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Gruppo Wagner, identikit dei mercenari al servizio di Putin: in Ucraina e non solo

ll logo del Gruppo Wagner 
Un anno fa li conoscevano in pochi, con la guerra sono diventati famosi. Ma chi sono davvero? Dove operano? E quanto sono davvero fedeli al presidente russo? Inchiesta
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Mosca. Combattenti per il soldo e non per la gloria, erano la legione fantasma, l'esercito ombra di Vladimir Putin. L'armata privata, seppure segreta, che consentiva al Cremlino di partecipare sotto copertura ai conflitti dove negava ogni coinvolgimento. O di aumentare la sua presenza militare sul terreno nelle operazioni riconosciute, minimizzando però le perdite ufficiali e salvaguardando così il sostegno popolare. Oggi i mercenari del Gruppo Wagner sono usciti allo scoperto. Il loro nome non è più tabù. A un anno dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina, dominano le cronache quotidiane dal fronte. La loro insegna campeggia a caratteri cubitali su un mega complesso a San Pietroburgo. E il Parlamento russo si appresta a estendere anche a loro la legge che punisce chi "getta discredito sull'esercito russo".  Ma chi sono esattamente i "musicisti" dell'"Orchestra W", come ora amano pubbliciz…

Mosca. Combattenti per il soldo e non per la gloria, erano la legione fantasma, l'esercito ombra di Vladimir Putin. L'armata privata, seppure segreta, che consentiva al Cremlino di partecipare sotto copertura ai conflitti dove negava ogni coinvolgimento. O di aumentare la sua presenza militare sul terreno nelle operazioni riconosciute, minimizzando però le perdite ufficiali e salvaguardando così il sostegno popolare. Oggi i mercenari del Gruppo Wagner sono usciti allo scoperto. Il loro nome non è più tabù. A un anno dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina, dominano le cronache quotidiane dal fronte. La loro insegna campeggia a caratteri cubitali su un mega complesso a San Pietroburgo. E il Parlamento russo si appresta a estendere anche a loro la legge che punisce chi "getta discredito sull'esercito russo".  Ma chi sono esattamente i "musicisti" dell'"Orchestra W", come ora amano pubblicizzarsi?


Le origini

Il Gruppo Wagner, secondo diverse ricostruzioni, è una creatura di Dmitrij Utkin, colonnello in pensione dell'intelligence militare russa Gru. Nato nel 1970 nella regione di Kirovohrad, allora Urss, oggi Ucraina, Utkin guidava la Seconda brigata speciale Spetsnaz, unità dei corpi speciali, prima di ritirarsi. Nel 2013 diventa uno dei comandanti del "Corpo slavo" (Slavjanskij Korpus), divisione del Moran Security Group incaricata di proteggere i "siti energetici" siriani. Ma la missione è un disastro. Nel 2014, quando il Corpo Slavo viene smantellato, Utkin fonda una nuova compagnia militare privata, il Gruppo Wagner, dal nome di battaglia dovuto alle sue simpatie neonaziste. Un omaggio diretto a Hitler e al suo compositore preferito.

 


Un cuoco in armi

Se Utkin è il primo comandante sul campo di Wagner, il suo "generale senza stellette", cofondatore e finanziatore, è Evgenij Prigozhin, già artefice della cosiddetta "fabbrica dei troll" di San Pietroburgo, la centrale da cui i russi diffondono in rete informazioni sul conflitto in corso e non solo. Dopo aver scontato nove anni di carcere per frode e istigazione alla prostituzione, fa fortuna vendendo hot dog. La sua ascesa comincia negli anni 90 quando apre vari ristoranti di lusso a San Pietroburgo frequentati da Putin, allora vicesindaco della città. Il futuro presidente resta così affascinato da un uomo che ha creato un impero dal nulla da affidargli il catering del Cremlino e della Difesa una volta diventato presidente. Da qui il soprannome di Prigozhin, "il cuoco di Putin". E da stipulare con la sua società, la Concord,  contratti governativi milionari.


Prigozhin per anni smentisce ogni legame con Wagner, intentando cause per diffamazione e facendo rimuovere le inchieste dal web. Fino al settembre scorso, quando invece ne rivendica con "orgoglio" la paternità. "Ho pulito io stesso le vecchie armi, ho sistemato io stesso i giubbotti antiproiettile e trovato specialisti che avrebbero potuto aiutarmi". E ancora: "Quel giorno, il 1° maggio 2014, è nato un gruppo di patrioti, che poi è stato chiamato Battaglione Wagner".

