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Polpi, insetti e sanguisughe: gli allevamenti di animali che non ti aspetti

Un polpo. getty images 
Ha suscitato polemiche l’idea spagnola di “produrre” tonnellate di molluschi ritenuti intelligentissimi. Ma l’elenco delle specie strane allevate, spesso e volentieri per business, è ben più lungo
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L'uomo alleva animali da millenni. E anche la piscicoltura è antica: il primo trattato, in Cina, risale al 475 a.C. Del tutto nuova invece è l'idea di allevare polpi (Octopus vulgaris). L'ha avuta l'azienda spagnola Nueva Pescanova, che sta investendo 50 milioni di euro in un impianto, il primo al mondo, a Gran Canaria, da tremila tonnellate di carne all'anno. "C'è stata una grande copertura mediatica sulla faccenda, che ha contribuito ad alimentare il dibattito" dice Lindsay Hamilton dell'Università di York (UK), filosofa esperta in relazioni uomo-animale. "Molti ritengono ci sia una grande differenza tra il mangiare animali tradizionalmente allevati allo scopo e specie come i polpi che vengono invece considerate uno "sfizio" più che un cibo necessario alla nostra dieta". La domanda, insomma, è questa: allevare polpi non è una necessità né una tradizione, è …

L'uomo alleva animali da millenni. E anche la piscicoltura è antica: il primo trattato, in Cina, risale al 475 a.C. Del tutto nuova invece è l'idea di allevare polpi (Octopus vulgaris). L'ha avuta l'azienda spagnola Nueva Pescanova, che sta investendo 50 milioni di euro in un impianto, il primo al mondo, a Gran Canaria, da tremila tonnellate di carne all'anno. "C'è stata una grande copertura mediatica sulla faccenda, che ha contribuito ad alimentare il dibattito" dice Lindsay Hamilton dell'Università di York (UK), filosofa esperta in relazioni uomo-animale. "Molti ritengono ci sia una grande differenza tra il mangiare animali tradizionalmente allevati allo scopo e specie come i polpi che vengono invece considerate uno "sfizio" più che un cibo necessario alla nostra dieta". La domanda, insomma, è questa: allevare polpi non è una necessità né una tradizione, è giusto farlo comunque? "Credo che i consumatori debbano conoscere cosa mangiano per prendere decisioni in tutta serenità rispetto alla loro coscienza", aggiunge la ricercatrice. Per esempio dovrebbero sapere che il polpo, a differenza delle mucche erbivore, mangia un sacco di carne di pesce, tre volte il suo peso. I nuovi allevatori dicono comunque che li nutriranno solo con scarti.

Il successo degli insetti

Un'altra novità sono gli insetti. Che sta avendo successo. Si stima che ogni anno ne vengano allevati 1-1,3 trilioni, principalmente in Francia, Thailandia, Sud  Africa, Canada, Stati Uniti. Li mangiamo noi (per lo più come farine) ma soprattutto li diamo agli animali domestici e di allevamento: nel 2021, il 54 per cento della produzione è andata in cibo per cani e gatti; il 25, il 17 e il 4 per cento rispettivamente in mangimi per polli, pesci e maiali. Grilli (Gryllidae), larve di mosca soldato nera (Hermetia illucens) e di tarme della farina (Tenebrio molitor) sono le specie con più mercato. Per ora nessuno pare preoccuparsi di come vengono allevati e uccisi. Per esempio non possiamo escludere che provino dolore: nel cervello di scarafaggi, mosche, api e farfalle gli scienziati hanno trovato neuroni che rispondono agli stimoli dolorosi. Sulla sostenibilità, però, non c'è gara: per produrre un grammo di proteine bovine, per esempio, occorrono quantità di suolo e acqua circa 10 e 5 volte superiori rispetto a quelle che servono per avere altrettante proteine dalle larve di T. molitor. E un allevamento di polli, a parità di produzione. rilascia l'89 per cento di gas serra in più rispetto a uno di grilli. "Gli insetti hanno anche un altro vantaggio: possiamo dargli da mangiare rifiuti organici, persino letame (si sta studiando la possibilità)", ci ha detto l'entomologo Arnold van Huis della Wageningen University (Olanda).


Anche gli elefanti

Ma l'uomo non cresce animali solo per farne farine e bistecche. Il mondo è pieno di allevamenti anche strani, un po' tradizione, un po' business. Nel Nord America, per esempio, i lama (Lama glama) forniscono sì carne e lana, ma sono impiegati anche per difendere pecore e capre. È un'usanza che va avanti dai primi anni Ottanta, con ottimi risultati: i lama sono sempre in allerta e quando si avvicina un intruso "urlano" (un suono tipo cerniera arrugginita). Attenzione però, è bene mettere un solo maschio a presidiare: quando sono assieme tendono a fare gruppo disinteressandosi del gregge. Negli Stati Uniti come guardiani delle greggi si usano anche gli asini: aggressivi per natura contro lupi, coyote e volpi, hanno zoccoli e denti che possono far molto male.

Rondini e sansuisughe

Molto più antica, risale all'800,  la tradizione del Sudest asiatico (Myanmar, Indonesia, Vietnam, Thailandia e Malesia) di costruire edifici con tanti piccoli fori per attirare i rondoni dal nido commestibile (Aerodramus fuciphagus). In questi "condomini" gli uccelli nidificano al sicuro da topi e serpenti, e gli uomini raccolgono i loro nidi quando i pulcini volano via. Biancastri e gelatinosi, sono fatti della saliva secreta dalle ghiandole del becco e bolliti con zucchero e aromi diventano un delizioso pudding, ritenuto un toccasana per polmoni, reni e organi sessuali. Per il quale molti sono disposti a spendere anche 2.700 euro al chilo.


Piuttosto costoso, 40 euro la tazzina, è anche il caffè che si produce alla Black Ivory Coffee sulle colline settentrionali della Thailandia: si deve agli elefanti asiatici (Elephas maximus) che vivono nell'azienda, allevati a frutta e chicchi di caffè (non assimilano caffeina, per cui nessun problema di salute): i chicchi vengono poi recuperati dalle deiezioni, perché pare che il passaggio nello stomaco dei pachidermi ne migliori il gusto (gli acidi rompono le proteine responsabili dell'amaro). Parte dei ricavi è devoluta alla Golden Triangle Asian Elephant Foundation, che si occupa di proteggere questi animali.
 Chiudiamo con un altro allevamento particolare, quello della Biopharm, un'azienda del Galles meridionale che cresce 60 mila sanguisughe (Hirudo medicinalis) all'anno. Non è la sola, ma è stata la prima a iniziare, nel 1812. A quel tempo si facevano molti salassi per ripulire il sangue "cattivo" e a forza di catturare sanguisughe selvatiche in Europa quasi non se ne trovavano più. Bisognava importarle dalla Russia, così la Biopharm pensò valesse la pena allevarle per venderle. Ancora oggi, specialmente negli interventi di medicina estetica o nei trapianti di pelle, medici di tutto il mondo si servono ancora delle sanguisughe, sfruttando le proprietà anticoagulanti, antidolorifiche e antinfiammatorie della loro saliva.

Sul Venerdì del 5 maggio 2023