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A che serve avere un padre?

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde alle lettere dei lettori. Una mamma single è felice ma esausta di dover badare al suo bambino. Proprio come le sue amiche in coppia...
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Scrive la lettrice Irene Mordiglia:

La recente pubblicazione (sul numero del 31 marzo, ndr) della mia lettera - inviatale in realtà nel luglio del 2021 - in cui le raccontavo della mia gravidanza frutto di una procreazione assistita, mi ha dato voglia di raccontarle il seguito della storia. Il mio bambino è nato un anno e mezzo fa e si chiama Giovanni. In settimana Giovanni va all'asilo e nei weekend esce qualche ora con una babysitter che si occupa di lui da quando è nato. O con il coinquilino della babysitter che è diventato un nostro nuovo punto di riferimento. Potendo godere di una "aspettativa genitoriale" dal mio impiego e di un sussidio dello Stato francese, dove viviamo, utilizzo il tempo senza Giovanni per chiamare l'idraulico, prenotare la revisione della macchina, pagare l'asilo, le bollette, il condominio, fare la spesa, riordinare tutto, lavare tutto. Ho imparato ad apprezzare il lavoro domestico che, quando non è …

Scrive la lettrice Irene Mordiglia:

La recente pubblicazione (sul numero del 31 marzo, ndr) della mia lettera - inviatale in realtà nel luglio del 2021 - in cui le raccontavo della mia gravidanza frutto di una procreazione assistita, mi ha dato voglia di raccontarle il seguito della storia. Il mio bambino è nato un anno e mezzo fa e si chiama Giovanni. In settimana Giovanni va all'asilo e nei weekend esce qualche ora con una babysitter che si occupa di lui da quando è nato. O con il coinquilino della babysitter che è diventato un nostro nuovo punto di riferimento. Potendo godere di una "aspettativa genitoriale" dal mio impiego e di un sussidio dello Stato francese, dove viviamo, utilizzo il tempo senza Giovanni per chiamare l'idraulico, prenotare la revisione della macchina, pagare l'asilo, le bollette, il condominio, fare la spesa, riordinare tutto, lavare tutto. Ho imparato ad apprezzare il lavoro domestico che, quando non è imposto, è una forma di cura del sé. Poi, se riesco, mi riposo, leggo il giornale cartaceo a cui sono abbonata, vado al cinema. E vedo le mie amiche. Che sono per lo più madri, come me, ma in coppia o separate. Certi giorni sono sopraffatta dalla stanchezza, come le mie amiche che hanno fatto un figlio con un uomo. Il peso del "carico mentale", del dover prevedere/organizzare/armonizzare tutto, è notevole. Come per le mie amiche che hanno fatto un figlio con un uomo. A volte poi mi sento sola o vulnerabile - per esempio quando Giovanni è malato - e vorrei più aiuto e più sostegno. Vorrei qualcuno che addirittura mi dicesse "o poverina, ora ti aiuto io!". E invece, come le mie amiche che hanno fatto un figlio con un uomo, mi devo assumere da sola molte scelte e relative conseguenze. Perché il mondo della prima infanzia è un mondo di donne sole o lasciate sole. I padri tutt'al più arrivano alle 18 (ovvero: i padri possono fare un lavoro remunerato perché le madri fanno un lavoro non remunerato...). Allora non resta che star sole, con le altre, e sperare che non sia poi così male.

A volte per esempio penso: quando si ama un figlio, si vorrebbe dargli tutto. Quindi anche un padre. Non lo nego, non me lo nascondo. Aspetto il momento in cui Giovanni dovrà affrontare i dubbi e le cogitazioni derivanti dalla sua condizione di figlio senza padre. Mi auguro di essere all'altezza. Può darsi, poi, che un giorno qualcuno gli farà da padre. Può darsi, poi, che un giorno ci sarà qualcuno che in qualche maniera inattesa diventerà suo fratello o sua sorella. Saranno filiazioni, fratellanze e sorellanze acquisite, non genetiche, reversibili. E quindi, forse, libere. Vedremo. Intanto andiamo al parco e viviamo. Dal 2021, la legge francese estende l'accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie di donne e alle donne single. Si stima che almeno 2.000 donne ne abbiano già beneficiato.

La sua lettera è molto bella e racconta la vita di una madre che ha scelto di essere prima di tutto madre: per il resto, magari un compagno di vita, si vedrà. Lei vive in Francia, dove mi conferma che le madri sono medicalmente assistite comprese le coppie di donne e le donne single, che ha una "aspettativa genitoriale" e un sussidio dallo Stato francese. Capisco che l'ostetrica visitando il suo bambino a casa, ha trovato il giusto commento: "In questa casa si respira una gran pace".

C'è in questo momento una nuova tendenza: pare, dico pare, che gli uomini non siano così necessari perché un bambino cresca. Le donne possono oggi lavorare, avere i figli che desiderano e mantenerli. A cosa può servire un uomo se non sono uniti da un grande amore? Non voglio farmi maledire dai tanti uomini che amano i loro figli, ma è vero, mi capita sempre più spesso di parlare con donne carine, come sono oggi quelle di 40 anni, che mi dicono di aver da tempo deciso che non avranno figli e di poter vivere senza. Ed è per questo che io temo che fra un po' si riparlerà di intervenire sulla interruzione di gravidanza per tentare di limitarla. Certo, capisco benissimo la sua paura che forse Giovanni sentirà l'assenza di un padre e potrebbe chiederne conto. Cosa gli dirà? Questo lei non lo dice. Ma di quel padre senza volto e senza anima saranno figli i tanti bambini senza padre che stanno nascendo e sempre più ci saranno. All'opposto di quei padri che in tempi non lontani rifiutavano di esserlo, condannando le donne a una vita difficile con i loro bastardini condannati a una vita dura. Io non avevo padre, morto troppo presto, eppure non credo che di quell'uomo assente io abbia sofferto. Ma, come dice lei, la prima infanzia di un figlio è il tempo in cui le donne, anche con un affettuoso marito, sono lasciate sole, sole col loro piccino, loro e il bambino, lui e lei, lui e lui, senza che difficilmente anche un uomo gentile possa resistere a quelle lacrime misteriose, a quelle cacche, ai misteriosi malesseri, quegli incomprensibili pianti, a quella fragilità estrema che quei piccoli corpi sembrano esprimere. E se non è la madre, un'altra donna se ne occuperà: la nascita è un affare tra la donna e quello che poi diventerà un uomo o una donna. Le chiedo scusa per aver ritrovato la sua bella lettera, non mi ero accorta che fosse ormai di ben due anni fa. Forse è stata la sua bellezza a spingermi a pubblicarla. 

Sul Venerdì del 26 maggio 2023