Sapere al popolo
di Michele Serra , di Michele SerraScrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, non ho ancora sentito una parola un po' meno che stupida sulla faccenda degli elettori Pd-Ztl. Ho sempre votato Pd e sue ascendenze dai tempi andati, così come moltitudini di amici, parenti e conoscenti. Sebbene non abitiamo nella Ztl abbiamo case confortevoli in luoghi accoglienti. In ogni parte del mondo studiare, leggere, evolversi porta a costruirsi una vita meno grama e ad avere maggiore benessere. Oltre agli altri "lussi", ci si permette anche quello di credere che piuttosto che per la difesa dei propri interessi privati convenga battersi per il bene comune.
Nella mia lunga esperienza di madre di disabile, collaborando attivamente nella gestione dei nostri centri diurni e case famiglia, vedo ogni giorno il risultato di questa realtà: ci sono famiglie (poche) che collaborano con tutta la generosità possibile perch&eac…
Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, non ho ancora sentito una parola un po' meno che stupida sulla faccenda degli elettori Pd-Ztl. Ho sempre votato Pd e sue ascendenze dai tempi andati, così come moltitudini di amici, parenti e conoscenti. Sebbene non abitiamo nella Ztl abbiamo case confortevoli in luoghi accoglienti. In ogni parte del mondo studiare, leggere, evolversi porta a costruirsi una vita meno grama e ad avere maggiore benessere. Oltre agli altri "lussi", ci si permette anche quello di credere che piuttosto che per la difesa dei propri interessi privati convenga battersi per il bene comune.
Nella mia lunga esperienza di madre di disabile, collaborando attivamente nella gestione dei nostri centri diurni e case famiglia, vedo ogni giorno il risultato di questa realtà: ci sono famiglie (poche) che collaborano con tutta la generosità possibile perché credono che dove stanno bene tutti starà bene il proprio figlio, altre (più numerose) hanno interesse solo al loro caso privato e mostrano diffidenza verso gli altri. C'è bisogno che dica che questi ultimi non abitano in Ztl, sono meno acculturati e mostrano chiare tendenze di destra? No, ma c'è bisogno che qualcuno spieghi meglio come stanno le cose.
Anna Perrone Capano
Cara Anna Perrone, intanto una buona notizia: le analisi del voto dicono che Renzi-Calenda hanno sollevato il Pd dall'onere di essere "il partito delle Ztl". Il Pd può contare su un elettorato abbastanza ben "spalmato" socialmente e anagraficamente, con un solo vistoso "buco" tra i millennials, poi ben colmato dagli under 30. Detto questo, provo a risponderti, con necessaria sintesi (su questo argomento potrei scrivere interi tomi). Esiste una ricca tradizione sociologica e politica che descrive le condizioni di subalternità culturale del popolo come tutt'uno con il suo assoggettamento sociale. Nel 1919 Antonio Gramsci scriveva: "L'educazione dei proletari è un problema di libertà. Dovere del popolo è non essere ignorante".
Se lo scrivesse oggi gli direbbero che è un radical-chic, perché nel frattempo, per mano del populismo e in specie del populismo di destra, c'è stato un vero e proprio rovesciamento logico della questione: se dici che il popolo è in cattive condizioni, e a queste condizioni paga un alto prezzo in termini di cultura e di coscienza di sé, ti dicono che sei "contro il popolo". Ma è vero il contrario, a partire da don Milani. Dire al popolo "studia, se no sarai sempre fregato da chi ha studiato" è ovviamente un atteggiamento filo-popolare. La falsificazione populista della realtà sociale, esaltando il popolo "così com'è", è nei fatti il vero atteggiamento anti-popolare. Dunque non ti preoccupare dell'evidenza: è perfettamente plausibile che il "lusso" della solidarietà e della cura degli altri attecchisca nelle case dove c'è qualche libro e qualche soldo in più. Il socialismo, fino dai suoi albori, si è nutrito anche della filantropia di signore benestanti e di signori ben vestiti (il fabianesimo, le suffragette, la vocazione sociale di un pezzo dell'imprenditoria, vedi Olivetti). La gran parte dei leader rivoluzionari sono stati "traditori di classe", borghesi convertiti alla causa del popolo. L'organizzazione di parte del popolo (i salariati di fabbrica) in "classe rivoluzionaria" è stata al tempo stesso un capolavoro e un miracolo del marxismo. Il popolo è conservatore, e spesso reazionario, dai tempi della Vandea. Giorgia Meloni lo sa bene, ed è stata brava ad approfittarne.
Sul Venerdì del 17 marzo 2023