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Storia degli eunuchi, "uomini senza" ma con molto potere

Il sogno dell’eunuco, dipinto del 1874 ispirato alle Lettere persiane di Montesquieu (Heritage arts / Heritage Images via Getty Images) 
Il sociologo Marzio Barbagli ripercorre attraverso i secoli le incredibili vicende degli uomini sessualmente mutilati. Non solo schiavi, ma anche padroni. Intervista
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Niente pruderie. La vicenda millenaria degli eunuchi non è uno "strano ma vero" di genere o l'unicum di una civiltà. Gli "Uomini senza" che il sociologo Marzio Barbagli racconta per via di un libro erudito e sorprendente (sottotitolo: Storia degli eunuchi e del declino della violenza), di civiltà ne hanno attraversate molte, e pur essendo ciò che sono per mutilazione dei genitali, subita o autoinflitta, l'ambito della sessualità contiene solo una porzioncina di ciò che hanno significato nei sistemi sociali in cui vivevano.

Nemmeno la più importante, tra l'altro. Perché gli esseri umani evirati sono stati spesso anello di contatto e separazione tra sovrani e aristocrazie, custodi di segreti a corte, confidenti e insegnanti, fino a diventare altissimi burocrati, nella zona grigia tra i poteri che è da sempre un gran potere anch'esso. Disprezzati dal senso comune, spesso figli della miseri…

Niente pruderie. La vicenda millenaria degli eunuchi non è uno "strano ma vero" di genere o l'unicum di una civiltà. Gli "Uomini senza" che il sociologo Marzio Barbagli racconta per via di un libro erudito e sorprendente (sottotitolo: Storia degli eunuchi e del declino della violenza), di civiltà ne hanno attraversate molte, e pur essendo ciò che sono per mutilazione dei genitali, subita o autoinflitta, l'ambito della sessualità contiene solo una porzioncina di ciò che hanno significato nei sistemi sociali in cui vivevano.

Nemmeno la più importante, tra l'altro. Perché gli esseri umani evirati sono stati spesso anello di contatto e separazione tra sovrani e aristocrazie, custodi di segreti a corte, confidenti e insegnanti, fino a diventare altissimi burocrati, nella zona grigia tra i poteri che è da sempre un gran potere anch'esso. Disprezzati dal senso comune, spesso figli della miseria o di guerre, rapimenti, schiavitù,  sono stati capaci di scalare le posizioni sociali, a volte in modo spiazzante: non pochi diventano condottieri, arcivescovi, patriarchi. O artisti del bel canto,  acclamati per una voce che come genere non è né l'uno né l'altro, ma si arrampica sulla scala musicale fuori da ogni codice binario.

Barbagli, partiamo dai fondamentali. Cos'è un eunuco?
"È un uomo che ha subito una mutilazione sessuale, parziale (riguardo ai testicoli) o totale (anche il pene), e non può procreare.  Se avveniva prima della pubertà, la castrazione produceva voce acuta, mancanza di barba, statura elevata e un accumulo del tessuto adiposo nelle zone in cui avviene nel sesso femminile".

 

Senofonte ne parla diffusamente a proposito di Ciro il Grande.
"Oltre che nell'impero assiro, gli eunuchi ebbero un grande ruolo in quello achemenide  e fra gli ittiti. Gli eunuchi Petesakas, Bagapates e Gadata sono stati delle vere e proprie eminenze grigie durante il regno di Ciro II di Persia, detto il Grande. Nella cavalcata organizzata da questo sovrano per mostrare il suo potere, dietro il suo cocchio vi erano trecento eunuchi, superbamente vestiti e armati".

Nell'iconografia dell'epoca - i bassorilievi - la barba è molto importante. Perché?
"La mancanza di barba degli eunuchi, dovuta alla castrazione, era contrapposta alla barba lussureggiante dei sovrani assiri, segno della forza fisica di questi re guerrieri. Un contrasto che troviamo in molti altri popoli".

 

La concezione dell'uomo nella Grecia classica non lascia spazio agli eunuchi. Ma nei secoli dell'ellenismo cambia tutto.  Alessandro Magno ebbe una relazione durata sei anni con l'eunuco Bagoa.
"Platone ha scritto che in Persia i figli del re erano allevati 'non da una nutrice qualsiasi, ma da eunuchi stimati i migliori fra quanti sono nella corte del re'. Un uso che, in alcuni imperi, durò fino all'inizio del Novecento".

Sono ragazzi di piacere per imperatori come Nerone, per esempio, ma tante altre cose. Quali?
"Erano talvolta ragazzi di piacere anche delle donne. Nelle famiglie più agiate, avevano il compito di proteggere il padrone e la padrona, vegliavano sul loro sonno e custodivano l'oro, le vesti preziose e i segreti dei loro signori".

A Costantinopoli, nelle corti d'Oriente, l'esplosione. Leggendo il libro scopriamo che il ruolo di gran ciambellano spettava a loro.
"Fu introdotto dall'imperatore Costantino e spettò quasi solo agli eunuchi. Tra i bizantini non costituirono una vera burocrazia, come avvenne invece in Cina. Occuparono tuttavia posizioni di rilievo nei più diversi settori. Ben nove furono nominati patriarca, molti divennero vescovi. Alcuni furono nominati generali e il più famoso, Narsete, guidò un esercito di molte migliaia di soldati alla conquista dell'Italia".

 

Marzio Barbagli 

Uno schiavo eunuco poteva valere dieci, venti volte uno schiavo non evirato.
"Erodoto pensava che ciò dipendesse dal fatto che fossero 'più apprezzati dei veri uomini per la completa fiducia di cui godono'. È probabile invece che la risposta a questa domanda vada ricercata nei rischi dell'operazione che subivano, che faceva crescere i 'costi di produzione'. Il tasso di mortalità per questa mutilazione era altissimo".

