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Con la destra al potere c'è da vedere nero

(Illustrazione di Mojmir Jezek) 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde alle lettere dei lettori. Per Meloni e compagni il modello non è la democrazia antifascista, ma la "democratura" di Polonia e Ungheria, scrive un lettore preoccupato
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive il lettore Serafino:

Abbiamo festeggiato un 25 aprile che ha fatto soffrire troppi. I protagonisti di quella parte di Storia e quelli che governano oggi che mai riconosceranno espressamente quelle tante verità. Si intorcinano con parole che sembrano uscite da qualche antico scritto che parla vagamente dell'argomento: la "sciocca" richiesta di una parte in causa di affermare i valori della Costituzione e ripudiare il Fascismo. Vano spendersi per farsi perculeggiare. Una noia mortale. "Sonne sentite d'ogni sorta e culore", diceva nonna Elvira quando si trovava di fronte a qualche imponderabile. La mossa finale: la lettera che la Giorgia ha scritto al Corriere, uno sforzo immane, un collage di frasi fatte che non hanno risolto il busillis. La realtà, diciamocelo pure tra noi, è che non sono e non saranno mai antifascisti.…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive il lettore Serafino:

Abbiamo festeggiato un 25 aprile che ha fatto soffrire troppi. I protagonisti di quella parte di Storia e quelli che governano oggi che mai riconosceranno espressamente quelle tante verità. Si intorcinano con parole che sembrano uscite da qualche antico scritto che parla vagamente dell'argomento: la "sciocca" richiesta di una parte in causa di affermare i valori della Costituzione e ripudiare il Fascismo. Vano spendersi per farsi perculeggiare. Una noia mortale. "Sonne sentite d'ogni sorta e culore", diceva nonna Elvira quando si trovava di fronte a qualche imponderabile. La mossa finale: la lettera che la Giorgia ha scritto al Corriere, uno sforzo immane, un collage di frasi fatte che non hanno risolto il busillis. La realtà, diciamocelo pure tra noi, è che non sono e non saranno mai antifascisti. La Costituzione tutta è antifascista perché tra i suoi principi esalta le Libertà. Che nulla hanno a che fare con il Fascismo. Costoro, che gli Italiani improvvidamente hanno messo alla guida del Paese, hanno una mira che con le Libertà Democratiche vigenti ha poco a che fare, i loro modelli di riferimento sono la Polonia e l'Ungheria, dove esiste una "democratura", cioè un sottoprodotto della Democrazia che pone limiti espressi alla Libertà. Noi non ci saremo, e non sono certo che le nuove generazioni siano in grado di organizzare una nuova Resistenza. Questo il dubbio che mi opprime. Non credo abbia fatto bene a tutto il Paese. Ci sono già premesse che danno molto da pensare, premiano i ladri e picchiano i pensionati. Hanno ridotto le pensioni quasi a tutti, la Sanità pubblica messa all'angolo in attesa che quella privata prenda il sopravvento, così si curerà chi ha risorse, per gli altri... peccato. La scuola che peggiora di giorno in giorno, arretrata, scomposta, fatiscente come 30, 40, anni fa. Fortuna che ancora non crollano controsoffitti travolgendo studenti e scolari, ma è solo questione di tempo. I giovani coraggiosi che fuggono da questo Paese che non offre speranze o avvenire. Abbiamo perso del tempo in Parlamento a causa di provvedimenti spot antirave. Ma siamo in ritardo sul lavoro che riguarda i Pnrr. Costoro non vogliono modernizzare il Paese, che deve restare nell'eterno oblio tra tradizioni e carenze. Altro che feste per le Libertà ritrovate.

Lettera nerissima di un lettore che se la vede brutta, e che soprattutto non vede "una nuova Resistenza". Il signor Serafino, da Ascoli Piceno, mi scrive spesso, e spesso preferisco le sue lettere a quelle di tante anime stanche. Sì, dico proprio stanche, che non ne hanno più voglia, che alla fine si attaccano alla tivù per oblio e a Instagram, e si accorgono che poi è tale la confusione che non gliene importa più niente; si vive sperando che qualcosa vada diritto, mentre intanto i giornali che hanno solo, in prima pagina, tutta una serie di notizie grame, dal piccino che ammazza i compagni a un drone sul Cremlino che ci terrà svegli pensando alle ritorsioni crudelissime di Putin sul mondo. Ma siamo noi che vediamo nero, o è il nuovo governo che è quello che è, anche questo legato ai tempi della Grande Confusione? Poi giri per Milano e la sera vedi folle di giovani davanti al bar e a qualsiasi luogo dove sia possibile dedicarsi al cibo (non si erano mai visti tanta folla di ristoranti e paninerie e altro che occupano ormai tutte le strade) come se la gente cercasse di stordirsi.

Sul Venerdì del 12 maggio 2023