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Il rock del cannibale giapponese

Issei Sagawa (1949-2021), che nel 1981 a Parigi uccise e mangiò la 25enne compagna di studi Renée Hartevelt. Getty Images 
BRUTTE STORIE Un orrendo delitto (con poco castigo) che ha ispirato i Rolling Stones
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I Rolling Stones ci hanno fatto una canzone, uscita nel 1983 nell’album Undercover e diventata un singolo l’anno dopo. Forse non è una delle più famose del gruppo ma rende bene l’idea, a cominciare dal titolo: Too much blood. Troppo sangue.

Capita che i musicisti, come tutti gli artisti in genere, siano colpiti dalle suggestioni che offre la cronaca nera. Vita e morte, bene e male, violenza e sangue: a fare una piccola ricerca salta fuori che il delitto ispira quasi altrettante canzoni dell’amore.
E infatti c’è uno studente che si chiama Issei Sagawa, che è venuto dal Giappone a Parigi per un dottorato di ricerca in letteratura alla Sorbona. Un bravo ragazzo, Issei, gentile, riservato, carino. Così minuto e dall’aria così indifesa che fa tenerezza.

Un giorno di giugno del 1981 Issei invita a pranzo una sua compagna d’università, una biondona olandese che si chiama Renée ed è alta…

I Rolling Stones ci hanno fatto una canzone, uscita nel 1983 nell’album Undercover e diventata un singolo l’anno dopo. Forse non è una delle più famose del gruppo ma rende bene l’idea, a cominciare dal titolo: Too much blood. Troppo sangue.

Capita che i musicisti, come tutti gli artisti in genere, siano colpiti dalle suggestioni che offre la cronaca nera. Vita e morte, bene e male, violenza e sangue: a fare una piccola ricerca salta fuori che il delitto ispira quasi altrettante canzoni dell’amore.
E infatti c’è uno studente che si chiama Issei Sagawa, che è venuto dal Giappone a Parigi per un dottorato di ricerca in letteratura alla Sorbona. Un bravo ragazzo, Issei, gentile, riservato, carino. Così minuto e dall’aria così indifesa che fa tenerezza.

Un giorno di giugno del 1981 Issei invita a pranzo una sua compagna d’università, una biondona olandese che si chiama Renée ed è alta quasi un metro e ottanta. Non immagina che quel ragazzo così gentile e così carino abbia una strana mania che lo assilla fin da quando era bambino, fino dalle elementari, quando fissava i compagni più cicciottelli.

Il cannibalismo.

Così, appena Renée si siede a tavola, Issei le gira alle spalle e le spara alla nuca con un fucile. Poi la fa a pezzi, la mette in frigo, e ogni tanto se la mangia. Lo prendono quattro giorni dopo, quando cerca di buttare in un laghetto i resti del corpo di Renée che gli sono avanzati.

Una storia orribile, una storiaccia di sangue, troppo sangue, appunto, che infatti ispira a Mick Jagger una canzone sulla violenza, nella cronaca, al cinema o in televisione. Avesse aspettato qualche anno, però, avrebbe potuto aggiungere qualcos’altro, a Too much blood, o scrivere una canzone diversa. Perché quello che fino a quel momento sarebbe l’ennesimo caso di un serial killer, per quanto fermato al primo omicidio, diventa un assurdo giudiziario.

In Francia Issei viene considerato insano di mente e rinchiuso in un manicomio. Dopo qualche anno, viene trasferito a Tokyo, dove però lo considerano sano, ma essendo già stato processato a Parigi, per una serie di cavilli orchestrati dal bravissimo avvocato del padre riccone, Issei viene rimesso in libertà.

E così si fa intervistare, scrive libri, partecipa a film e trasmissioni, vive tranquillamente senza mangiare più nessuno, finché nel 2022, all’età di 73 anni, muore per una polmonite.

In una intervista, quando gli avevano chiesto perché avesse ucciso la sua compagna d’università, aveva risposto più o meno: sapete quando dite che qualcuno vi piace così tanto che lo mangereste? Ecco, io l’ho fatto.

Sul Venerdì del 26 maggio 2023