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Luca Bizzarri, ‘Non hanno un amico’ da podcast diventa uno spettacolo

Luca Bizzarri, 51 anni, sul palco. Cartelli Mario/zuma/ansa 
Prima sfogo su Twitter, poi podcast: ora Luca Bizzarri porta Non hanno un amico a teatro. Da solo, appunto
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Accadde al terzo o quarto giorno di campagna elettorale, Luca Bizzarri lesse una dichiarazione di un politico, copiò, incollò su Twitter e accompagnò il tutto con la scritta "Non hanno un amico!". Significa quello, il tizio ha davvero scritto e pensato questo e non c'era un amico a dirgli di lasciar perdere. Da lì, il diluvio. Di propositi, politici e no, da accompagnare con "Non hanno un amico" sono pieni i social e mica solo i social. Passo successivo, il podcast: si chiama allo stesso modo - facciamo NHUA - e qui la semplice sottolineatura della cazzata epocale evolve a brano scritto e recitato, annessi e connessi, e a quel punto non è solo per i politici ma per tutto quello che suona stonato, o di cui non se ne può più davvero. E quindi, evoluzione del momento, NHUA diventa recital in teatro. Si parte venerdì 5 maggio da Ferrara, poi a stretto giro passano tra le altre Torino (il 7), Genova (10), Milan…

Accadde al terzo o quarto giorno di campagna elettorale, Luca Bizzarri lesse una dichiarazione di un politico, copiò, incollò su Twitter e accompagnò il tutto con la scritta "Non hanno un amico!". Significa quello, il tizio ha davvero scritto e pensato questo e non c'era un amico a dirgli di lasciar perdere. Da lì, il diluvio. Di propositi, politici e no, da accompagnare con "Non hanno un amico" sono pieni i social e mica solo i social. Passo successivo, il podcast: si chiama allo stesso modo - facciamo NHUA - e qui la semplice sottolineatura della cazzata epocale evolve a brano scritto e recitato, annessi e connessi, e a quel punto non è solo per i politici ma per tutto quello che suona stonato, o di cui non se ne può più davvero. E quindi, evoluzione del momento, NHUA diventa recital in teatro. Si parte venerdì 5 maggio da Ferrara, poi a stretto giro passano tra le altre Torino (il 7), Genova (10), Milano (11), Roma (22).

Non è che non hanno un amico, è che li hanno pessimi, o no?
"Ma sì, certo. Nel caso di certi politici, sono attorniati da yesmen, ovvero il contrario di quello che servirebbe per evitare lo sproposito. Più in generale, non è che non hanno un amico, non ne hanno uno vero".

Com'è lo spettacolo?
"Il sottoscritto in scena, con brani dal podcast ma anche cose nuove, anche cose scritte prima del podcast, passaggi su mode, situazioni, attualità, social. Niente musica, le parole, il racconto: mi invento ogni tanto delle finte chat whatsapp, che potrebbero essere del tutto autentiche".

Mai successo che l'abbiano presa sul serio? Ovvero l'interessato che le risponde: guardi che io ho un sacco di amici.
"L'unico politico con cui ho interagito via Twitter è Carlo Calenda: lui è arrivato a offrirmi la gestione del suo account Twitter, a mo' di sfida. Poi dopo un po' mi ha defollowato... Chi lo capisce?".

Già. Nel podcast a volte cerca orizzonti più larghi. C'è una puntata dedicata al drastico calo della soglia di attenzione, nei giovani e in tutti quanti, oggi: un fattore che prima o poi farà saltare in aria tutto quello che è comunicazione, informazione, spettacolo...
"Infatti dalle prime cose social che potevano avere un senso siamo arrivati a Tik Tok, ci sono le serie tv che puoi guardare ad alta velocità, ci sono modifiche da paura nei comportamenti di chi è giovane, e non solo".

Non ci si trastulla un po' troppo con la storia della correttezza, politica e non solo?
"Ne parlo. Inizio da una barzelletta sbalorditiva, non in sé, quanto perché me l'ha raccontata mia nipote: sei anni. Ci sono due amici: "Ho sentito che la tua fidanzata è stata investita". "Eh sì". "E come l'hai presa?". "In pieno". Ovvio che mi sono fatto due domande, ma poi ho ripensato a certe cose di noi ragazzini, giravano certe gag su Hitler da vergognarsi a vita. Eravamo scemi noi, sono scemi oggi, è sempre tutto uguale con la differenza, clamorosa, che oggi non ti nascondi e vai di social".

È il suo primo spettacolo da solo. Significa qualcosa?
"Significa che con Paolo abbiamo già troppi impegni e progetti insieme. E con lui succede la magia: ci vediamo solo per il lavoro e quando ci frequentiamo ci divertiamo come matti. Che c'è di meglio?".