Di cosa parliamo quando parliamo di ChatGPT? Già il nome non è proprio fortunato (la seconda parte sta per Generative Pre-trained Transformer). Ma è la sostanza che ci sta dietro a essere molto complessa. Cosa sono i transformer, ovvero un altro modo per descrivere i Large language model, i modelli linguistici che compiono l'apparente magia di produrre testi che rivaleggiano, quanto a scorrevolezza, con quelli umani? Tanti concetti nuovi, spesso difficilmente traducibili (per non parlare di reti neurali, apprendimento automatico, etc) spesso dati per scontati e che invece il Venerdì prova a sciogliere nel suo servizio di copertina. Con Riccardo Staglianò che, con l'impareggiabile aiuto di Yoshua Bengio, uno dei rari vincitori del premio Turing e della linguista computazionale Malvina Nissim, tenta di disboscare una selva di tecnicalità. E Jaime D'Alessandro che si concentra sul versante, entusiasmante e inquietante al tempo stesso, dell'Ia generativa di immagini. Perché sin qui, come spesso succede con le nuove tecnologie, abbiamo prevalentemente assistito al dibattito (ChatGPT aiuterà gli studenti o li renderà dei copioni professionali? Uccide la creatività o la potenzia? Sarà un moltiplicatore industriale di fake news e via litigando). È arrivato il momento di prendere sul serio il fenomeno sottostante.
Sempre su questo numero un'intervista di Nicola Mirenzi all'ex consigliere di Massimo D'Alema, Fabrizio Rondolino, mentre Antonio Di Pollina ci racconta The Diplomat, la nuova serie disponibile su Neflix.