerra. Comporta adottare forme di garanzia internazionale, adesione all’Ue ma non alla Nato, volontà della Russia di rinunciare al progetto Grande Russia. Per Putin sarebbe una sconfitta, potrebbe accettarlo? 3 – “Subito cessate il …
Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
 
Caro Michele, vogliamo provare a dare un senso alle parole? 1 – “Al fianco dell’Ucraina fino alla vittoria”: ovvero impegnarsi per aiutare l’Ucraina fino al ripristino dei confini del 1991, costi quel che costi. 2 – “Al fianco dell’Ucraina per una pace giusta”: ovvero arrivare a una pace negoziata che comporti una forma di autonomia (tipo Alto Adige) per i territori a forte minoranza russa, la ricostruzione dell’Ucraina a spese della comunità internazionale (compreso chi l’ha ridotta in macerie), una inchiesta seria sui crimini di guerra. Comporta adottare forme di garanzia internazionale, adesione all’Ue ma non alla Nato, volontà della Russia di rinunciare al progetto Grande Russia. Per Putin sarebbe una sconfitta, potrebbe accettarlo? 3 – “Subito cessate il fuoco e negoziati”: ovvero, soluzione “coreana”, o se preferite “israeliana”, con la Russia che mantiene tutti i territori occupati. A me non è chiaro cosa davvero vogliono quelli che stanno dalla parte giusta, con l’Ucraina. Quello che vuole Putin con i suoi accoliti sì, e non mi piace affatto. Ma credo sarebbe onesto e doveroso capire cosa vogliamo noi, se Zelensky può accettarlo, e a quali condizioni.
Sergio Paglicci (Firenze)
 
 
Caro Serra, ho visto al Tg2 l’intervista a un soldato ucraino, super accessoriato. Portava orgogliosamente cuciti sul petto due stendardi, la bandiera dell’Ucraina a sinistra, sul cuore, e quella degli Stati Uniti a destra. Dell’Onu, della Nato, dell’Europa nessun simbolo. Mi sono venuti i brividi e molti dubbi. Io non sto né con Putin né con Zelensky, non avendo capacità ed elementi per capire i motivi di questa guerra idiota, come per altro tutte le guerre, e provo una tristezza infinita per i ragazzi mandati a morire al fronte, i bambini senza più una casa, gli sfollati, persino i cani in cerca del loro padrone. Mi sono chiesto, alla vista di quei due emblemi sul petto del soldato, che guerra stiamo appoggiando noi europei. Quella a difesa di una nazione aggredita dal revanscismo putiniano della Grande Russia o quella, permeata di valori democratici, in appoggio al neo-espansionismo Nato/americano nel mondo? Noi Europa incapaci, come sempre, di intavolare e gestire trattative di pace in paesi limitrofi.
Corrado Locati
 
È vero, anzi verissimo, che dietro la facile formula “io sto con l’Ucraina aggredita” c’è una vaghezza piena di buoni propositi ma di nessuna concretezza. A me sembra che la soluzione 2 esposta dal lettore Paglicci sia la sola praticabile e sensata, ma la mia opinione è solo un dettaglio. Ben più grave è che la “parte” geografica, culturale e politica alla quale sento di appartenere, e alla quale oggettivamente appartengo, cioè l’Europa, non sia riuscita a elaborare, almeno in forma chiara, una sua proposta di pace, nero su bianco. Di qui derivano, in larga misura, i dubbi e le incertezze dei lettori come Locati: in che cosa si differenziano, a proposito di questa guerra alle porte dell’Europa (dunque nostra assai più che americana) le posizioni europee da quelle americane?
 
Possibile che la comune appartenenza a un’alleanza militare, la Nato, impedisca all’Europa di prendere atto che i suoi interessi non sono giustapponibili a quelli americani? Tutto questo parlare di “valori dell’Occidente” è stucchevole, non conosco nessuno che si richiami ai “valori dell’Oriente”, a parte una risicata minoranza di fan di Putin. Democrazia contro dittatura, è ovvio, dobbiamo parlarne ancora? Basta a sentirci in regola? La soluzione offerta da noi europei, fin qui, è consistita in armi e retorica. E la politica?
 
Sul Venerdì del 10 marzo 2023