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Ricette: la pastiera della sirena

Una pastiera napoletana 
Leggenda vuole che il tipico dolce partenopeo sia nato grazie a un’affascinante creatura marina. Amante dello strutto
2 minuti di lettura

Più di quindici anni fa, la scrittrice e poeta Laura Pugno pubblicava un piccolo romanzo destinato a diventare un classico segreto di un genere poco praticato nella letteratura italiana, e cioè la fantascienza distopica. Il romanzo s'intitola Sirene (Marsilio) e racconta di un mondo futuro in cui la catastrofe climatica ha reso la luce del sole intollerabile per gli esseri umani, che quindi vivono principalmente sottoterra.

https://puntoitalia.online/cultura/2023/03/21/news/premio_strega_poesia_135_i_libri_proposti_nella_prima_edizione_c_sono_anche_morgan_e_giorgia-393133887/

La storia è ambientata in Giappone, e gira intorno a un perverso commercio illegale gestito dalla mafia locale: l'allevamento di carne di sirene. La carne di sirena femmina, nella finzione romanzesca, è considerata allucinogena e afrodisiaca, e si usa praticamente per fare il sushi, mentre quella dei maschi è considerata velenosa per gli esseri umani (ma non per le sire…

Più di quindici anni fa, la scrittrice e poeta Laura Pugno pubblicava un piccolo romanzo destinato a diventare un classico segreto di un genere poco praticato nella letteratura italiana, e cioè la fantascienza distopica. Il romanzo s'intitola Sirene (Marsilio) e racconta di un mondo futuro in cui la catastrofe climatica ha reso la luce del sole intollerabile per gli esseri umani, che quindi vivono principalmente sottoterra.

https://puntoitalia.online/cultura/2023/03/21/news/premio_strega_poesia_135_i_libri_proposti_nella_prima_edizione_c_sono_anche_morgan_e_giorgia-393133887/

La storia è ambientata in Giappone, e gira intorno a un perverso commercio illegale gestito dalla mafia locale: l'allevamento di carne di sirene. La carne di sirena femmina, nella finzione romanzesca, è considerata allucinogena e afrodisiaca, e si usa praticamente per fare il sushi, mentre quella dei maschi è considerata velenosa per gli esseri umani (ma non per le sirene femmine, che subito dopo l'accoppiamento divorano i maschi in modo cruentissimo).

Sirena dipinta su un manoscritto medievale. 

Le sirene, naturalmente, non esistono: ma raccontare le implicazioni morali, ecologiche e politiche derivanti dal consumo di carni di creature inesistenti è spesso un ottimo modo per osservare con un altro occhio le strutture di pensiero che si nascondono nel nostro modo di pensare il mondo, almeno quello alimentare.

Molti miti antichi chiamano in causa le sirene, e me ne viene in mente uno che è spesso usato per spiegare l'origine di una celebre specialità gastronomica mediterranea. Svariate vicende legano la fondazione di Napoli a una o più sirene, e nello specifico si narra che, in tempi remotissimi, la sirena Partenope fosse solita riaffacciarsi sugli scogli a ogni primavera.

https://puntoitalia.online/dossier/sapori/guide-espresso/2020/04/11/news/la_pastiera_napoletana_regina_della_pasqua-253758862/

I napoletani una volta le offrirono in dono ciò che avevano: del grano cotto nel latte, della farina, dell'acqua di fiori d'arancio, delle spezie, delle uova e della ricotta. Partenope recuperò tutto, andò via, probabilmente a fare merenda con alcune divinità. Poi tornò, e aggiungendo a quegli ingredienti una buona dose di strutto, restituì ai napoletani la pastiera.

Ricetta. La pastiera

Ingredienti per 6 persone:
Per la pasta:
200 gr di farina, 80 gr di strutto
60 gr di zucchero, 1 uovo
1 pizzico di sale

Per il ripieno:
200 gr di ricotta, 100 gr di zucchero
100 gr di grano cotto
60 ml di latte, 2 uova intere
50 gr di canditi
mezzo cucchiaino di cannella
Acqua di fiori d’arancio

Come procedere:

Versate tutti gli ingredienti della pasta in una planetaria e impastate con la foglia fino a ottenere un impasto liscio: fate riposare in frigo mentre fate il ripieno. Setacciate la ricotta e aggiungete le uova, la cannella, i canditi, l’acqua di fiori, l’uovo e lo zucchero. Cuocete per 10 minuti in un pentolino il grano cotto con il latte. Lasciate raffreddare, poi amalgamate con la ricotta. Tirate la pasta e foderate uno stampo antiaderente, versate il ripieno e coprite con delle strisce d’impasto disposte a graticola. Infornate per un’ora e mezza a 160°.

 

Sul Venerdì del 7 aprile 2023