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Happy Days. A Codogno la collezione più grande al mondo rivela rivalità sul set e curiosità

Giuseppe Ganelli  a casa, tra cimeli e memorabilia della serie americana (Nicola Marfisi / Agf) 
La serie tv sta per compiere 50 anni e noi la festeggiamo con un fan da Guinness: un medico italiano che nella città simbolo del Covid ha creato il più grande santuario su Fonzie & Co.
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Codogno (Lodi). Il record non porta più la firma di Arthur Fonzarelli, ma del nipote tredicenne Ludovico, l'unico a cui Giuseppe Ganelli, medico radiologo, consente di avvicinare il pezzo più importante della sua collezione: il flipper originale della serie. Che non sta più nel diner Arnold's bensì nella tavernetta della grande villa su tre piani, alla periferia di Codogno, dove è custodita la più grande raccolta al mondo di Happy Days - il primato è certificato dal Guinness - telefilm di culto per una generazione di cui si celebra il mezzo secolo dalla nascita.

Nella cittadina in provincia di Lodi, quella del Paziente Uno, diventata suo malgrado celebre per il Covid nei giorni tristi della pandemia, c'è la casa di Happy Days. Guarda caso, tra i primi a fare in bocca al lupo all'Italia all'esordio dell'emergenza sanitaria, fu proprio Fonzie. O meglio Henry Winkler, l'attore che lo ha interpretato nell…

Codogno (Lodi). Il record non porta più la firma di Arthur Fonzarelli, ma del nipote tredicenne Ludovico, l'unico a cui Giuseppe Ganelli, medico radiologo, consente di avvicinare il pezzo più importante della sua collezione: il flipper originale della serie. Che non sta più nel diner Arnold's bensì nella tavernetta della grande villa su tre piani, alla periferia di Codogno, dove è custodita la più grande raccolta al mondo di Happy Days - il primato è certificato dal Guinness - telefilm di culto per una generazione di cui si celebra il mezzo secolo dalla nascita.

Nella cittadina in provincia di Lodi, quella del Paziente Uno, diventata suo malgrado celebre per il Covid nei giorni tristi della pandemia, c'è la casa di Happy Days. Guarda caso, tra i primi a fare in bocca al lupo all'Italia all'esordio dell'emergenza sanitaria, fu proprio Fonzie. O meglio Henry Winkler, l'attore che lo ha interpretato nelle 255 puntate delle 11 stagioni del telefilm. Ganelli, allora alle prese con le radiografie delle prime polmoniti causate dal virus, twittò: "Saluti dalla città di Codogno, il centro del coronavirus in Italia! Qui speriamo di avere presto di nuovo giorni felici (happy days) senza il virus!". Fonzie, era il 26 febbraio 2020, rispose pronto: "Stay Healthy, Stay Safe".

Da sinistra, in senso orario, Winkler, Tom Bosley, Anson Williams, Marion Ross, Ron Howard, Erin Moran, Don Most (Nicola Marfisi / Agf) 

Da bambino il camice bianco si appassionò alle avventure della famiglia Cunningham e a quei ragazzi della provincia americana con i loro sogni, le speranze, gli amori che iniziavano e finivano, le serate al drive in, le conquiste di Fonzie, il suo "ehi" accompagnato dal pollice alto che fece scuola. "I miei mi regalarono una bambola formato Barbie del personaggio. Era il 1978, in Italia esisteva solo quella di Fonzie, volli tutte le altre in vendita negli Stati Uniti. Non ho più smesso, all'inizio per caso, intorno agli anni 90 presi a collezionare metodicamente, oggi possiedo più di 2.000 pezzi tra abiti di scena, copioni originali, gadget, riviste, lettere e foto autografate, ma pure ceri con i protagonisti del telefilm, i chewing-gum di Fonzie, riviste da tutto il pianeta, action figure di ogni dimensione e materiale, lattine di sidro con i volti della serie, persino quattro puntate in pellicola, conservate nelle pizze di metallo targate Abc. Per il flipper ho fatto una follia, ma non dirò mai quanto l'ho pagato, però alla giacca di pelle di Fonzie ho rinunciato, la battevano all'asta per 80 mila euro. Bisogna darsi un limite", ammette con il rimpianto negli occhi.

Un ciak originale della puntata Il duello accanto a una statuetta di Fonzie in ceramica (Nicola Marfisi / Agf) 

In compenso poco meno di due anni fa si è accaparrato la tuta sdrucita da meccanico di Fonzie, dallo stesso Winkler, ora in bella vista su un manichino della tavernetta. "L'ho presa a un'asta di beneficenza organizzata dalla figlia di Fonzie", spiega Ganelli, mostrando orgoglioso la galleria con i capi originali del set. "C'è il giubbotto azzurro della Jefferson High School indossato da Potsie in diverse puntate, tipico di quegli anni", spiega il medico togliendolo dal cellophane con zelo religioso per indossarlo gongolante, "quello rosso con la scritta Arnold's era di Ralph, la t-shirt incorniciata l'ho avuta da Ron Howard (Richie Cunningham) in persona, prima di diventare un regista di fama mondiale, e c'è pure la camicia gialla indossata da Marion Ross, la signora Cunningham, nelle puntate in cui si unisce al marito per giocare a bowling con gli amici della Loggia del Leopardo. Me la ha autografata lei stessa, l'ultima volta che ci siamo visti".

