Lo scorso 24 aprile ricorreva il decimo anniversario del disastro del Rana Plaza di Dacca, in Bangladesh: un palazzo di otto piani crollò a causa di un cedimento strutturale e il disastro costò la vita a più di 1.200 lavoratrici e lavoratori di imprese tessili attive nell’edificio e che producevano per grandi marchi del mondo occidentale.
A dieci anni da quell’evento una parte del mondo della moda ha deciso di attivarsi per far sì che non si ripetano tragedie del genere.
Matteo Ward (uno dei nostri #GreenHeroes) è il volto e la voce – nonché uno degli ideatori – della docuserie Junk, una co-produzione Will Media e Sky Italia. Attraverso le immagini girate tra Ghana, Cile, Indonesia, Bangladesh, India e Italia, ogni puntata denuncia i problemi etici, ambientali, economici creati da questo settore per generare consapevolezza. È una presa di posizione analoga a quella del Movimento Moda Responsabile, fondato tra gli altri da Rifò, un altro “eroe” della nostra rete. Sono già quaranta le realtà italiane del tessile e moda, all’interno del Movimento, che hanno sottoscritto l’impegno di fare divulgazione e sensibilizzazione. L’obiettivo è di fare pressione sull’opinione pubblica e sulle istituzioni per trovare nuove prospettive per questo settore in Italia e renderlo meno impattante.
Tra gli Heroes dell’ambiente ci sono molti esempi virtuosi; e c’è chi sta compiendo passi da gigante anche in campo tecnologico. È il caso di Regenstech, una startup di Regenesi, che sta sviluppando una tecnologia che permetterà attraverso un’unica linea produttiva di riciclare scarti tessili e abiti usati in un granulo termoplastico, con infinite possibilità di impiego.
Tutto questo evitando di dover distinguere tra i diversi tipi di tessuti in fase di raccolta.
Sul Venerdì del 12 maggio 2023