Quanto ridiamo, noi vecchi!
di Natalia AspesiScrive la lettrice Ada Cusi:
Chi mi conosce sa che ho una particolare simpatia per i vecchi, frutto probabilmente di una mancanza, dato che non ho conosciuto i nonni e poco le nonne. Anche gli studi classici hanno influito nel farmi un’idea della vecchiaia come stagione virtuosa della vita, salute permettendo. Ho dedicato il mio penultimo lavoro Il Faro e la Luce al mio compianto professore di liceo Armando Contro, mancato all’età di 96 anni.
Nella rubrica Questioni (non solo) di cuore di Natalia Aspesi sul settimanale Il Venerdì di Repubblica, leggo la lettera Quando comincia la vecchiaia? cui la giornalista risponde col solito acume, condito di sano realismo. In sintesi dice che dipende da come ci si arriva e fa un distinguo tra 70 e 90 anni. Lei ha 93 anni e di recente ha subìto – e superato – un ictus che non le ha impedito di tornare a rispondere ai suoi lettori. Della signora invidio la lucidità e lo spirito, che me la fa imm…
Scrive la lettrice Ada Cusi:
Chi mi conosce sa che ho una particolare simpatia per i vecchi, frutto probabilmente di una mancanza, dato che non ho conosciuto i nonni e poco le nonne. Anche gli studi classici hanno influito nel farmi un’idea della vecchiaia come stagione virtuosa della vita, salute permettendo. Ho dedicato il mio penultimo lavoro Il Faro e la Luce al mio compianto professore di liceo Armando Contro, mancato all’età di 96 anni.
Nella rubrica Questioni (non solo) di cuore di Natalia Aspesi sul settimanale Il Venerdì di Repubblica, leggo la lettera Quando comincia la vecchiaia? cui la giornalista risponde col solito acume, condito di sano realismo. In sintesi dice che dipende da come ci si arriva e fa un distinguo tra 70 e 90 anni. Lei ha 93 anni e di recente ha subìto – e superato – un ictus che non le ha impedito di tornare a rispondere ai suoi lettori. Della signora invidio la lucidità e lo spirito, che me la fa immaginare una combattente nata. Per me è una questione di mente e di cuore: se sono stati allenati a dovere, il tramonto può essere strepitoso. Del resto è ciò che sostiene Vittorino Andreoli nel suo ultimo Lettera a un vecchio (da parte di un vecchio). Il noto psichiatra ha 83 anni. Papa Bergoglio, che è stato da poco in Ungheria, nel “cuore dell’Europa” dove condanna gli “infantilismi bellici”, ne ha 86. E qui mi soccorre la frase di una grande scienziata, Nobel per la medicina nel 1986, Rita Levi Montalcini (mancata il 31 dicembre 2012 a 103 anni): «Io non sono il corpo: io sono la mente e il corpo faccia ciò che vuole». Super!
Per una volta, una gentilissima signora si accorge che anche noi vecchi o vecchioni esistiamo. Ma forse anche noi, come i giovani, eravamo così, pieni di timore per il futuro e senza sbocchi, che poi invece superavamo, con gioia e voglia di vincere. Poi c’è una cosa che penso da sempre: ai ragazzi (che arrivano ai 40 anni!) per i quali siamo bonariamente non internettizzati, cioè fuori dal mondo, abbiamo rubato una antica leggiadria (sì, parlo proprio di leggiadria, un modo di affrontare la vita con tante più speranze). Noi ridiamo ancora, i giovani no, tutto è serio, tutto è plumbeo. Non si ride più. Ci si indigna, si è pronti a incavolarsi, è finito il tempo della serenità. Ecco, quello che vorrei è che al posto degli haters si dessero spazio ai lovers, coloro che allegramente ci amano.
Sul Venerdì del 19 maggio 2023