Le Mans, la Ferrari torna in pista per il centenario della 24 Ore
dal nostro inviato Massimo CalandriLE MANS. "La vita è correre. Tutto quello che avviene, prima o dopo, è solo attesa". Buon compleanno alla 24 Ore di Le Mans, la gara di automobilismo più famosa del mondo: oggi festeggia un secolo dal primo duello al volante. Un secolo di gioie, tragedie, avventure impossibili. E scoperte che hanno cambiato la nostra storia quotidiana, anche se molti non lo sanno. Per celebrare l'anniversario, non c'è regalo migliore della memorabile battuta pronunciata da Steve McQueen nel film (Le Mans, appunto, del 1971) in cui recita la parte di un pilota disposto a tutto pur di vincere la leggendaria sfida francese. Attendere, poi - finalmente! - correre: di giorno, di notte, e ancora di giorno. Equipaggi un tempo da due, oggi da tre piloti che si alternano alla guida. Vince chi allo scadere della 24esima ora ha percorso più strada, e dopo tanti rischi e fatica a volte la differenza è solo di 20 metri: successe nel '66 con la Ford di…
LE MANS. "La vita è correre. Tutto quello che avviene, prima o dopo, è solo attesa". Buon compleanno alla 24 Ore di Le Mans, la gara di automobilismo più famosa del mondo: oggi festeggia un secolo dal primo duello al volante. Un secolo di gioie, tragedie, avventure impossibili. E scoperte che hanno cambiato la nostra storia quotidiana, anche se molti non lo sanno. Per celebrare l'anniversario, non c'è regalo migliore della memorabile battuta pronunciata da Steve McQueen nel film (Le Mans, appunto, del 1971) in cui recita la parte di un pilota disposto a tutto pur di vincere la leggendaria sfida francese. Attendere, poi - finalmente! - correre: di giorno, di notte, e ancora di giorno. Equipaggi un tempo da due, oggi da tre piloti che si alternano alla guida. Vince chi allo scadere della 24esima ora ha percorso più strada, e dopo tanti rischi e fatica a volte la differenza è solo di 20 metri: successe nel '66 con la Ford di McLaren e Amon, al culmine della "guerra" tra il marchio Usa e la Ferrari, altra storia finita sul grande schermo (La grande sfida, con Matt Damon e Christian Bale, un Oscar nel 2020). A proposito di ricorrenze: per la gara del centenario, in programma tra due settimane, l'11 giugno, dopo 50 anni torneranno i gioielli di Maranello, con l'obiettivo di rinverdire i fasti del passato: il Cavallino vanta nove successi sul circuito della Sarthe, di cui cinque consecutivi tra il '60 e il '65.
Tutti i divi al volante
Il primo "gran premio di lunga durata" prese il via sabato pomeriggio 26 maggio 1923: il percorso, in questa regione a due ore e mezza da Parigi, era di 17 chilometri e 262 metri, quasi tutti su fondo sterrato. Vinsero André Lagache e René Léonard sulla Chenard & Walcker Sport numero 9, alla paurosa (per i tempi) media di 92 km/h. La gara fu subito popolare: le grandi marche, Bentley e Alfa Romeo in testa, partecipavano con l'obiettivo di testare velocità e resistenza delle vetture, facendosi pubblicità attraverso primati e vittorie.
Da allora, la velocità media è quasi triplicata: il record del 2017 è 252 km/h. Il percorso, lungo strade pubbliche a parte un brevissimo tratto del circuito Bugatti, è grosso modo rimasto lo stesso dell'inizio. Che impressione, quel rettilineo infinito e mitico in mezzo alla campagna: è la Ligne Droite des Hunaudières, antica via romana che all'inizio del secolo scorso era usata come pista di atterraggio dal signor Wilbur Wright (sì, uno dei due fratelli pionieri del volo, da quelle parti aveva messo su una fabbrica di biplani). In quel punto, Roger Dorchy nel 1988 ha raggiunto il record di velocità: 407 km/h.
La partenza invece è cambiata. Fino al 1969 le auto erano allineate su un lato della pista, i piloti sull'altro e al via dovevano attraversare di corsa, salire a bordo e partire prima possibile. È per accelerare le operazioni che sulle Porsche l'accensione venne spostata sulla sinistra della colonna dello sterzo, dove è ancora oggi: con una mano si avvia il motore, con l'altra si innesta la prima marcia. Ma Willy Mairesse per la fretta non chiuse bene la portiera, non allacciò la cintura: sul dritto di Hunaudières venne sbalzato sull'asfalto, finì in coma. Un altro pilota, John Woolf, morì in un incidente e sempre al primo giro. Venne abolita la corsa a piedi, dal 1971 la partenza si fa con le vetture lanciate. Nel 1955 il francese Pierre Levegh si schiantò con la sua auto contro la tribuna affollata: oltre a lui persero la vita 83 persone e 120 furono ferite. Il più grave incidente automobilistico della storia.
Vittorie, sconfitte, sfide, imprese, gioia, morte. Leggende. È per quello che la 24 Ore di Le Mans esercita un fascino irresistibile sul mondo del cinema? Paul Newman l'ha corsa nel 1979. Patrick Dempsey (Grey's Anatomy) ha partecipato tre volte, l'ultima nel 2015. Michael Fassbender (Bastardi senza gloria) c'era lo scorso anno. Jackie Chan per quattro edizioni è stato il proprietario di una squadra, la Jackie Chan Racing. Alain Delon, Brad Pitt e Luc Besson hanno dato il via alla gara.
L'officina del lavoro
Gli "esperimenti" della case automobilistiche durante la gara hanno permesso nel corso di un secolo di perfezionare una lunga serie di innovazioni: a partire da una prima forma di asfalto moderno, poi le carrozzerie aerodinamiche, i fari anti-nebbia e a led, i freni a disco, la trazione anteriore, il motore posteriore, a iniezione, a turbina, rotatorio, ibrido, turbo, a idrogeno. Michelin nel 1923 fornì le gomme "smontabili", prima usate solo sulle biciclette, dimostrandone l'efficacia. Poi vennero la carcassa radiale, slick, ibrida. L'azienda francese serve tutte le hypercar del campionato e lo fa grazie a un incredibile simulatore. Oggi, il 30 per cento di ciascun pneumatico è composto da materiale bio e riciclato.
Un cavallino sempre più green
L'ultimo podio fu con Arturo Merzario e Carlos Pace: 50 anni fa, Enzo Ferrari lasciò Le Mans per dedicarsi completamente alla Formula Uno. I fatti diedero subito ragione al Drake, col titolo piloti (Nicky Lauda) e costruttori nel 1975. Da questa stagione la scuderia di Maranello ha deciso di tornare alle corse di "lunga durata" gareggiando nella top class del FIA World Endurance Championship con la Ferrari 499P: è una Le Mans Hypercar, prodigio molto green di tecnologia, prototipo dotato della trazione integrale grazie a un gruppo propulsore ibrido che combina un'unità termica e una elettrica. Due auto: sulla prima, che non a caso porta sulla carena il numero 50 si alternano il calabrese Antonio Fuoco, lo spagnolo Miguel Molina e il danese Nicklas Nielsen; sulla seconda (51), Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado. A Le Mans, dove le Rosse hanno fatto la storia, l'attesa è fortissima. E dopo, c'è la vita: correre.
Sul Venerdì del 26 maggio 2023