Il sacrificio degli anziani in Giappone per salvare i giovani
di Vittorio LingiardiIn un Giappone del futuro, forse non lontano, il programma governativo "Piano 75" si propone di arginare un'emergenza sociale: l'invecchiamento della popolazione. Gli anziani iniziano a diventare bersaglio di aggressioni: "ci rubano il futuro" dicono i giovani e violenti nemici del welfare. "Piano 75" è una campagna che promuove un'eutanasia di Stato: chi ha più di 75 anni può farne richiesta. L'eutanasia non come dilemma bioetico, ma come soluzione burocratica per far quadrare i conti pubblici. Un "sacrificio" degli anziani per migliorare la vita delle nuove generazioni. Parte da questa distopia Plan 75 della regista Chie Hayakawa. Che dice: "Nella realtà il "Piano 75" non esiste, ma le situazioni che racconto nel film, quelle purtroppo sì. A cominciare dalla pressione che la società esercita sugli anziani, fino a farli sentire inutili. Una soluzione come "Piano 75&qu…
In un Giappone del futuro, forse non lontano, il programma governativo "Piano 75" si propone di arginare un'emergenza sociale: l'invecchiamento della popolazione. Gli anziani iniziano a diventare bersaglio di aggressioni: "ci rubano il futuro" dicono i giovani e violenti nemici del welfare. "Piano 75" è una campagna che promuove un'eutanasia di Stato: chi ha più di 75 anni può farne richiesta. L'eutanasia non come dilemma bioetico, ma come soluzione burocratica per far quadrare i conti pubblici. Un "sacrificio" degli anziani per migliorare la vita delle nuove generazioni. Parte da questa distopia Plan 75 della regista Chie Hayakawa. Che dice: "Nella realtà il "Piano 75" non esiste, ma le situazioni che racconto nel film, quelle purtroppo sì. A cominciare dalla pressione che la società esercita sugli anziani, fino a farli sentire inutili. Una soluzione come "Piano 75" è tutt'altro che impossibile in un Paese che sta diventando sempre più intollerante verso le persone socialmente deboli: anziani, disabili e poveri". Hayakawaci racconta tre storie: Michi, una signora anziana sola, che ama la vita ma ha sempre meno risorse per tirare avanti; Hiromu, un giovane venditore del programma di morte, incarnazione inconsapevole e persino gentile di un'arendtiana "banalità del male"; Maria, un'infermiera filippina che, bisognosa di soldi per curare la figlia malata, accetta di lavorare come operatrice del "Piano 75". Più che un trattato di bioetica, Plan 75 è un film di attualità, lucido e delicato, sulle conseguenze psicosociali della solitudine e della povertà. Proprio il giorno in cui l'ho visto, un alto rappresentate della salute pubblica americana, Vivek Murthy, ha dichiarato che negli Usa è in corso un'"epidemia di solitudine" e ha promosso una "strategia nazionale di promozione della connessione sociale". Siamo in tempo?
Sul Venerdì del 19 maggio