Bruce Springsteen, la dura vita del fan
di Gabriele IsmanNapoli. Una grande ghiacciaia antica in metallo, lucida, con un'ammaccatura a tradire il tempo, con la scritta "Zerilli". Qui tutto parla di Springsteen. "La ghiacciaia era nel bar dei bisnonni di Bruce a Vico Equense. Noi l'abbiamo recuperata e restaurata" dice Gianni Scognamiglio, 60 anni, presidente del Pink Cadillac Fan Club, la più importante realtà europea di malati del Boss. Non soltanto per i circa trecento iscritti - "italiani, ma pure irlandesi, olandesi e persino americani" - ma soprattutto per la collezione di cimeli, dischi ufficiali e non, copertine, "a partire dalla prima italiana che riguardava Springsteen, nel 1976, per Ciao2001". Tutto è ospitato nei 250 metri quadrati con tanto di palco per concerti al PIT, zona Fuorigrotta, a due passi dallo stadio Maradona, dove il Pink Cadillac si prepara ai due concerti di maggio con la E-Street Band - il 18 al Parco Bassani di Ferrara, il 21 al Circo Massimo, …
Napoli. Una grande ghiacciaia antica in metallo, lucida, con un'ammaccatura a tradire il tempo, con la scritta "Zerilli". Qui tutto parla di Springsteen. "La ghiacciaia era nel bar dei bisnonni di Bruce a Vico Equense. Noi l'abbiamo recuperata e restaurata" dice Gianni Scognamiglio, 60 anni, presidente del Pink Cadillac Fan Club, la più importante realtà europea di malati del Boss. Non soltanto per i circa trecento iscritti - "italiani, ma pure irlandesi, olandesi e persino americani" - ma soprattutto per la collezione di cimeli, dischi ufficiali e non, copertine, "a partire dalla prima italiana che riguardava Springsteen, nel 1976, per Ciao2001". Tutto è ospitato nei 250 metri quadrati con tanto di palco per concerti al PIT, zona Fuorigrotta, a due passi dallo stadio Maradona, dove il Pink Cadillac si prepara ai due concerti di maggio con la E-Street Band - il 18 al Parco Bassani di Ferrara, il 21 al Circo Massimo, a Roma - e per quello di luglio, il 25 al Parco della Gerascia a Monza.
"Noi l'abbiamo visto a Brooklyn qualche settimana fa" racconta Paola Jappelli, quasi 60 anni e "il numero dei concerti a cui ho assistito ho smesso di contarlo: saremo sull'ottantina, da Milano 1985 in poi". Lei nello show di Napoli, in piazza del Plebiscito nel 2013, salì anche sul palco chiamata dal Boss. "Io invece lo andai a disturbare qualche anno prima a Roma, all'Auditorium della Conciliazione. Era il 1997, l'anno di nascita del nostro Pink Cadillac" racconta Scognamiglio che di show ne ha visti una cinquantina incastrandoli con la professione di installatore elettrico "e non mi appassiona più contarli. Ogni suo concerto è un'esperienza catartica".
Le storie si susseguono: "Nel 2005, dopo il concerto acustico di Devils and Dust a Roma lo aspettammo sotto il suo albergo. Era uno Springsteen insolito, forse infelice: in mezzo allo spettacolo era andato dal suo manager Jon Landau e piangeva. Alle due e mezza del mattino", racconta ancora Scognamiglio, "si è affacciato alla finestra e ci ha detto che sarebbe sceso. È rimasto mezz'ora con noi, facendosi foto con tutti, ci domandava quali canzoni volessimo sentire negli spettacoli successivi. Poi ci ha chiesto di lasciarlo andare a passeggiare, solo, con la guardia del corpo a venti metri di distanza. Era molto malinconico, e si è incamminato verso piazza del Popolo, nella notte, come un eroe in un film di Sergio Leone".
"Quello che abbiamo visto a Brooklyn" aggiunge Jappelli "è uno Springsteen diverso. Negli ultimi anni ha pubblicato due dischi: uno, Letter to You, con la band, il cui tema centrale è la morte, l'altro di cover soul, Only the Strong Survive, con le canzoni che ama. Magari a 73 anni è più statico sul palco, ha smesso di lanciarsi tra il pubblico, la scaletta è anche più corta, attorno alle due ore e 50, e più ferma con qualche sorpresa, con maggior attenzione al canto".
