Bruno Tabacci, una vita in politica: “Meloni? Troppo rabbiosa”
di Carmine Saviano , di Carmine SavianoRoma. Non sorprende vedere che Bruno Tabacci - 76 anni, presidente di Centro Democratico ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Mario Draghi, in Parlamento da trent'anni - abbia scelto per il suo profilo WhatsApp una foto dove sta per inforcare la bicicletta. Perché lui è sempre lì, nel mezzo, dentro al gruppo a pedalare. Anche in Parlamento dove è recordman di presenze. "E perché il ciclismo è la mia grande passione" .
Per iniziare, però: che cosa ha detto a Elly Schlein dopo le primarie?
"Che ha suscitato una speranza enorme, portando a votare anche chi non era andato alle urne alle regionali…
Roma. Non sorprende vedere che Bruno Tabacci - 76 anni, presidente di Centro Democratico ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Mario Draghi, in Parlamento da trent'anni - abbia scelto per il suo profilo WhatsApp una foto dove sta per inforcare la bicicletta. Perché lui è sempre lì, nel mezzo, dentro al gruppo a pedalare. Anche in Parlamento dove è recordman di presenze. "E perché il ciclismo è la mia grande passione" .
Per iniziare, però: che cosa ha detto a Elly Schlein dopo le primarie?
"Che ha suscitato una speranza enorme, portando a votare anche chi non era andato alle urne alle regionali in Lazio e Lombardia. Adesso questa speranza è sulle sue spalle. E potrebbe anche avere successo".
Tabacci che fa, svolta a sinistra?
"Non è un problema di destra o sinistra, partiamo dai contenuti e pensiamo alla riforma fiscale che vuole il governo: una semplificazione che rischia di favorire i più forti. Se a tutto ciò aggiungiamo che in Italia, grazie all'economia sommersa, non possiamo neanche distinguere tra ricchi e poveri rischiamo di scivolare. Combattere tutto questo è di sinistra? E allora io sono più a sinistra degli altri".
Avrà parlato anche con Stefano Bonaccini.
"Come no. Gli ho detto che la sua candidatura alla segreteria Pd mi sembrava impropria. Il presidente di una grande regione, che per inciso si è accodato in modo pericoloso a questa diatriba folle sull'autonomia differenziata, non deve candidarsi per la leadership. Denota mancanza di cultura di partito".
Ma come...
"Nella direzione della Dc, il presidente del Consiglio non aveva diritto di voto. Capisce? Nella Dc, Giulio Andreotti non votava".
E quindi se lei fosse iscritto al Pd chi avrebbe appoggiato? Schlein?
"Gianni Cuperlo. Una persona con cui ci si può confrontare".
E lei, si sa, si confronta con tutti. Lo sa che la definiscono un "professionista della politica"?
Tace; come tutti i politici di professione sa quando è meglio il silenzio.
Va bene, vogliamo parlare del governo Meloni?
"Avevano detto di essere pronti a governare. Non lo sono. La loro postura istituzionale è rozza e hanno un grado di dilettantismo molto alto. Ho incontrato pochi giorni fa il ministro Lollobrigida, gli ho dovuto spiegare che evocare Mattei per il loro piano sull'immigrazione è assurdo".
Perché?
"Enrico Mattei era membro del Cln dell'Alta Italia, capo dei partigiani cattolici, il 26 aprile 1945 era tra i sette in testa al corteo di Milano liberata. Con lui in seconda fila c'era il mio maestro politico: Giovanni Marcora, nome di battaglia Albertino. Schierare Mattei, sui migranti, è una assurdità".
Andiamo avanti. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi?
"Ha dimostrato insensibilità. Gli vorrei ricordare che il ministro dell'Interno nella prima Repubblica parlava solo a Ferragosto, per rassicurare gli italiani sulle loro vacanze. Era valutato per il suo silenzio operoso. Le sue uscite fanno il paio con quelle del giovane di FdI, Giovanni Donzelli, quello che ha detto che il Pd è colluso con la mafia. Servirebbe un po' di raziocinio".
Giorgia Meloni?
"Si dimostra rabbiosa. È un cattivo esempio".
Come valuta invece il Terzo Polo?
"Intanto per vederlo nascere bisogna avere un'altra legge elettorale. Ma questi sono rudimenti del mestiere che scarseggiano. Calenda ci crede... Il Terzo Polo può avere anche posizioni giuste. Ma non è attraente. Anche perché la leadership pone molti interrogativi".
Ci crede anche Matteo Renzi.
"Mi inquieta questo suo fare conferenze in maniera così ambigua. Matteo ripensi a Giorgio La Pira".
Su La Pira, giurista della Costituente, più volte sindaco di Firenze, Renzi ha fatto la tesi di laurea.
"E allora sa bene che quel politico generoso e illustre viaggiava per il mondo senza emettere fattura".
Una volta lei ha paragonato Draghi e Maradona.
"Draghi è un fuoriclasse. Maradona o Pelè, è indifferente. Anzi, facciamo che Draghi è come Eddy Merckx".
È vero che lo assunse lei al ministero del Tesoro?
"Detta così, proprio no. Nel 1983 ero nella segreteria tecnica del ministro Giovanni Goria. Dovevamo nominare dei consulenti. Mi informai e c'era questo giovane professore a Firenze che aveva studiato con Federico Caffè. Ne parlavano tutti benissimo".
A proposito di Draghi, nel suo governo lei aveva una delega allo Spazio. Non proprio il suo campo.
"Ma lo Spazio è una parte importante della nostra industria e della nostra storia. Grazie all'ingegner Luigi Broglio, a La Pira e a Fanfani, con l'aiuto di Mattei negli anni 60 diventammo il terzo Paese al mondo nel lancio di navicelle nello Spazio. De Gaulle se la prese parecchio, sa?".
Da De Gaulle a Di Maio, è un lungo tragitto: addirittura farci un partito insieme...
"Lo voglio spiegare bene: Di Maio è l'unico dei 5 Stelle ad avere fatto autocritica. Poi, certo, se lo immagina uno come me a mettere uno striscione "Abbiamo abolito la povertà"?".
poi, certo, io non abolisco la povertà» (Getty images)
No, appunto.
"Perché so che cosa è la povertà. Ma Di Maio si è responsabilizzato governando, unico dei ragazzi 5 Stelle ad averlo fatto".
Come è iniziata la passione di Tabacci per la politica?
"Quando mi mandarono in collegio".
Chissà che cosa aveva combinato.
"No, no. Da casa dovevo raggiungere Mantova tutte le mattine. Bisognava attraversare il Po, non c'erano ponti e spesso la strada non era praticabile. Per non farmi perdere giorni di scuola, i miei decisero per il collegio. Fui eletto quasi subito rappresentante degli studenti. Mi appassionai".
Sempre Dc? Nessuna tentazione?
"Mai".
E con la bicicletta come va? Ancora in sella?
"Faccio cose serissime, che cosa crede. Come la maratona delle Dolomiti, sia a casa sia sul campo".
In che senso a casa...
"Mi sono fatto installare questa bici sui rulli. Faccio il percorso in tre ore e 36 minuti. Dal vivo l'ho fatto quest'anno in tre ore e 43. Uno dei tempi migliori tra gli over 75".
Un libro che si dovrebbe leggere.
"La storia di Teresio Olivelli, Ribelle per amore. Il primo partigiano a diventare beato".
Una canzone?
"Dio è morto. Perché quando penso ad Augusto Daolio e ai Nomadi, ricordo tutta l'epica della mia giovinezza nella Pianura Padana".
sul Venerdì del 24 marzo 2023