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Monopattini vietati da Parigi a Oslo? Ecco i perché

Monopattini davanti a Notre Dame in una foto scattata prima dell’incendio del 2019 (Getty images) 
Il 2 aprile Parigi è pronta a eliminarli con un referendum, Lisbona li riduce, Oslo li vieta di notte. Un mezzo di trasporto ecologico rischia di diventare tossico. Possibile? Inchiesta
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E pensare che all'inizio erano anche simpatici: ecologici, pratici, ludici. Poi i monopattini elettrici abbiamo cominciato a trovarceli ovunque: sfreccianti su strade, marciapiedi e piste ciclabili, oppure abbandonati per terra con disprezzo (disprezzo soprattutto per noi in quanto pedoni). Infine ci sono scappati i feriti. E i morti. Come Miriam Segato, 31enne toscana, che il 14 giugno camminava lungo la Senna dopo aver finito il turno in un ristorante quando è stata travolta e uccisa da un monopattino elettrico, su cui viaggiavano due giovani infermiere ubriache.


Al voto, al voto

Proprio da Parigi, il 2 aprile, passa il futuro europeo dei monopattini elettrici in sharing. Un referendum deciderà se mettere fuori legge i trottinette in free floating, cioè offerti dagli operatori e noleggiabili tramite app. La sindaca socialista Anne Hidalgo è a favore del bando. "Ora basta", ha detto al Financial Times, dipingendo il progetto di una Parigi …

E pensare che all'inizio erano anche simpatici: ecologici, pratici, ludici. Poi i monopattini elettrici abbiamo cominciato a trovarceli ovunque: sfreccianti su strade, marciapiedi e piste ciclabili, oppure abbandonati per terra con disprezzo (disprezzo soprattutto per noi in quanto pedoni). Infine ci sono scappati i feriti. E i morti. Come Miriam Segato, 31enne toscana, che il 14 giugno camminava lungo la Senna dopo aver finito il turno in un ristorante quando è stata travolta e uccisa da un monopattino elettrico, su cui viaggiavano due giovani infermiere ubriache.


Al voto, al voto

Proprio da Parigi, il 2 aprile, passa il futuro europeo dei monopattini elettrici in sharing. Un referendum deciderà se mettere fuori legge i trottinette in free floating, cioè offerti dagli operatori e noleggiabili tramite app. La sindaca socialista Anne Hidalgo è a favore del bando. "Ora basta", ha detto al Financial Times, dipingendo il progetto di una Parigi che metta al centro pedoni, biciclette e alberi. Il tema però divide e Hidalgo ha comunque preferito affidarsi a una consultazione, dopo aver già ridotto il limite di velocità a 10 chilometri orari - e la questione è ancora più calda in un periodo in cui, per i maxiscioperi contro la riforma delle pensioni, i monopattini sono presi d'assalto: nella capitale ne sono autorizzati in tutto solo 15 mila, suddivisi tra le società di noleggio Dott, Tier e Lime, e intanto il governo è sceso in campo proponendo tra le altre cose un'età minima di 14 o 16 anni (ora è a 12), numero identificativo e luci lampeggianti.

 


Il primato

La Ville Lumière è stata la prima grande città europea ad aprirsi, nel 2018, agli "e-scooter" in sharing. Per questo il risultato del referendum è atteso con una certa trepidazione nel Vecchio continente: il mercato nell'Ue è enorme, si parla di 55,5 milioni di utenti entro il 2026, 782 milioni di euro di guadagni nel 2023 e una crescita annua del 10-15 per cento. Tantissime città europee sono comunque già corse ai ripari, per mettere un freno ai monopattini in free floating. Se Barcellona li ha proprio vietati (e ora ha proibito il trasporto sui mezzi pubblici di quelli personali), questo mese Lisbona, su pressione anche dei medici ortopedici, ne ha dimezzato il numero da 18 mila a 9 mila, ridotto la velocità massima a 20 chilometri l'ora e creato aree di parcheggio obbligatorie: "Proibirli del tutto non serve a niente, perché c'è tutta una generazione che li desidera", ha detto il sindaco Carlos Moedas alla Afp, "e tuttavia nessuna città ha avuto un'esperienza felice finora. Stiamo cercando una soluzione".


 La cerca pure Madrid, che a gennaio ha limitato le flotte, solo 6 mila in tutto, e li avrà supertecnologici, con Gps che non consentiranno agli utenti di concludere la corsa (e quindi di pagare) se non avranno parcheggiato negli spazi appositi. Anche il Comune di Roma ha stabilito nuove regole. Con il nuovo bando gli operatori passano da sette a tre, con riduzione della flotta totale da 14.500 a 9 mila. Servirà una targa metallica, i clienti potranno essere solo maggiorenni e la velocità massima non dovrà superare i 20 chilometri orari (6 nelle aree pedonali).

