La macchina da scrivere? L'ha inventata un falegname altoatesino
di Nicola Baroni , di Nicola BaroniQuando gli uomini dell'Istituto Politecnico viennese si trovarono di fronte la prima macchina da scrivere in legno, costruita da un falegname di un paesino vicino a Merano, non ebbero dubbi: "Non è prevedibile un'effettiva applicazione dell'apparecchio" scrissero, perché "non consentirebbe in alcun caso di raggiungere la stessa velocità e affidabilità garantita dalla scrittura tradizionale".
Quel falegname era Peter Mitterhofer (1822-1893) di Parcines (Bolzano), che oggi potremmo ricordare come l'inventore della macchina da scrivere, se solo qualcuno avesse creduto in lui. Nel tempo però molti si sono ricordati di Mitterhofer. A cento anni dalla morte, nel 1993, Parcines gli ha dedicato uno dei musei di macchine da scrivere più grandi al mondo, nato dalla collezione del mera…
Quando gli uomini dell'Istituto Politecnico viennese si trovarono di fronte la prima macchina da scrivere in legno, costruita da un falegname di un paesino vicino a Merano, non ebbero dubbi: "Non è prevedibile un'effettiva applicazione dell'apparecchio" scrissero, perché "non consentirebbe in alcun caso di raggiungere la stessa velocità e affidabilità garantita dalla scrittura tradizionale".
Quel falegname era Peter Mitterhofer (1822-1893) di Parcines (Bolzano), che oggi potremmo ricordare come l'inventore della macchina da scrivere, se solo qualcuno avesse creduto in lui. Nel tempo però molti si sono ricordati di Mitterhofer. A cento anni dalla morte, nel 1993, Parcines gli ha dedicato uno dei musei di macchine da scrivere più grandi al mondo, nato dalla collezione del meranese Kurt Ryba. Tre piani con oltre 1.400 macchine, comprese quelle per bambini e non vedenti, quelle da viaggio e quelle per stampare note musicali, quelle in caratteri cinesi e giapponesi.
Oggi, a 30 anni dall'apertura e a 130 dalla morte dell'inventore, il museo gli dedica una mostra che, vista l'affluenza, è stata prorogata fino al 26 novembre. Visitandola scopriamo che Mitterhofer amava intrattenere i concittadini declamando le sue poesie e suonando strumenti musicali autoprodotti: è proprio da uno di questi che gli venne l'idea per una macchina per la scrittura. Tra il 1864 e il 1869 ne costruì cinque modelli e già immaginava una produzione industriale. Non trovando in Tirolo imprenditori disposti ad appoggiarlo, portò due modelli direttamente a Vienna, dall'imperatore. Ma Francesco Giuseppe I lo liquidò con 350 fiorini, e a Mitterhofer non restò che tornare sconfitto a Parcines, comporre una poesia su quel fallimento, continuare a suonare i suoi strumenti e fare il ventriloquo alle feste di paese. Tutto questo mentre negli Stati Uniti la fabbrica d'armi Remington decideva di diversificare la sua produzione introducendo i primi modelli di macchine per la scrittura.
Per sommo paradosso, oggi nel museo dedicato a Mitterhofer mancano i suoi cinque prototipi: si trovano invece a Merano, Dresda e ovviamente al Museo della Tecnica di Vienna.
Sul Venerdì del 24 marzo 2023