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Padre e figlia nel precipizio della memoria

Paul Mescal e Frankie Corio sono padre e figlia nel film Aftersun, esordio alla regia della scozzese Charlotte Wells 
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A malincuore questa settimana tradisco i film che stanno uscendo nelle sale (alcuni bellissimi, ci rifaremo) e vi porto su Mubi, sito web di cinema d’autore, per un film dell’anno scorso che continua a tornarmi in mente, insediato in me come una specie di dolore necessario. Lo considero uno dei film più belli visti ultimamente. E non sono solo: The Guardian lo elegge il migliore del 2022. Esordio della regista scozzese Charlotte Wells, Aftersun è la storia, in parte autobiografica, di una piccola vacanza padre-figlia in un modesto resort sulla costa turca alla fine degli anni Novanta. Callum (Paul Mescal, uno dei miei attori preferiti) ha trent’anni, Sophie (Frankie Corio, meravigliosa), ne ha undici.

La tenerezza, le incomprensioni e i silenzi di un rapporto che cerca di essere allegro ma è attraversato dalle nuvole della malinconia che, come sappiamo, è il sentimento dell’oggetto perduto. Racconto di doppia formazione, Aftersun si…

A malincuore questa settimana tradisco i film che stanno uscendo nelle sale (alcuni bellissimi, ci rifaremo) e vi porto su Mubi, sito web di cinema d’autore, per un film dell’anno scorso che continua a tornarmi in mente, insediato in me come una specie di dolore necessario. Lo considero uno dei film più belli visti ultimamente. E non sono solo: The Guardian lo elegge il migliore del 2022. Esordio della regista scozzese Charlotte Wells, Aftersun è la storia, in parte autobiografica, di una piccola vacanza padre-figlia in un modesto resort sulla costa turca alla fine degli anni Novanta. Callum (Paul Mescal, uno dei miei attori preferiti) ha trent’anni, Sophie (Frankie Corio, meravigliosa), ne ha undici.

La tenerezza, le incomprensioni e i silenzi di un rapporto che cerca di essere allegro ma è attraversato dalle nuvole della malinconia che, come sappiamo, è il sentimento dell’oggetto perduto. Racconto di doppia formazione, Aftersun si affaccia sui precipizi delle età che incominciano: l’adolescenza per Sophie, la maturità per Callum. La verità del padre è sempre sfuocata, fuori campo. Il punto di vista è quello della figlia, lo sguardo della bambina che affiora nei ricordi dell’adulta quando, vent’anni dopo la vacanza, scorre le immagini dei video di allora. Aftersun si rivela a poco a poco, indizio dopo indizio, e atterra su di noi a cose compiute, anni dopo l’esposizione estiva al sole nero di quella nostalgia. Racconta visivamente la malattia della memoria che colpisce tutti, non lascia pace eppure consola: reminiscenze volubili che cerchiamo di colmaree quasi proteggere dagli affetti di ieri e di oggi che occupano il cielo mai terso dei ricordi che avvolge il centro del cervello. In una lettera al pubblico, Wells consegna il suo film a una parola turca intraducibile: hasret. Che è insieme desiderio, amore e perdita.

Sul Venerdì del 31 marzo 2023