Un delirio da manuale nel Buñuel restaurato
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiAncora un grazie alla Cineteca di Bologna e a Il cinema ritrovato, questa volta per aver riportato nelle sale El, capolavoro del periodo messicano di Buñuel, 1953 (si trova anche su YouTube, ma non nel magnifico bianco e nero di questo restauro). Lacan lo faceva vedere ai suoi studenti come esempio paradigmatico di delirio paranoide (e di gelosia). Truffaut, lo definì "il racconto di un vero caso clinico, sia pur dissimulato". Francisco Galván è un bell'uomo di mezza età, cattolico devoto, rispettato possidente: un baciapile. Durante la messa di Pasqua rimane incantato, e presto ossessionato, dai piedi di una sconosciuta. Riesce a identificarla, la corteggia con insistenza e lei, attratta dalla sua determinazione, rompe col fidanzato in carica e accetta di sposarlo. Ma già durante la luna di miele, Gloria, è il nome della donna, si accorge di quanto Francisco sia geloso, persecutorio e controllante. Il "quadro clinico…
Ancora un grazie alla Cineteca di Bologna e a Il cinema ritrovato, questa volta per aver riportato nelle sale El, capolavoro del periodo messicano di Buñuel, 1953 (si trova anche su YouTube, ma non nel magnifico bianco e nero di questo restauro). Lacan lo faceva vedere ai suoi studenti come esempio paradigmatico di delirio paranoide (e di gelosia). Truffaut, lo definì "il racconto di un vero caso clinico, sia pur dissimulato". Francisco Galván è un bell'uomo di mezza età, cattolico devoto, rispettato possidente: un baciapile. Durante la messa di Pasqua rimane incantato, e presto ossessionato, dai piedi di una sconosciuta. Riesce a identificarla, la corteggia con insistenza e lei, attratta dalla sua determinazione, rompe col fidanzato in carica e accetta di sposarlo. Ma già durante la luna di miele, Gloria, è il nome della donna, si accorge di quanto Francisco sia geloso, persecutorio e controllante. Il "quadro clinico" comprende anche una certa grandiosità, che si tinge di disprezzo per gli altri e di onnipotenza: "se fossi Dio non perdonerei l'umanità". La vicenda corre spietata verso uno dei finali più impalpabilmente inquietanti della storia del cinema. La personalità paranoide è caratterizzata da diffidenza, sospetti infondati di danno o inganno, dubbi ingiustificati sulla lealtà degli amici o la fedeltà del/la partner, rancore e rabbia, sentore di intenzioni umilianti o minacciose in osservazioni benevole. Quella di Francisco però si sgretola e finisce per infrangersi oltre le colonne d'Ercole della facciata sociale. Inevitabile, guardando El, chiedersi se Hitchcock lo abbia apertamente citato in Vertigo, tale è la somiglianza di una scena famosa, quella sulla cima del campanile. Inevitabile, nel mio caso, non vedere l'ora di iniziare il corso di psicopatologia per proiettarlo ai miei studenti, senza ovviamente sentirmi Lacan.
Sul Venerdì del 28 aprile 2023