Ricette. Si stava meglio con la maionese artigianale
di Tommaso Melilli , di Tommaso MelilliUn uomo francese, bianco e cinquantenne, si aggira per il centro di Parigi, e a un certo punto si siede al bancone di un bistrot che frequentava molti anni prima. Si guarda intorno e guarda il menu, ma con un leggero sospetto, perché il bistrot è stato evidentemente ristrutturato. Il narratore ordina quindi un classico intramontabile della ristorazione francese, il cosiddetto œuf mayo, l’uovo sodo con la maionese.
Pochi minuti dopo quell’uovo gli viene servito, e al primo assaggio il protagonista si accorge senza alcun dubbio che la maionese è industriale: si infuria, chiede informazioni al cameriere, che gli spiega che è ormai vietato vendere della maionese artigianale, perché considerata troppo rischiosa dal punto di…
Un uomo francese, bianco e cinquantenne, si aggira per il centro di Parigi, e a un certo punto si siede al bancone di un bistrot che frequentava molti anni prima. Si guarda intorno e guarda il menu, ma con un leggero sospetto, perché il bistrot è stato evidentemente ristrutturato. Il narratore ordina quindi un classico intramontabile della ristorazione francese, il cosiddetto œuf mayo, l’uovo sodo con la maionese.
Pochi minuti dopo quell’uovo gli viene servito, e al primo assaggio il protagonista si accorge senza alcun dubbio che la maionese è industriale: si infuria, chiede informazioni al cameriere, che gli spiega che è ormai vietato vendere della maionese artigianale, perché considerata troppo rischiosa dal punto di vista igienico-sanitario. Dall’indignazione del narratore nasce una petizione popolare, che diventa una manifestazione. Infine, non si capisce bene come, appare su internet un video in cui il nientemeno che il generale Charles De Gaulle annuncia di essere tornato per salvare la Francia dalla maionese industriale e da altri problemi del genere.
Questo è più o meno l’inizio de Le Retour du Général, un romanzo scritto oltre dieci anni fa dallo scrittore francese Benoît Duteurtre. Il romanzo, come si può intuire, è una distopia politica che mette in scena un sogno di molti: risolvere i problemi di oggi cercando di tornare a come si stava ieri. Lascio a chi legge le dovute riflessioni sugli effetti di questa idea sulla politica dell’ultimo decennio.
È però il caso di ricordare che già negli anni 90 nacque una gioiosa iniziativa, oggi piuttosto popolare, nota come ASOM (Associazione per la Salvaguardia dell’Œuf Mayonnaise), che organizza ogni anno un simpatico concorso. Uovo sodo, in francese si dice œuf dur, “uovo duro”: e infatti il loro slogan è “il tempo passa, ma le uova durano”.
Oeuf Mayo
Ingredienti per due persone:
5 uova
100 ml di olio di semi di girasole
o di vinaccioli
1 cucchiaino abbondante di senape
Succo di limone
Insalata o erbe fresche a piacere
Sale e pepe
Come procedere
Cominciate con la maionese: rompete un uovo e isolate il tuorlo: aggiungete in una ciotola sale e senape e montate, aggiungendo l’olio a filo, con una frusta. Correggete col succo di limone e se necessario altro sale. La cottura di un uovo intero in una pentola piena d’acqua è oggetto di grandi dibattiti.
Affrontiamo un dettaglio: in molti consigliano di cuocerli partendo con acqua fredda, per evitare che si rompano, ma il risultato è che diventano molto difficili da pelare in seguito. Restiamo su acqua bollente, abbondantemente salata, e una cottura fra i sette e i nove minuti, raffreddando in seguito subito con acqua fredda.
Una volta cotte le 4 uova, pelatele, disponete in ogni piatto la maionese, le uova a metà, e qualche ciuffo di insalata condita.