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Tornano le Pink Ladies di Grease: "Aspettiamo John Travolta"

Da sinistra, Tricia Fukuhara, Marisa Davila, Cheyenne Isabel Wells e Ari Notartomaso  in Grease: Rise of the Pink Ladies. (Eduardo Araquel/Paramount+) 
Arriva Grease: Rise of the Pink Ladies, la serie tv che racconta le origini del film di culto, quando nacque la gang delle ragazze "in rosa". Oggi scelte seguendo un rigoroso politically correct
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Chiappe all'aria. Come quelle mostrate dai ragazzacci della gang dei T-bird in diretta tv durante il ballo della scuola alla Rydell High. Succedeva in una famosa scena di Grease, il film del 1978 con Olivia Newton-John e John Travolta. Succede anche nella nuova serie tv Grease: Rise of the Pink Ladies. Ma questa volta le chiappe all'aria, sventolate dal palco del teatro dove si stanno sfidando i candidati a presidente degli studenti, sono quelle di quattro ragazze che vogliono lanciare un messaggio: in questa scuola le cose stanno per cambiare.

Quattro outsider

Debutta su Paramount+ (due episodi da oggi e uno a settimana dal 14 aprile) la serie prequel di Grease: dieci puntate che raccontano come è nata la gang femminile più amata del cinema. La storia si svolge nel 1954, quattro anni prima delle avventure di Danny/Travolta e Sandy/Newton-John. Al posto dell'anticonformista Rizzo c'è Olivia (Cheyenne Isabel Wells), ragazza messicana dalla cattiva…

Chiappe all'aria. Come quelle mostrate dai ragazzacci della gang dei T-bird in diretta tv durante il ballo della scuola alla Rydell High. Succedeva in una famosa scena di Grease, il film del 1978 con Olivia Newton-John e John Travolta. Succede anche nella nuova serie tv Grease: Rise of the Pink Ladies. Ma questa volta le chiappe all'aria, sventolate dal palco del teatro dove si stanno sfidando i candidati a presidente degli studenti, sono quelle di quattro ragazze che vogliono lanciare un messaggio: in questa scuola le cose stanno per cambiare.

Quattro outsider

Debutta su Paramount+ (due episodi da oggi e uno a settimana dal 14 aprile) la serie prequel di Grease: dieci puntate che raccontano come è nata la gang femminile più amata del cinema. La storia si svolge nel 1954, quattro anni prima delle avventure di Danny/Travolta e Sandy/Newton-John. Al posto dell'anticonformista Rizzo c'è Olivia (Cheyenne Isabel Wells), ragazza messicana dalla cattiva reputazione (per aver avuto una relazione con un professore). Il corrispettivo dell'aspirante estetista Frenchy è Nancy (Tricia Fukuhara), altrettanto aspirante stilista di origini giapponesi. La svampita Marty Maraschino è sostituita dalla "maschiaccio" Cynthia (Ari Notartomaso, artista non-binary a cui, durante l'intervista, ci chiedono dalla produzione, dobbiamo rivolgerci con il pronome "they-loro", e assolutamente non usare l'appellativo "lady" o "she-lei", a meno che non si stia parlando del suo personaggio nella serie: insomma, una cosa un tantino complicata). Infine, il posto di Sandy è occupato da Jane (Marisa Davila), la ragazza perbene che si è appena trasferita in California da New York, aspirante presidente scolastico, di padre italiano e madre portoricana. Praticamente un cast messo insieme seguendo il Manuale Cencelli dell'inclusività Woke politicamente corretta, come ormai richiesto per ogni grande produzione americana. E poco importa se poi al papà italoamericano di Jane l'unica parola nella nostra lingua che fanno pronunciare sia "rigatoni", alla faccia dei luoghi comuni.