L'ultimo brano negli spettacoli americani è sempre stato la recente I'll See You in My Dreams, eseguita da solo alla chitarra. Il ragazzo di Born to Run, nato per correre, forse ha rallentato il passo e l'esperienza delle oltre 250 repliche dello spettacolo solitario a Broadway è servita. "Ma l'energia e il suo carisma sono intatti, e il pubblico americano è decisamente più freddo. Vanno persino a prendersi la birra durante lo show: da noi sarebbe impensabile. Chissà che in Europa gli spettacoli non siano più lunghi, con una scaletta più varia, salvando momenti splendidi come Candy's Room", racconta Paola, che nel pellegrinaggio americano ha anche avuto l'incontro che sperava, seppur veloce e a distanza: "Siamo tornati ad Asbury Park, poi nella E-Street, fino a Colts Neck, dove vive Springsteen. Eravamo in macchina davanti ai cancelli della tenuta ed è uscita la sua Porsche, abbiamo fatto per seguirlo, ma un ranger ci ha fermati: you don't do it, let him go".
Michelle Obama corista
Il tour europeo è partito da Barcellona con due spettacoli: nella prima serata tra il pubblico c'erano Steven Spielberg, Barack Obama e Tom Hanks: sul palco le mogli del regista e dell'ex presidente, Kate Capshaw e Michelle, come coriste in Glory Days, accanto a Patti Scialfa.
Scaletta e durata simili agli show Usa, stessa esperienza di comunione laica: nel sogno di Springsteen c'è posto per tutti. I concerti americani - i primi dopo il Covid - si sono quasi sempre aperti con No Surrender, nessuna resa. "Certo", prosegue Gianni, "il tempo è passato. Little Steven ha perso 30 chili, e l'altro chitarrista Nils Lofgren non fa più le piroette perché ha le protesi alle anche".
Springsteen dal 2018 è anche ambassador di Hear the World, una fondazione svizzera che sostiene persone con difficoltà uditive, in particolare bambini: "Qualche settimana fa alla Casa Bianca per la cerimonia con Biden per la Medaglia delle Arti aveva l'apparecchio acustico", ricorda Gianpiero Esposito, 53 anni, avvocato e fiero pinker, 29 show alle spalle. E alla fine della parte americana del tour il Boss si è anche preso il Covid, presenziando soltanto via video all'inaugurazione degli archivi e del centro per la musica americana alla Monmouth University, ovviamente New Jersey, dove il 23 settembre - giorno del compleanno - è stato proclamato Bruce Springsteen Day dal governatore.
La vita da fan è durissima e non priva di amarezze, e anche la pubblicazione quasi immediata in rete degli instant bootleg ufficiali pochi giorni dopo i singoli show toglie un po' di poesia. "Prima cercavamo i vinili nei negozietti. Ora sono su Internet, senza nemmeno il piacere della caccia in Italia e all'estero", dice Esposito.
A febbraio poi, dopo 43 anni, ha chiuso Backstreets, la più importante fanzine a livello mondiale dedicata al Boss. È la coda della polemica sul dynamic pricing, il prezzo del biglietto che si adegua alla domanda e che nella parte americana del tour ha portato i tagliandi fino a 5 mila dollari. "È un peccato che Backstreets abbia chiuso", spiega Paola, "perché era un punto di riferimento per tutto il nostro mondo. Noi i biglietti per Brooklyn li abbiamo pagati 132 dollari a testa e certo non eravamo nel Pit, le prime file. In Italia rispetto a dieci anni fa l'aumento è stato di 50 euro, e per la prima volta il Pit ne costa 20 in più rispetto ai posti tradizionali".
Caldissima Monza
"In realtà il dynamic pricing in Europa è stato applicato solo in Inghilterra e in Olanda, dove infatti non andremo. Io lo vedrò a Monaco di Baviera, per esempio. Quel sistema lo usano però a Ferrara gli albergatori, per gli alloggi che sono arrivati a costare 1.500 euro nella serata dello show", aggiunge Gianpiero. Paola: "Gli instant bootleg a partire dai dieci dollari sono però un modo per avvicinare il pubblico con poca spesa a show che magari non ha potuto permettersi dal vivo. È democratico, ma monodimensionale rispetto alla tridimensionalità e alla forza del concerto". Gianni, presidente del Pink Cadillac: "Non possiamo negare che la scelta delle location per questi concerti italiani è infelice. Sono pratoni con poca pendenza e senza gradinate, e il 25 luglio a Monza farà caldissimo". E, ripensando alle quattro serate a San Siro saltate per il Covid tre anni fa, si torna a guardare la ghiacciaia tra i mille poster del Boss.