Per quali motivi si era mutilati o ci si auto-evirava?
"Per conservare la castità, far soffrire i prigionieri di guerra, punire adulteri e sodomiti, ricavare denaro trasformando gli schiavi in eunuchi, avere dei collaboratori affidabili, procurarsi un ragazzo di piacere, evitare la "muta vocale" e far sì che la voce rimanesse alta".

Disprezzati, strani o "mostruosi" per il senso comune, ma capaci di accumulare potere e, a volte, grandi ricchezze.
"Un proverbio sumerico (studiato da Mario Liverani) lo esprime bene: 'Visto da sopra sarai pure uno scriba, ma visto da sotto non sei mica un uomo'. Il palazzo nutriva la massima fiducia nei loro confronti, mentre i contadini non mostravano lo stesso rispetto".

 

Alcuni arrivano a comandare eserciti, come Eutropio nel 397.
"Nel tardo impero romano, nel IV secolo, divennero potentissimi. Nel 337, l'imperatore Costantino I nominò uno di loro, Eusebio, gran ciambellano. Il più rilevante fu tuttavia Eutropio. Fatto capo di una spedizione militare, tornato vittorioso, divenne patrizio e console".

A lungo l'eunuco - seguendo l'interpretazione di Voltaire - è stato visto come il servitore "innocuo", che non può insidiare le donne. Invece è stato molto di più.
"Una tesi priva di fondamento. In tutti Paesi dove sono esistiti, hanno passato più tempo con gli uomini che con le donne. Hanno servito e difeso i potenti in mille modi, dai piccoli fastidi e dalle grande minacce, dagli insetti e dai rivali che volevano avvelenarli. Hanno svolto incarichi confidenziali, sorvegliato e venerato le tombe. Alcuni sono saliti ancora più in alto, diventando ministri, governatori, consoli, generali, patriarchi, persino santi".

 

Gioachino Rossini (Getty Images) 

In Cina fanno storia a sé. Che differenze ci sono con le altre culture?
"Lì la presenza degli eunuchi è durata più che altrove, almeno dal 1000 a.C fino al termine dell'impero, nel 1911. Subivano una castrazione completa, a differenza che nell'impero romano e in quello bizantino, dove ci si limitava a quella parziale. Era però loro consentito di sposarsi e di adottare figli. Formavano una burocrazia parallela a quella ufficiale dei letterati. Uno di loro, Zheng He, fu nominato ammiraglio di una flotta di 255 navi  con 70 ufficiali eunuchi, e per trenta anni condusse grandi spedizioni esplorative. A Pechino durante la dinastia Ming (1368-1644), arrivano a 100 mila, un numero impressionante".

 

L’imperatore cinese Shizong a cavallo con gli eunuchi che portano il baldacchino, dipinto su seta del 1540 

C'è poi una storia "parallela": quella dei castrati cantori. Che inizia in Spagna ma è molto italiana.
"Dall'inizio del Cinquecento, in Spagna, le cattedrali iniziarono a cercare giovani castrati per il coro. In Italia, questa domanda iniziò mezzo secolo dopo, da parte del Papa e di vari duchi. Questi ragazzi erano stati evirati, su iniziativa dei loro genitori, per permettere loro di affermarsi come soprani".

Un eunuco cantore, Farinelli, sarà decisivo per il regno di Filippo V.
"Filippo V soffriva da anni di gravi depressioni, ma era sensibile al fascino della musica. Avendo sentito cantare il celebre soprano italiano, decise di reclutarlo. Così, dal 1737 al 1746, per oltre tremila sedute, da mezzanotte alle quattro di mattina, Farinelli cantò le sue arie solo per il sovrano. Ottenne in cambio ricchezza, titoli onorifici e un considerevole potere".

E Gioachino Rossini che - lo racconta lui stesso - scampò all'evirazione?
"Lo zio materno di Gioachino, sentendo che il nipote aveva una voce molto promettente, per farlo diventare una sicura fonte di reddito per tutta la famiglia convinse il padre a farlo castrare. 'Ma la mia coraggiosa madre si oppose con decisione' ha raccontato il compositore".

Possiamo considerare gli eunuchi la prima "infrazione" al codice binario delle nostre civiltà?
"La concezione binaria di genere non è stata messa in crisi solo recentemente. Almeno dal IX secolo, la presenza degli eunuchi ha costituito una grande sfida, la prima nella storia dell'umanità, a questa concezione".

Quale si pensava fosse il loro genere?
"Per i romani, l'eunuco era un fuggitivo sessuale, che passava al genere opposto, diventando donna. Per i cinesi, convinti che anche dopo la mutilazione i genitali potessero ricrescere, gli eunuchi appartenevano al genere maschile. Anche i soprani, gli evirati cantori, erano considerati uomini, seppur mutilati. I bizantini ritenevano invece che gli eunuchi appartenessero al terzo genere".

E la loro vicenda, in conclusione, che cosa ci dimostra?
"La validità della tesi, sostenuta novant'anni fa da Norbert Elias, del declino secolare delle violenze commesse da individui o da gruppi (omicidi, infanticidi, stupri, accecamenti, mutilazioni) e dagli Stati (sacrifici umani, torture, schiavitù, pena di morte, esecuzioni in pubblico). La storia degli eunuchi, con tutte le sue terribili ombre, è un'altra prova di questo andamento di tutta la storia umana".

Sul Venerdì del 12 maggio 2023