Marco Furfaro, fedelissimo di Elly Schlein: "Quello di Meloni è un governo di mentitori seriali. Premiano furbetti ed evasori"
di Carmine SavianoRoma. A suo figlio Mattia, che ora ha due anni e sette mesi, Marco Furfaro, che di anni ne ha 42 ed è deputato e responsabile dell'iniziativa politica del Pd, non vede l'ora di far leggere Il Piccolo Principe. E se Antoine de Saint-Exupery scriveva che "è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante", la rosa di Marco Furfaro è la lotta alla precarietà. "Voglio pagare lo scotto di apparire retorico: le generazioni future non devono avere lo stesso rapporto con il lavoro che ha avuto la mia".
A proposito, siete al "lavoro" per cacciare i i cattolici dal partito?
"Non scherziamo. Io sono di sinistra e sono cattolico. Le cose sono molto meno ingessate di quanto sembra".
Nega che ci siano tensioni?
"Si superano se le discussioni vengono fatte in positivo. Con lo scopo di raggiungere un punto comune. Il Pd non deve perimetrare le sue culture di provenienza. Deve …
Roma. A suo figlio Mattia, che ora ha due anni e sette mesi, Marco Furfaro, che di anni ne ha 42 ed è deputato e responsabile dell'iniziativa politica del Pd, non vede l'ora di far leggere Il Piccolo Principe. E se Antoine de Saint-Exupery scriveva che "è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante", la rosa di Marco Furfaro è la lotta alla precarietà. "Voglio pagare lo scotto di apparire retorico: le generazioni future non devono avere lo stesso rapporto con il lavoro che ha avuto la mia".
A proposito, siete al "lavoro" per cacciare i i cattolici dal partito?
"Non scherziamo. Io sono di sinistra e sono cattolico. Le cose sono molto meno ingessate di quanto sembra".
Nega che ci siano tensioni?
"Si superano se le discussioni vengono fatte in positivo. Con lo scopo di raggiungere un punto comune. Il Pd non deve perimetrare le sue culture di provenienza. Deve crearne una nuova. E poi l'elettorato del Pd è, spesso, più avanti della sua classe dirigente".
Qui siamo in piena dottrina Schlein, di cui lei passa per essere un fedelissimo.
"Conosco Elly dal 2012, ci siamo incontrati a una manifestazione contro la precarietà. Ha sempre avuto una grande intuizione: che la sua azione politica fosse nelle corde della società italiana. L'esito delle primarie le ha dato ragione".
Quale sarebbe l'intuizione?
"Far tornare un meccanismo: la politica è avere il coraggio di battersi per cambiare le cose. La sinistra si era ormai arresa all'esistente. Come se la strada per la precarietà e verso un Paese con meno diritti fosse ineluttabile".
Non si corre il rischio di un partito personale?
"La Schlein è anche una persona intelligente che sa rendere virtuoso un elemento: utilizzare il proprio consenso per agganciarlo alla forza del partito. E poi il Pd ha un anticorpo fantastico: la sua comunità è in grado di cambiare leader".
In che cosa il Paese va urgentemente migliorato?
"Casa, sanità e lavoro".
Partiamo dalla casa.
"Non ci siano case senza persone e persone senza casa. Il governo ha fatto un gesto inquietante contro le persone fragili. Ci sono 630 mila famiglie a rischio sfratto perché hanno tolto il fondo affitti. Si rendono conto che c'è il rischio di una tragedia sociale ed economica?".
Sanità: non dica che il centrosinistra non ha le sue colpe.
"Le ha. Negli ultimi vent'anni la Sanità è stata definanziata, svilita, lottizzata. Il Covid ci ha insegnato che un Sistema Nazionale efficiente è essenziale. E la Meloni che fa? Definanzia ancora. La Sanità pubblica deve essere la nostra ossessione".
Due provvedimenti urgenti sul lavoro?
"Salario minimo e stretta sui contratti precari. Il mondo del lavoro è una giungla. Non si va a lavorare: si entra in una porta girevole, non si riesce ad avere la serenità per costruirsi una vita".
Lei arriva dai movimenti, è alla sua prima legislatura. Che impressione ha della destra che ci governa?
"Pessima. È un governo di mentitori seriali che sta facendo cassa sulla povera gente - hanno abolito il reddito di cittadinanza, l'opzione donna - premiano i furbetti e gli evasori. E hanno uno schema ipocrita, lucidamente inquietante".
Quale?
"Quando sono in difficoltà tirano fuori l'antifascismo e i migranti. Polarizzano la discussione su elementi divisivi".
Che cosa prova quando l'Europa ci richiama sui diritti civili?
"Provo vergogna. E anche qui: quando si parla di diritti civili si parla di condizioni di vita concrete. Senza quelle leggi di civiltà, una persona gay o una donna possono essere discriminati: guadagnare di meno, fare turni di lavoro peggiori dei loro colleghi".
Lei è entrato nel Pd "solo" nel 2019.
"Faccio politica da prima della maggiore età".
La prima iniziativa?
"Ad Agliana, in Toscana, il piccolo paese in cui sono cresciuto. Nel 1998 occupammo la scuola contro i tagli all'istruzione. Durò solo pochi giorni".
Subito una tessera di partito?
"No. All'università sono diventato rappresentante degli studenti. E per me la politica è sempre stata quella: lavorare per migliorare le condizioni di chi fa parte della tua stessa comunità".
Dopo l'università?
"Sei mesi in Bosnia. Facevo i bilanci per gli agricoltori. Poi a Bruxelles, assistente di Umberto Guidoni: gli inviai un curriculum e mi prese. Lì una sera ho conosciuto Nichi Vendola. E sono tornato in Italia per partecipare alla nascita di Sel".
Lo dice con rimpianto?
"Assolutamente no: a Bruxelles ho anche vinto un concorso per diventare funzionario. Ma ero in debito con la mia generazione. C'era ancora da impegnarsi".
Furfaro, sempre e solo impegno?
"Ma no".
L'altra grande passione?
"Sono un tifoso della Fiorentina. Gioco a calcio ogni volta che posso. E da buon toscano, non mi nego un bicchiere di vino buono".
Brunello o Bolgheri?
"Basta che siano strutturati".
Come i partiti?
"Come le idee".
La Schlein ha una grande passione per la musica.
"Io resto nei miei adorati anni 90: Nirvana, Radiohead, Oasis".
A suo figlio farà leggere Il Piccolo Principe. A lei quale lettura ha cambiato la vita?
"Da adolescente, come tutti i ragazzi di sinistra, mi piaceva l'idea romantica della politica che trasforma il mondo. Come quella che aveva Che Guevara".
Lo mettiamo nel Pantheon del Nuovo Pd?
"Lì ci mettiamo Masha Amini, Giuseppe Di Vittorio, Marielle Franco, Nilde Iotti, Rosa Parks. E David Sassoli".
Sul Venerdì del 5 maggio 2023