 


Ma la notte no

Uno dei limiti su cui si è intervenuti è quello degli orari. Oslo ha messo al bando i noleggi dalle 23 alle 5 di mattina, dopo le proteste dei medici degli ospedali per i troppi incidenti notturni. Stessa norma è in vigore, nei fine settimana, in Finlandia e anche a Stoccolma, però da mezzanotte. Sull'età ci sono Paesi che mettono il limite minimo a 16 anni, come Spagna e Belgio, mentre in Polonia ne bastano 10. La velocità massima consentita in Europa è intorno ai 20-25 chilometri orari, su questo c'è un certo consenso (tranne a Lubiana dove in centro si va a 5 km/h), così come sul doppio passeggero: vietato ovunque, in teoria. Dal primo luglio il Belgio li ha proibiti sui marciapiedi, dove altrove sono consentiti a una velocità minima. E poi si è intervenuti sul numero dei mezzi - anche Oslo è passata da 25.700 a 8 mila, mentre Stoccolma li ha quasi dimezzati - e su quello degli operatori. I caschi obbligatori sono stati introdotti ad esempio in Spagna e Danimarca e, sotto i 15-16 anni, anche in Norvegia, Svezia, Estonia, Croazia e Romania.


Laggiù nel fiume

Si valutano costi e benefici. Tra i costi, come detto, il degrado dei "parcheggi", il prezzo di una corsa che supera quello di un biglietto del trasporto pubblico, i morti e i feriti (cadendo non si sbatte sul fianco, come in bicicletta, ma direttamente sulla faccia, come se si prendesse un montante durante un match di boxe, sostengono i chirurghi). Di positivo c'è che sono comodi, divertenti ed eco-friendly, anche se pure qui c'è chi ricorda che lo sono meno della metro (per non parlare dell'inquinamento dei fiumi, nel senso che non solo a Roma c'è la bella abitudine di gettarli in acqua: la Senna stessa ne ha inghiottiti parecchi). "Le statistiche internazionali sono essenzialmente positive sul gradimento, il rapporto costo-prestazioni e persino la sicurezza dei monopattini, facendo una media delle varie classifiche presenti in rete il punteggio finale è favorevole in un rapporto di 90 a 70", ci spiega Lorenzo Mussone, professore di Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Milano: "Rimangono ovviamente dei nodi da sciogliere, uno dei quali è la promiscuità sulla sede stradale con altri mezzi di trasporto, perché paradossalmente la loro limitata occupazione li rende meno visibili e quindi più vulnerabili. Si dovrebbe intervenire con l'utilizzo di dispositivi che aumentino la visibilità notturna e l'indicazione delle manovre di svolta, e poi, per quelli a noleggio, si dovrebbe rendere efficiente il recupero dei mezzi rilasciati a fine spostamento nonché potere risalire a chi li ha usati".


I segreti del successo

"Il loro successo è legato a tre mutazioni", ci dice Jérôme Monnet, condirettore della Scuola d'Urbanismo di Parigi,"la banalizzazione dello smartphone come piattaforma di accesso ai servizi, la miniaturizzazione dei motori elettrici e delle batterie, un nuovo modo di spostarsi in città. I monopattini elettrici sono molto più economici ed ecologici delle auto, anche quelle elettriche, e sono comodi perché permettono di evitare il traffico o i trasporti affollati in città e di raggiungere fermate lontane dalla periferia".


I veri problemi, anche secondo Monnet, sono i parcheggi anarchici e una condotta spesso sregolata: "Ma le tante polemiche di oggi si spiegano con il fatto che i trottinette sono la goccia che fa traboccare il vaso di uno spazio pubblico in cui si moltiplicano gli ostacoli alla libera circolazione dei pedoni, dehors inclusi. Gli interventi da fare sono in generale lo sviluppo delle piste ciclabili, l'abbassamento della velocità per tutti i mezzi di trasporto a 25 chilometri orari nelle zone più trafficate, multare il parcheggio sui marciapiedi, sviluppare monopattini a due posti o "cargo" (per la spesa o le consegne), e creare spazio sui trasporti pubblici". E quindi cosa sceglierà il professor Monnet al referendum? "È una classica trappola, si rischia di non rispondere al quesito, per esprimere invece un'opinione sui monopattini in generale o addirittura sulla sindaca Hidalgo. Bisogna permettere questi servizi, affrontando però i problemi che pongono e integrandoli nel sistema metropolitano dei trasporti". Insomma. Monopattini elettrici sì o no? Ai parigini l'ardua sentenza.

 

Pbblicato sul Venerdì del 24 marzo 2023