✕

Ken Adam, lo scenografo di James Bond e del dottor Stranamore

Il covo del cattivo Blofeld di Agente 007 - Si vive solo due volte. (© 1967 Danjaq, LLC and Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.) 
Da James Bond al Dottor Stranamore: il premio Oscar creò l’estetica futuribile (e ironica) della lotta tra i blocchi Est e Ovest. A celebrarlo, tra foto e bozzetti, ci pensa ora un libro. Preziosissimo
4 minuti di lettura

"Ma dov'è  la War Room?".  Nel 1981, il neoeletto Ronald Reagan in visita al Pentagono rivolge questa domanda al suo capo di gabinetto. Che risponde: "Non c'è, non c'è mai stata, signor presidente". Non possiamo giurare sull'attendibilità dell'aneddoto e sulla delusione di Reagan, ma a Ken Adam piaceva molto raccontarlo, con un lampo di malizia negli occhi. Riconosciuto come il production designer più influente del mondo, nel 1964 Adam aveva dato forma e sostanza alla War Room di Il dottor Stranamore, matrice kubrickiana di ogni situation room cinematografica e televisiva a venire, poi definita da Steven Spielberg il miglior set nella storia del cinema. E aveva plasmato l'immaginario degli spettatori: dei più ingenui, dei più avveduti e perfino del presidente degli Stati Uniti, così impaziente d'insediarsi in quella stanza che non c'era.

Cenerentola del cinema

Con Th…

"Ma dov'è  la War Room?".  Nel 1981, il neoeletto Ronald Reagan in visita al Pentagono rivolge questa domanda al suo capo di gabinetto. Che risponde: "Non c'è, non c'è mai stata, signor presidente". Non possiamo giurare sull'attendibilità dell'aneddoto e sulla delusione di Reagan, ma a Ken Adam piaceva molto raccontarlo, con un lampo di malizia negli occhi. Riconosciuto come il production designer più influente del mondo, nel 1964 Adam aveva dato forma e sostanza alla War Room di Il dottor Stranamore, matrice kubrickiana di ogni situation room cinematografica e televisiva a venire, poi definita da Steven Spielberg il miglior set nella storia del cinema. E aveva plasmato l'immaginario degli spettatori: dei più ingenui, dei più avveduti e perfino del presidente degli Stati Uniti, così impaziente d'insediarsi in quella stanza che non c'era.

Cenerentola del cinema

Con The Ken Adam Archive, curato dallo storico del cinema - e di molto altro - Christopher Frayling, Taschen pubblica la sua prima monografia dedicata a uno scenografo: schizzi, bozzetti, concept e fotografie, in un'edizione da collezionisti in 1.200 copie (850 euro l'una) firmate a mano da Sir Ken Adam prima della sua dipartita, nel 2016. Sir, perché, oltre che vincitore di due Oscar, altrettanti Bafta e dell'Art Directors Guild Lifetime Achievement Award, Adam è stato nominato baronetto per i servizi resi al cinema. Eppure, questo berlinese nato nel 1921 da un'agiata famiglia ebrea, rifugiata a Londra con l'avvento del nazismo, definiva la sua posizione nel cast come quella del ragazzo del retrobottega: per lungo tempo, denunciava, gli scenografi sono stati le cenerentole delle produzioni.

La distruzione del modellino della Stazione Spaziale in Moonraker - Operazione spazio, quarto film di 007 interpretato da Roger Moore. (© 1979 Danjaq, LLC and Metro- Goldwyn-Mayer Studios )
  

 

Missione possibile

Volendo risollevare le sorti della categoria lui ha disegnato, e con grandissimo successo, il look della Guerra fredda. Missione compiuta con i suoi sette 007 degli anni Sessanta e Settanta, ma anche con Ipcress e, ovviamente, con Il dottor Stranamore: la sua impareggiabile miscela di modernismo, espressionismo e sfottò del lusso e dell'ipertecnologico ha edificato l'habitat più ospitale per tiranni bizzosi, generali paranoici e tycoon che vogliono dominare il mondo. O distruggerlo.

 

L'Oscar, però, Adam l'ha vinto con due film in costume: La pazzia di Re Giorgio, dalla commedia omonima di Alan Bennett, e Barry Lindon, seconda e ultima collaborazione del rapporto intenso e complesso con Stanley Kubrick, dopo aver gentilmente declinato 2001: Odissea nello spazio e Arancia Meccanica. "In ogni film ci si trova a dover vendere le proprie idee al regista e al produttore, ma nel caso di Stanley era più un esercizio di psicoanalisi".

