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Wagner, genio e debiti

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Il viaggio per debiti, non infrequente tra gli artisti, fu particolarmente profittevole per Wagner. Nel 1837, in fuga dai creditori, riparò a Riga, direttore d'orchestra al German Theater. Gli emolumenti erano modesti per la giovane moglie Minna, la volatile attrice, scappata con un imprenditore: ma che raggiunse bensì il marito nel 1838, e andò in scena con successo, corteggiata dall'amministratore del teatro.


A prescindere Wagner trovava il German Theater piccolo e spoglio - eppure paradossalmente lo ispirò per fondare il Festival di Bayreuth: orchestra nascosta, buio in platea, decoro semplice, pochi palchi e ordine dei sedili in ascesa. Ambizione ("superbia satanica", si disse) e tenore di vita anche in Lettonia restavano alti, e così i debiti; Wagner, all'alba del 19 luglio 1839, tentò una fuga rocambolesca per mare verso Londra. Erano con lui Minna e l'ingombrante Robber, amatissimo Terranova; il 27 la goletta…

Il viaggio per debiti, non infrequente tra gli artisti, fu particolarmente profittevole per Wagner. Nel 1837, in fuga dai creditori, riparò a Riga, direttore d'orchestra al German Theater. Gli emolumenti erano modesti per la giovane moglie Minna, la volatile attrice, scappata con un imprenditore: ma che raggiunse bensì il marito nel 1838, e andò in scena con successo, corteggiata dall'amministratore del teatro.


A prescindere Wagner trovava il German Theater piccolo e spoglio - eppure paradossalmente lo ispirò per fondare il Festival di Bayreuth: orchestra nascosta, buio in platea, decoro semplice, pochi palchi e ordine dei sedili in ascesa. Ambizione ("superbia satanica", si disse) e tenore di vita anche in Lettonia restavano alti, e così i debiti; Wagner, all'alba del 19 luglio 1839, tentò una fuga rocambolesca per mare verso Londra. Erano con lui Minna e l'ingombrante Robber, amatissimo Terranova; il 27 la goletta fu colta da una furiosa tempesta; parve (sembra) a Wagner di vedere apparire e sparire un veliero, e in ogni caso la mugghiante burrasca gli ispirò l'ouverture dell'Olandese volante - questa vicenda spiega forse il commento ingeneroso di Ciajkovskij: "L'Olandese mi è parso tremendamente rumoroso".


Alle ingiurie e contumelie tra musicisti è dedicata la Storia dilettevole della musica di Guido Zaccagnini (Marsilio), già irresistibile fin dalla copertina disegnata da Luigi Serafini. Ciajkovkij, si riporta per esempio, trovò sempre nelle opere  di Wagner "ingenuità fanciullesche": ma non aveva ancora "sperimentato una noia come per Tristan und Isolde, una lagna faticosa". Richard Wagner intanto aveva superato i problemi economici (solo per il 1864 il re di Baviera Ludwig II gli aveva versato 130 mila Gulden: un milione e duecentomila euro), ma la gloria immane non lo metteva al riparo dalle critiche; Richard Strauss giudicò Sigfried "abominevole; un gatto sarebbe crepato". E sempre guardarsi dagli amici; il filosofo Friedrich Nietzsche, che lo aveva idolatrato, al Parsifal ritrattò, trovando che Wagner si era "accasciato ai piedi della croce" (nell'opera non sopportava, aggiungeva, "le donne isteriche"). Il medico di Nietzsche per i suoi disturbi cerebrali, Otto Eiser, era devoto a Wagner, e il compositore ne profittò per suggerirgli consigli terapeutici: "Ho visto molti intellettuali con disturbi analoghi, e si trattava di conseguenze dell'onanismo; osservando Nietzsche da vicino, quel timore è diventato convinzione". Eiser rispose che concordava con quell'analisi: "data la pervicacia di tale vizio", si trattava di "liberare l'ammalato dalla deplorevole abitudine".

Pubblicato sul Venerdì del 7 aprile 2023