A telefonare sono soprattutto gli uomini: signori che si sentono soli, che hanno grosse difficoltà familiari o lavorative. Mentre a scrivere lunghe mail sono soprattutto le donne, che affidano il proprio dolore alla posta elettronica come fosse la pagina di un diario. E a chattare via whatsapp sono principalmente i giovani, che in quei brevi messaggi arrivano a confessare sofferenze abissali: depressione, autolesionismo, disturbi alimentari, perfino tentazioni di suicidio... In fondo raccontare a qualcuno il proprio male di vivere aiuta a sentirsi meglio. Ma non tutti amano confidarsi vis-à-vis: il telefono, il web, l’anonimato fanno sentire più protetti.
Dall’altro capo della linea ci sono gli operatori di Telefono Amico, una sorta di Pronto Soccorso della salute mentale, che da oltre cinquant’anni offre ascolto e dialogo a chiunque attraversi un momento di fragilità e lanci un Sos. Lo fa con più di cinquecento volontari e venti sedi diffuse in tutt’Italia, attive 365 giorni all’anno.
Ora però Telefono Amico lancia l’allarme, perché le segnalazioni di malessere sono più che raddoppiate negli ultimi tre anni, superando le 110 mila richieste di sostegno nel solo 2022. Un picco – soprattutto tra i giovani – iniziato con la pandemia, continuato con la guerra in Europa, accentuato dall’incertezza per il futuro che tanto disorienta i ragazzi... A cui forse va ad aggiungersi anche una maggiore facilità a raccontare la propria angoscia, magari incoraggiati dagli influencer che, divulgando i propri tormenti, aiutano a superare lo stigma del disagio.
Per questo Telefono Amico adesso cerca altri volontari, da formare con un corso di sei mesi (una volta alla settimana): persone che sappiano ascoltare in modo partecipe, senza farsi sopraffare o imporre i propri consigli. Per contatti e informazioni: telefonoamico.it.
Sul Venerdì del 21 aprile 2023