 

Grandi magazzini

Ken Adam, nato Klaus Hugo Adam, non amava mescolare vita e arte, ma la sua storia familiare e personale ha determinato molti aspetti della sua carriera. Prendiamo la capacità di cimentarsi con qualsiasi mezzo di trasporto, dai vascelli del Capitano Hornblower e del Corsaro dell'isola verde dei suoi esordi, alla mongolfiera di Il giro del mondo in 80 giorni alle Aston Martin e agli incredibili velivoli di James Bond: beh, il piccolo Adam era abilissimo nel disegno e nella progettazione di zattere e slitte che realizzava sognando di esplorare giungle o ghiacci artici. Questa predisposizione era legata al business di famiglia, un elegante grande magazzino di abbigliamento ed equipaggiamenti sportivi che riforniva le spedizioni dei documentaristi negli angoli più selvaggi della Terra e perfino la missione di Amundsen per recuperare Nobile disperso al Polo Nord.

 

 

Potenza del pennarello

Col nazismo al potere, un breve arresto del capofamiglia convinse la famiglia a partire per Londra. Il padre non trovò niente di meglio che girare con una valigia piena di guanti da vendere e morì di cuore di lì a poco. La madre aprì una pensione per rifugiati ebrei dimostratasi in seguito strategica per il futuro del figlio, perché era frequentata da molta gente del cinema: fu così che Ken incontrò lo scenografo Zoltan Korda, premio Oscar per Il ladro di Bagdad.

Korda gli diede un consiglio fondamentale: per diventare un bravo production designer bisogna studiare Architettura. Gli diede retta e la studiò. Ma ai corsi serali, perché di giorno lavorava in un'azienda che produceva rifugi antiaerei. Poi gli aerei cominciò a pilotarli: col fratello minore Denis e un altro ebreo tedesco furono i soli tre piloti nati in Germania arruolati dalla Raf. Partecipò a innumerevoli missioni, e anche alla battaglia di Normandia. Entrò negli studios come disegnatore, le sue tavole erano molto precise, rifinite. Anche troppo, ammetterà anni dopo. La mano diventò più sciolta e la creatività più libera quando scoprì un'invenzione ancora recente, nei primi anni Cinquanta: il pennarello Flo-Master standard.

L’interno della petroliera Liparus del folle magnate scienziato Karl Stromberg. (© 1977 Danjaq, LLC and Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc)
  

Trauma mondiale

Si è detto che il lavoro di Adam evocava un universo di celluloide capace di esorcizzare il male conosciuto da ragazzo. Lui glissava e deviava il discorso sulla leggerezza dei suoi progetti. E allora ecco che per alcuni critici questa leggerezza diventava un'ossessione per la "tecnologia e gli elettrodomestici moderni": tutto lucido, levigato, colori accesi, diavolerie elettroniche o forse solo elettriche. Un clima da "il futuro è adesso" con riferimenti che comunque precedono gli anni Sessanta.

Interrogato da Frayling sulla questione, rispose così: "L'espressionismo mi ha sicuramente influenzato da quando ho visto Il gabinetto del dottor Caligari, poco dopo il mio arrivo in Inghilterra nel 1934. E Il testamento del dottor Mabuse. Metropolis lo vidi molto più tardi. Tutti questi film mi hanno affascinato. E i miei primi studi di architettura a Londra... Ma non sentivo consapevolmente di aver eliminato il periodo nazista dal mio sistema, perché, certamente nei film di James Bond, l'ho sempre trattato in modo ironico, con senso dell'umorismo. Certo, il mondo è stato traumatizzato da Hitler e questo ha avuto un effetto. Soprattutto nei Bond, dove c'era sempre un cattivo che voleva conquistare il mondo o addirittura lo Spazio. Ma credo che fosse una cosa istintiva, anche se ero consapevole di ciò che stavo facendo. L'unica volta che l'ho preso sul serio è stato in un film come Il dottor Stranamore".

Seppur sdrammatizzando, Adam si è portato dietro tutta la vita le sue inquietudini, che hanno preso forma in spettacolari dicotomie, così elencate: "Il cuore oscuro del Modernismo: materiali di ultima generazione/emozioni primitive; grafica alla moda/tecnologie distruttive; scintillanti laboratori hi-tech/appartamenti baronali; vistosi prodotti di consumo/armi nascoste; architettura contemporanea/il labirinto sottostante; hotel chic in luoghi di bellezza stereotipati; piscine/fosse per squali. Non fidatevi mai delle apparenze. È probabile che le cose siano più brutte di quanto sembrino".

E sempre per tornare alla vita e all'arte: tutti i sotterranei di Bond, e non solo, avranno pure qualche debito con i rifugi antiaerei che il giovane Adam progettava durante la guerra? O con il bunker di Hitler? Per non dire del covo wagneriano del Führer cui alludono le residenze segrete, lussuose e anche un po' cafone degli antagonisti di 007.

Allusione per allusione, va detto che ormai l'architettura contemporanea strizza l'occhio a Ken Adam. Quell'atmosfera giocosa, ma inquietante, che si respira in certe stazioni, uffici pubblici e privati o davanti a grattacieli come il Gherkin di Norman Foster, che ricorda il razzo della cavalcata atomica di Stranamore, non sono un omaggio all'uomo che disegnò la Guerra fredda?

Sul Venerdì del 7 aprile 2023