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Sul nuovo Venerdì: tutto quello che volete sapere su ChatGPT

Nel numero in edicola il 21 aprile, meraviglie e pericoli dell'Intelligenza Artificiale
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Di cosa parliamo quando parliamo di ChatGPT? Già il nome non è proprio fortunato (la seconda parte sta per Generative Pre-trained Transformer). Ma è la sostanza che ci sta dietro a essere molto complessa. Cosa sono i transformer, ovvero un altro modo per descrivere i Large language model, i modelli linguistici che compiono l'apparente magia di produrre testi che rivaleggiano, quanto a scorrevolezza, con quelli umani? Tanti concetti nuovi, spesso difficilmente traducibili (per non parlare di reti neurali, apprendimento automatico, etc) spesso dati per scontati e che invece il Venerdì prova a sciogliere nel suo servizio di copertina. Con Riccardo Staglianò che, con l'impareggiabile aiuto di Yoshua Bengio, uno dei rari vincitori del premio Turing e della linguista computazionale Malvina Nissim, tenta di disboscare una selva di tecnicalità. E Jaime D'Alessandro che si concentra sul versante, entusiasmante e inquietante al tempo stesso, dell'Ia generativa di immagini. Perché sin qui, come spesso succede con le nuove tecnologie, abbiamo prevalentemente assistito al dibattito (ChatGPT aiuterà gli studenti o li renderà dei copioni professionali? Uccide la creatività o la potenzia? Sarà un moltiplicatore industriale di fake news e via litigando). È arrivato il momento di prendere sul serio il fenomeno sottostante.