Una selezione durissima

Le quattro protagoniste sono semisconosciute (sommando il numero dei loro follower su Instagram, non si raggiungono i 24 mila) ma per essere scelte hanno dovuto passare una selezione durissima. Perché, come nel film originale, che a sua volta era la trasposizione cinematografica del musical datato 1971, anche qui si canta e si balla, con coreografie corali complicatissime. "Ho composto ben 31 canzoni: una cosa così, per una serie tv, non era mai stata fatta", racconta via Zoom Justin Tranter, produttore musicale dello show che di solito scrive per le popstar, da Lady Gaga alla turbolenta Britney Spears. "Ma lavorare a questa serie è stato anche più impegnativo, oltre che divertente. Quando scrivi per un artista puoi fargli domande sulla sua vita e su quello che vuole comunicare per i tre minuti di una canzone. Qui invece in quegli stessi tre minuti il mood cambia di continuo, deve raccontare un'evoluzione. Per non parlare dei duetti".

I T-Birds e le Pink Ladies in Grease (1978) (Getty images) 

"Le nostre audizioni? Abbiamo affrontato decine di step: recitazione, ballo, canto, da sole, in gruppo...", racconta Tricia Fukuhara da Los Angeles, seduta in mezzo alle altre Pink Ladies, "io ho provato non so quante versioni diverse del mio personaggio". "Ma quando ci siamo ritrovate noi quattro, abbiamo capito che quella era la combinazione migliore per le Pink Ladies", aggiunge Marisa Davila. Ora tutto sta a capire se riusciranno a raggiungere il cuore dei fan. "È una grande responsabilità, ma penso che abbiamo realizzato qualcosa di  straordinario".

In attesa di John Travolta

Di sicuro di straordinario c'è vedere l'America di 70 anni fa che, al di là degli scontri generazionali e tra teenager, non ha problemi di conflitti sociali o razziali. Qui vanno tutti d'amore e d'accordo come in una sorta di pianeta dei sogni: "C'è molto di onirico e fantasioso, è vero, ma tutto è al servizio di una narrativa molto accurata", puntualizza Davila. "Gli sceneggiatori hanno intervistato un sacco di persone che hanno vissuto in quegli anni, perciò molte delle vicende sono basate sulle reali esperienze degli studenti di allora", le dà man forte Wells. "Solo perché non le abbiamo mai viste rappresentate in tv non significa che certe dinamiche non fossero così. Quello che succede è basato su una vera scuola degli anni 50 e anche sui dati demografici dell'epoca" chiude il discorso Fukuhara. Che poco dopo però ammette: "Per prepararmi a interpretare Nancy ho studiato. Volevo capire cosa potesse significare essere una giapponese-americana nel primo Dopoguerra. Ricordo quando da bambina i miei parenti mi raccontavano cosa avevano affrontato le generazioni prima della mia. Era deprimente".

Ognuna di loro si ritrova un po' nel proprio personaggio. "Proprio come me, la mia Cynthia 'galleggia' come se fosse sempre indecisa. Rivedo me negli anni delle superiori, passavo da un gruppo all'altro, da quello di teatro a quello degli atleti" ricorda Notartomaso. "Magari ci fosse stato qualcosa di simile alle Pink Ladies anche nella mia scuola...".

Un desiderio comune a  molte ragazze che negli anni hanno visto e amato Grease. Con qualche eccezione: "Per quanto mi riguarda non ne sono mai stata ossessionata. L'ho visto da bambina, ma l'impressione è che quel film sia una presenza costante", dice Wells. "È come se fosse nell'aria e nell'acqua. Anche chi non l'ha mai visto lo conosce" continua Notartomaso. "Ed è proprio per questo che abbiamo usato il massimo rispetto affrontando questa serie. Per onorare quello che due attori come John Travolta e Olivia Newton-John hanno fatto mettendoci anima e cuore" aggiunge Davila.

Chissà allora cosa penserà delle nuove Pink Ladies Danny/John Travolta. Loro lo hanno mai incontrato? "Purtroppo no" rispondono in coro. Peccato, sarebbe stato bello vederlo in un episodio: "Beh, il fatto che non lo abbiamo incontrato non significa che non ci sia..."

Pubblicato sul Venerdì del 7 aprile 2023.