Martone e Troisi, non ci resta che ricordare
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiMario Martone vince la sua riservatezza gentile e si fa voce e volto narranti per Massimo Troisi. Il grande attore e comico che tutti amiamo, certo, ma soprattutto un "regista di speciale grandezza". "Un cinema che si esprime per frammenti, soprassalti, che alterna pieni e vuoti, ora acceso, ora stanco". Un cinema "che per me è bello perché ha la forma della vita". Con queste parole quasi intime, rivolte a noi spettatori come in una conversazione domestica, Martone introduce Laggiù qualcuno mi ama, il suo ritratto di Troisi: cinema e personalità di questo ragazzo di San Giorgio a Cremano che un mese fa avrebbe compiuto 70 anni. E che Martone legge in parentela con la Nouvelle Vague, Troisi che cresce nei suoi film come Antoine Doinel in quelli di Truffaut. Napoli senza napoletanità di repertorio, Pino Daniele, i quartieri, i cortei, le scene immortali, La Smorfia, le interviste a registi e scrittori che lo hanno amato.
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Mario Martone vince la sua riservatezza gentile e si fa voce e volto narranti per Massimo Troisi. Il grande attore e comico che tutti amiamo, certo, ma soprattutto un "regista di speciale grandezza". "Un cinema che si esprime per frammenti, soprassalti, che alterna pieni e vuoti, ora acceso, ora stanco". Un cinema "che per me è bello perché ha la forma della vita". Con queste parole quasi intime, rivolte a noi spettatori come in una conversazione domestica, Martone introduce Laggiù qualcuno mi ama, il suo ritratto di Troisi: cinema e personalità di questo ragazzo di San Giorgio a Cremano che un mese fa avrebbe compiuto 70 anni. E che Martone legge in parentela con la Nouvelle Vague, Troisi che cresce nei suoi film come Antoine Doinel in quelli di Truffaut. Napoli senza napoletanità di repertorio, Pino Daniele, i quartieri, i cortei, le scene immortali, La Smorfia, le interviste a registi e scrittori che lo hanno amato.
Sul Venerdì del 10 marzo 2023