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"Viviamo bene senza D": gli atei vincono la causa contro il Comune di Verona

Uno dei manifesti della campagna Uaar del 2013 Viviamo bene senza D. ipa / fotogramma 
Dieci anni fa Flavio Tosi, allora sindaco della città, bloccò una famosa campagna dell’Unione atei e agnostici. Che, dopo averla spuntata in tribunale, adesso contrattacca
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"Viviamo bene senza D" dicevano qualche anno fa i manifesti affissi sui muri e sulle fiancate degli autobus  in tutte le grandi città. In tutte tranne una, perché a Verona il sindaco leghista Flavio Tosi si era opposto a quell'iniziativa "offensiva e potenzialmente lesiva di qualsivoglia religione". Ne era nato un conflitto in tribunale che dieci anni dopo - neanche tanti dài - può dirsi finito: i giudici della Corte d'appello di Roma hanno dato ragione all'Unione atei agnostici razionalisti promotrice della campagna (l'Uaar nelle cui fila hanno militato Margherita Hack e Carlo Flamigni); e così oggi Adele Orioli, romana, responsabile legale dell'associazione, è più che soddisfatta.

I giudici per&ograv…

"Viviamo bene senza D" dicevano qualche anno fa i manifesti affissi sui muri e sulle fiancate degli autobus  in tutte le grandi città. In tutte tranne una, perché a Verona il sindaco leghista Flavio Tosi si era opposto a quell'iniziativa "offensiva e potenzialmente lesiva di qualsivoglia religione". Ne era nato un conflitto in tribunale che dieci anni dopo - neanche tanti dài - può dirsi finito: i giudici della Corte d'appello di Roma hanno dato ragione all'Unione atei agnostici razionalisti promotrice della campagna (l'Uaar nelle cui fila hanno militato Margherita Hack e Carlo Flamigni); e così oggi Adele Orioli, romana, responsabile legale dell'associazione, è più che soddisfatta.

I giudici però hanno detto che l'ateismo è "equiparabile a una qualunque religione". Un po' strambo, no? Non si è offesa?
"Mi sa che ha un'idea un po' polverosa di quello che siamo".
Possibile.
"Non siamo anticlericali ottocenteschi. Siamo non credenti del terzo millennio; riteniamo che libertà religiosa si componga di libertà di e libertà da. Senza essere anticlericali né antireligiosi, ribadiamo il diritto alla libertà religiosa, che nel nostro caso è quella di non credere. Poi tra i nostri tanti simpatizzanti e i 3.500 iscritti ci sono anche credenti, che ritengono basilare la laicità delle istituzioni".
Però anche voi, sfidare  Verona, la città delle immagini di Cristo con scritto "Gesù ti guarda"... 
"In primo e secondo grado furono emesse sentenze agghiaccianti. Sembravano gli anni 50. La Corte d'Appello riuscì a sostenere che l'ateismo non si poteva concretizzare nella negazione di Dio perché era un'offesa. Cioè, il solo fatto di dire che Dio per noi non esiste non  era consentito... La Cassazione annullò con rinvio, indicando la via ai giudici che hanno condannato Tosi". 
Finalmente una vittoria.
"Ma ultimamente non va tanto male. Due anni fa abbiamo vinto contro il ministero dell'Istruzione perché imponeva già al momento della pre iscrizione a scuola - tra gennaio e febbraio - di decidere se avvalersi o meno dell'insegnamento religioso per l'anno successivo, ma poi solo a scuola ben avviata dava ai non avvalentisi la possibilità di scegliere tra le varie opzioni, alternativa, uscita anticipata ecc... Adesso la scuola deve organizzarsi per tempo e i ragazzi non restano appesi". 
Il ministero ha presentato ricorso?
"No, si è adattato. Si è preso anche una condanna insieme a un'elementare di Padova che non aveva attivato l'insegnamento alternativo per una bambina. Poi c'è il caso di Terni e del professor Franco Coppoli".
Uno che ha tenuto duro.
"Sospeso per trenta giorni perché durante le lezioni toglieva il crocifisso dal muro e prima di andarsene lo riappendeva, finché non lo hanno imbullonato, e allora lui lo scopriva e lo ricopriva... Ci sono voluti tredici anni perché la Cassazione a sezioni unite dicesse che il crocifisso nelle aule è un retaggio dell'epoca fascista". 
Però c'è in quasi tutte le scuole.
"Ma dal 9 settembre 2021 nessuno può più imporlo, è una rivoluzione. Poi, sì, a volte va male, al punto che abbiamo due ricorsi pendenti alla Corte europea dei diritti umani. Abbiamo chiesto di avviare trattative per un'intesa con lo Stato ex articolo 8 della Costituzione, anche perché manca qualsiasi legge sulla libertà religiosa. Poi c'è la campagna Non affidarti al caso: invitavamo i cittadini a informarsi sull'adesione o meno all'obiezione di coscienza del proprio medico. Il Comune di Genova l'ha vietata, però i terribili manifesti dei movimenti no choice contro la pillola Ru486, dove si vede una donna che sembra  morta, gli sono andati bene".
Com'è il clima oggi? 
"La società è sempre più secolarizzata, i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi, per dire. Ma il clericalismo nelle istituzioni resiste. E pochi sanno che la Chiesa cattolica costa ai contribuenti quasi 7 miliardi di euro l'anno. I cittadini stipendiano i cappellani in carcere e in ospedale, per dirne una, e pure gli insegnanti di religione, che però sono autorizzati dai vescovi a lavorare nelle scuole".
L'ora di religione è intoccabile.
"Pensare di abolire il Concordato può sembrare mazziniano, ma finché c'è, ci teniamo tutto, anche la religione in classe, a partire dai nidi comunali, per i bambini di due anni, mentre ottenere la lezione alternativa è difficile. Sa che riceviamo molte segnalazioni di iscrizioni e preiscrizioni fatte con moduli taroccati?".
In che senso "taroccati".
"Alcune scuole eliminano a piacimento le voci che permettono di scegliere l'ora alternativa o l'uscita anticipata". 
Invece lo "sbattezzo" come va? 
"Sempre fortissimo. Registriamo circa 50 mila download l'anno del modulo da mandare alle parrocchie per essere cancellati dai registri dei battezzati. Con alcuni picchi, come quando la Chiesa tirò in ballo il Concordato contro il ddl Zan. Poi bisogna vedere quante persone ci si mettono davvero, tanto più che i parroci non sempre facilitano l'iter. Ci sarebbe anche la "scresima", volendo". 
Lei è atea, giusto? O no?
"Agnostica. La questione dell'esistenza di un dio non mi interessa; come direbbe Georges Brassens,"non mi comporterei meglio se avessi la fede"". 
Lo sa che la ricordano in un corteo avvolta nella bandiera dell'Urss? 
"Falso, era una bandiera partigiana, il 25 aprile di tantissimi anni fa, a Milano. Preistoria. Mi ha divertito di più che sul web sia girata la notizia secondo cui al Pantheon mi avrebbero segretamente e solennemente insignito di un riconoscimento in quanto emissaria del Vaticano".
E i contatti con Casapound? 
"Oh cielo! Anni fa venivamo invitati alle Feste dell'Unità e ci fu qualche contestazione interna, così il coordinatore di allora, preso dal furor della par condicio, scrisse a Casapound: vediamo se ci invitano... Mai visti né sentiti".
 
Pubblicato sul Venerdì del 10 marzo 2023