✕

Architettura solidale, a Helsinki il progetto degli anziani per gli anziani

Un pranzo in terrazza  
Un intero palazzo progettato e gestito da over 70, ogni inquilino ha il suo appartamento più tanti spazi collettivi. Viaggio nel senior cohousing della capitale finlandese
4 minuti di lettura

Helsinki.  Fino a 15 anni fa il quartiere di Kalasatama, a 20 minuti di metro verso est dalla cattedrale di Helsinki, era una zona industriale ad alto inquinamento con un piccolo porto mercantile. In pochi anni, un imponente progetto di sviluppo urbanistico ha popolato l'area di grattacieli e spazi di condivisione culturale e artistica. E proprio qui spicca un edificio di nove piani dedicato a un progetto di senior cohousing.

Un'idea nata da una riflessione comune, in un Paese che a livello di età media è fra i più anziani del mondo: "Alcuni di noi hanno pensato a come i loro genitori si erano sentiti soli nell'ultima parte della loro vita. E hanno pensato a un modo diverso di condividere il tempo insieme". A parlare è Marjut Helminen, 75 anni, che per gran parte della sua vita ha lavorato come giornalista indipendente. È tra le prime ad aver concepito l'idea di Kotisatama, una struttura autogestita interamente da anzi…

Helsinki.  Fino a 15 anni fa il quartiere di Kalasatama, a 20 minuti di metro verso est dalla cattedrale di Helsinki, era una zona industriale ad alto inquinamento con un piccolo porto mercantile. In pochi anni, un imponente progetto di sviluppo urbanistico ha popolato l'area di grattacieli e spazi di condivisione culturale e artistica. E proprio qui spicca un edificio di nove piani dedicato a un progetto di senior cohousing.

Un'idea nata da una riflessione comune, in un Paese che a livello di età media è fra i più anziani del mondo: "Alcuni di noi hanno pensato a come i loro genitori si erano sentiti soli nell'ultima parte della loro vita. E hanno pensato a un modo diverso di condividere il tempo insieme". A parlare è Marjut Helminen, 75 anni, che per gran parte della sua vita ha lavorato come giornalista indipendente. È tra le prime ad aver concepito l'idea di Kotisatama, una struttura autogestita interamente da anziani per continuare a essere indipendenti e godersi la vita il più a lungo possibile.

Leena Vahtera (a sinistra), 76 anni, e Marjut Helminen, 75, sono fra le fondatrici  

Assieme a lei, fin dal primo momento, c'è Leena Vahtera, 76 anni, ex agente immobiliare, nonché una delle referenti dell'Active Senior Association, nata con lo scopo di progettare prima, e organizzare poi, gli appartamenti e gli spazi comuni intorno a cui ruota la vita della struttura: "Abbiamo iniziato a confrontarci sull'idea qualche anno prima dell'inizio dei lavori. Ci siamo incontrati ogni mese per capire cosa Volessimo", racconta.

Libro e lavatrice

Kotisatama sorge su un terreno del comune di Helsinki e ha prezzi più convenienti rispetto ai privati grazie a un regolamento municipale che li blocca per 34 anni. La proprietaria della residenza è una società immobiliare, l'Asunto Oy Helsingin Kotisatama, dove la maggioranza dei membri della comunità ricopre il ruolo di azionista.

La costruzione è iniziata nel 2013 e si è conclusa nel 2015, ma già tre anni prima dell'arrivo delle ruspe, Helminen e Vahtera si incontravano sul posto con gli architetti per discutere di tutti i dettagli. Da questo dialogo sono nati 63 appartamenti tra i 38,5 e i 77,5 metri quadri, completamente arredati e oggi abitati da ottanta persone, con un'età media di settant'anni. In realtà, l'età minima per gli ospiti è fissata a 48: ufficialmente, infatti, l'idea è che gli adulti possano sentirsi soli sin da quando i figli lasciano casa. Ma tutto sommato chi è già qui pensa che lo stile di vita della comunità sia più adatto ai pensionati che a persone che ancora lavorano.

Lezione di golf  

Rock e country

Seija Sihvonen ha 70 anni e vive a Kotisatama da quasi due. Mentre aspetta che una delle lavatrici della lavanderia condominiale finisca il suo lavoro, si intrattiene leggendo un libro preso dalla biblioteca adiacente: "Abbiamo due bibliotecari che controllano che non ci sia spazzatura nella nostra libreria. Dobbiamo mantenere alto il livello!", aggiunge ridendo Helminen, che sta per pubblicare il suo terzo libro.