 


Segreti e misteri

I mercenari della Wagner sono riluttanti a raccontare la loro esperienza. Firmano una clausola di riservatezza e sono pagati bene: fino a 240 mila rubli, quasi tremila euro, al mese. Circa il quadruplo di uno stipendio da soldato. E in caso di morte in battaglia, i familiari ottengono fino a tre milioni di rubli, circa 38 mila euro, come risarcimento in cambio del silenzio. Difficile, dunque, quantificare numeri e perdite. Stando ad alcune stime, a fine 2021, il Gruppo Wagner contava circa 6-9 mila uomini dispiegati in vari Paesi. Perlopiù veterani delle forze speciali e agenzie di intelligence russe, ma anche esponenti di Stati dell'ex blocco sovietico. Oggi, secondo l'intelligence britannica, Wagner comanda 50 mila combattenti nella sola Ucraina, di cui circa l'80 per cento sarebbero ex prigionieri a cui viene promessa la grazia, ma anche il rispetto e l'onore, dopo sei mesi di servizio. Non conta più tanto la qualità, ma la quantità.


Organizzazione patriottica

In quanto compagnia privata militare, (in russo Chastnaja Voennaja Kompanja, sigla ChVK), Wagner opera in una zona grigia della legislazione russa. Il codice penale vieta esplicitamente le ChVK, probabilmente per prevenire la formazione di milizie ribelli, ma consente alle imprese statali e private di assumere forze di sicurezza armate.

 


Il ministero della Difesa russo ha perciò sempre negato ogni legame. Ma, a dispetto di queste reticenze, il governo non ha avuto remore nell'insignire ben quattro volte con l'Ordine del Coraggio Utkin e il suo vice, Aleksandr Kuznetsov, entrambi fotografati al fianco di Putin durante un ricevimento privato nel dicembre 2016. Ad addestrare i mercenari sarebbe inoltre lo stesso Gru presso il quartier generale della "Decima Brigata per le Missioni speciali" di Molkino, non lontano dalla città meridionale di Krasnodar.


Nel 2022 il salto di qualità. Wagner viene nominato dai media russi come un'organizzazione patriottica. Putin loda i "volontari". E Prigozhin, oltre a rastrellare le carceri per ingrossare i ranghi, registra il gruppo come società e apre una sede a San Pietroburgo, il ChVK Wagner Tsentr.


Dalla Siria all'Africa

Negli anni Wagner è diventato un elemento centrale delle avventure geopolitiche del Cremlino, in diversi fronti caldi. Oltre che in Ucraina, le forze mercenarie hanno operato in Siria con il lancio dell'intervento russo nel 2015 a sostegno del presidente Bashar al Assad. Ma Wagner sta anche conquistando l'Africa per conto del Cremlino. Ha operato in Libia a fianco delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar. Sorveglia le miniere di diamanti in Repubblica Centrafricana e quelle d'oro in Sudan. Combatte per il governo del Mali contro le milizie jihadiste del Sahel e in Mozambico contro Al Shabaab. Opera anche in Sudan, Burkina Faso e Madagascar. Di recente ha tentato di stabilire una presenza persino in Serbia. Ovunque abbia operato, Wagner è stata accusata di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Usa e Ue hanno ripetutamente sanzionato sia la compagnia che Prigozhin, ma con scarsi risultati.


Assassinare Zelensky

Wagner è in Ucraina fin dalla sua fondazione nel 2014. Ha operato sia durante l'annessione della penisola di Crimea, sia in Donbass, per promuovere gli interessi russi nel conflitto tra Kiev e i separatisti filo-russi. Per il ministero della Difesa britannico, il Gruppo è stato coinvolto nella cosiddetta "operazione militare speciale" avviata il 24 febbraio 2022 sin dall'inizio. Al principio i combattenti Wagner avrebbero assistito l'esercito russo con attività di infiltrazione e altre operazioni tipiche delle forze speciali, tra cui il tentativo di assassinare il presidente Zelensky. Ma, man mano che lo sforzo bellico della Russia vacillava, la compagnia ha iniziato ad apparire in prima linea come "normale unità dell'esercito" e svolto un ruolo significativo nella cattura di città come Soledar e Lysychansk. Mentre ora assedia Bakhmut.


Le lotte di potere

Dopo anni da "eminenza grigia", negli ultimi mesi Prigozhin è diventato così uno dei volti più riconoscibili dell'aggressione contro l'Ucraina. Lancia sempre più ardite invettive contro la leadership dell'esercito per le sconfitte o i mancati rifornimenti di munizioni ed è arrivato a bramare la rimozione del ministro della Difesa Serghej Shojgu che in passato aveva tagliato i suoi contratti milionari. L'aspirazione sembrava ben riposta quando, a novembre, Putin ha nominato a capo dell'offensiva il generale Sergej Surovikin, vicino a Prigozhin. Ma gli equilibri di potere sono cambiati di colpo a gennaio con la nomina del capo di stato maggiore e vice di Shojgu, Valerij Gerasimov, al posto di Surovikin. Secondo alcune fonti, c'è il rischio che, a furia di volare troppo in alto, Prigozhin possa anche finire come Icaro. E con lui tutta l'orchestra.

Pubblicato sul Venerdì del 17 febbraio 2023