Sottiletta e gli altri

Una storia ora diventata un libro scritto da Ganelli con il giornalista Emilio Targia La nostra storia. Tutto il mondo di Happy Days (Edizioni Minerva) che i due autori hanno presentato al Salone del Libro di Torino. Il volume di 450 pagine - di cui un centinaio solo di foto - è una summa della serie ideata 50 anni fa da Garry Marshall (la prima puntata andò in onda nel 1974), che poi sarebbe stato anche il regista di successi cinematografici come Pretty Woman. "Una sera con Ganelli" spiega Targia, "scoprimmo che non esisteva nessuna pubblicazione su Happy Days e così ci siamo messi all'opera, almeno tre anni di lavoro a partire dalla collezione, poi abbiamo ricontattato quasi tutto il cast, almeno chi c'è ancora, verificato ogni dettaglio, pescato nella memoria degli spettatori italiani". Si scopre così che persino Lucio Battisti ambiva a essere Fonzie e che sul set della serie si affacciò curioso John Lennon. Miti nel mito.

La bobina della puntata pilota della serie, intitolata Love and Happy Days (Nicola Marfisi / Agf) 

Ganelli è anche il presidente dell'Happy Days Fan Club che annovera tra i primi insospettabili membri Fabio Fazio, Max Pezzali, Gianni Riotta, tutti presenti nel tomo con una breve testimonianza. "Negli anni 90 con alcuni amici abbiamo deciso di recuperare le puntate in videocassetta, costituendo un fan club non ufficiale. Così quando Erin Moran, la Joanie di Happy Days, venne in Italia a Quelli che il calcio, Fazio mi invitò, aveva saputo del club, ne divenne uno dei primi membri. Tornata negli States le scrissi, lei rispose", ricorda indicando la missiva scritta a mano su carta da lettere rosa.

"Sottiletta" fece da apripista al medico, che poi conobbe gli altri attori. Ancora oggi è in contatto con Marion Ross, 94enne, tra le tante intervistate. "È lei che svela quanto Ron Howard soffrisse la popolarità di Fonzie. Le confessò che stava perdendo i capelli per quello. Però sia lui che Winkler, e ancora di più Marshall, compresero quanto la fama di Happy Days si reggesse sul contrasto tra il bravo ragazzo, il fidanzatino d'America, e il ribelle", osserva Targia.

È poi Winkler a firmare la prefazione ed è stato anche quello che più ha interagito con Ganelli e il fan club italiano, l'unico riconosciuto nel globo. "Quando nel 2008 a Milwaukee gli dedicarono una statua di bronzo venni invitato a tenere un discorso", rammenta il medico. Alla collezione ha poi contribuito lo stesso Marshall, scomparso nel 2016. "L'ho incontrato più volte, una di queste, nella sua villa, mi regalò il copione della puntata pilota. Delle 255 puntate ne ho 230. Si girava una puntata a settimana, il lunedì il copione era bianco, il venerdì, giorno delle riprese, giallo, per non sbagliare il colore cambiava. Ne possiedo diversi con gli appunti degli attori". Nel libro ne sono pubblicati stralci, insieme alla sinossi di tutti gli episodi.

Quello originale del Diner Arnold’s con Ganelli 
che indossa il giubbotto originale usato da Potsie (Nicola Marfisi / Agf) 

Tra questi il Gronchi rosa è quello della puntata My Favourite Orkan (Fantascienza anche per Fonzie in Italia): "Sembra che in questo caso Marshall abbia assecondato il desiderio del figlio Scott, 8 anni", svela Targia, "appassionato di Star Wars, di vedere un alieno atterrare in Casa Cunningham. Non si trovava l'interprete adatto però. Venne fatta una serie di provini, fino a quando ormai a ridosso della registrazione dell'episodio, Lynda Goodfriend, alias Lori Beth, la fidanzata di Richie, suggerì un attore conosciuto in un corso di improvvisazione teatrale, faceva stand up comedy per strada. Marshall era un curioso e si lasciò convincere". Quando il giovane attore arrivò sul set si mise a testa in giù sul divano, stravolse il copione con i suoi appunti. La puntata andò in onda il 28 febbraio del 1978, registrando quasi 28 milioni di telespettatori, la stessa audience ottenuta da Happy Days in tutta la stagione. Raccontava di un alieno sbarcato a bordo di una navicella a forma di uovo, si chiamava Mork e veniva da Ork. A incarnarlo era Robin Williams. Di lì a poco la Abc e Garry Marshall avrebbero dato vita a Mork & Mindy, lo spin off più celebre di Happy Days. Ma questa è già un'altra storia.