Al salotto letterario si accede attraverso una piccola scalinata che parte dallo spazio comune al piano terra, usato all'occorrenza come sala pranzo, ritrovo per le feste, cineforum o locale per concerti.  Qualche passo più in là e si entra in un'altra stanza. Sulla destra ci sono alcuni strumenti musicali donati dal comune di Helsinki nell'ambito di un progetto chiamato Rock Hub: "Volevo diventare una bassista, ma le mie dita hanno detto di no", scherza ancora Helminen.

Accanto al piano c'è l'angolo del cucito, con alcune macchine acquistate dai residenti e sulla sinistra un tavolo di legno per i lavori artigianali. Al nono piano c'è un giardino botanico da cui si vede tutto il quartiere, e una porta d'accesso conduce a un enorme terrazzo usato per le feste estive. In più, c'è una terrazza con le immancabili saune, che gli inquilini di Kotisatama frequentano almeno una volta a settimana. "Mi piacciono i balli country. Ho letto che ballare è molto utile alle persone anziane, per la mente e per la coordinazione", dice Sihvonen. Non è l'unica attività che segue, ce ne sono tante altre consultabili sulla lavagna interattiva all'ingresso, ma anche sui cellulari di ogni residente. Nella lista troviamo corsi di yoga, fotografia, scrittura creativa, partite di bowling, club del libro. O informazioni utili, come le metro da prendere, il bollettino meteorologico e i menù del giorno. "Salmone, patate, salsa di mirtilli, zuppa di piselli, caffè, tè e poi c'è qualcuno che fa il compleanno quindi offrirà torta di riso", scandisce Helminen mentre legge sulla lavagna.

La sera si gioca a carte 

Il merito di questa organizzazione sta nella suddivisione dei residenti in sei gruppi, che si riuniscono ogni sei settimane per assegnare i lavori, principalmente quelli che riguardano la cucina e le pulizie. Gli interventi più rischiosi, come la pulizia delle scale, sono affidati a ditte esterne. Per il resto, i gruppi agiscono in piena autonomia, senza obbligare nessuno a farne parte. Helminen lo definisce un "sistema democratico aperto", dove le persone sentono che "le loro parole hanno un significato e sono tenute in considerazione".

 

In lite per il parcheggio

A mesi alterni, gli inquilini di Kotisatama condividono le loro proposte sulla gestione della casa e delle sue attività in assemblee generali. Sul tavolo della libreria i volontari possono registrarsi per aiutare a preparare gli eventi o offrire aiuto. A tutto quello che non arrivano a coprire pensa una società di servizi esterna, che si occupa anche di sopperire a eventuali mancanze nelle turnazioni.

I rapporti con il quartiere sono ottimi: la struttura ha aperto le sue porte in occasione del mercatino di Natale o di concerti barocchi organizzati nella hall o, in estate, rendendo accessibile a tutti il giardino. "A volte mi sento come se stessi lavorando", scherza Leena, tra le più attive nell'organizzazione degli eventi. Ma non basta: fra le attività ci sono anche le uscite collettive per cinema o musei e non mancano i viaggi, in Finlandia o all'estero.

Il palazzo di Kotisatama 

A Kotisatama non sempre è stato tutto rose e fiori, soprattutto all'inizio. Adeguarsi alla vita comune è stata una sfida per i residenti: "Eravamo come rocce in un fiume, che rotolano e si scontrano tra di loro", racconta Helminen. Il motivo del più grande litigio riguarda il parcheggio, che non è disponibile per tutti. Un problema risolto con una turnazione: ognuno ha diritto a un posto in garage per due anni poi passa in lista d'attesa. Di regole come questa ce ne sono diverse, anche se non sempre bastano a stroncare le discussioni. "Abbiamo norme di base che tutti devono seguire: il rispetto e l'educazione certo, ma anche non portare nella struttura questioni politiche o religiose, e non discriminare sulla base della fede", sentenzia Helminen.

Seija Sihvonen nella biblioteca  

Per sempre?

La questione del momento dell'addio al mondo naturalmente qui è molto sentita: da quando la struttura ha aperto, due persone hanno perso l'autosufficienza a causa del Parkinson e di un ictus. Altre, invece, se ne sono andate in maniera inaspettata, quasi senza che nessuno dei coinquilini se ne accorgesse. Un giorno una delle residenti si è sentita male, è andata in ospedale, non è più tornata. Ma anche su questo gli abitanti hanno le idee chiare: "Mi piacerebbe restare qui per sempre, ma se ora sto bene chissà come sarò tra una decina d'anni", dice Sihvonen. "Il nostro obiettivo" taglia corto Helminem "è cadere come alberi in una foresta. Lasciare il mondo, e anche questo bellissimo posto, con estrema dignità".

Sul Venerdì del 9 giugno 2023