Cicoria ripassata, che poesia
di Tommaso MelilliMichele Mari è uno dei maggiori scrittori italiani viventi: è un autore molto letterario, che ha scritto tanti libri assai diversi fra loro per stile e concetto. Molti suoi romanzi e raccolte di racconti vengono amati e riletti più volte negli anni, soprattutto dalla società segreta di appassionati di parole difficili alla quale io stesso appartengo con uguale orgoglio e imbarazzo.
Michele Mari è uno dei maggiori scrittori italiani viventi: è un autore molto letterario, che ha scritto tanti libri assai diversi fra loro per stile e concetto. Molti suoi romanzi e raccolte di racconti vengono amati e riletti più volte negli anni, soprattutto dalla società segreta di appassionati di parole difficili alla quale io stesso appartengo con uguale orgoglio e imbarazzo.
Fra questi, c’è una poesia che parla di cicoria, di cui mi permetto di trascrivere un lungo passo, perché altrimenti non si rende l’idea: “Cicoria ripassata / cicoria del passato / ti sveli per cicuta, / socratica memoria / che emerge dalla storia / in sempiterna gloria; / ma fuor della memoria / tu velenosa scoria / dimetti la tua boria / e torni un’insalata / propizia alla salute / e al tono della cute: / ben blanda sanatoria / per chi sulle vie mute / dell’Ade inesorato / conclude la sua storia / mangiando la cicoria”.
Non è questo il luogo per provare un’interpretazione, ma il dettaglio che più mi entusiasma è che finalmente qualcuno si è accorto di un fatto singolarissimo della lingua italiana, e cioè il concetto di “ripassare” le verdure. Un’idea assente dalle altre tradizioni gastronomiche a me note, e carica di un fascino irresistibile: sappiamo tutti che cosa significa “ripassare” un vegetale, ma quale sarebbe il primo passaggio? La bollitura, forse, ma siamo davvero sicuri? Non c’è forse la traccia di un passato? Di un pentimento? Di un tornare su se stessi o su qualcosa di già letto e un po’ dimenticato?
“Morale della storia: / ripasso di cicoria / passato di verdura / passione della storia / storione che ripassa / e Chick Corea che suona”.
La ricetta: cicoria ripassata
Gli ingredienti
Per 4 persone come contorno:
1 grande mazzo di cicoria selvatica
2 cucchiai di aceto di vino
2 spicchi d’aglio
Peperoncino
Come procedere
Scaldate una pentola piena d’acqua, che al primo bollore salerete abbondantemente: cuocete poi la cicoria, ben lavata, non più di due minuti in acqua bollente, poi scolate e raffreddate sotto acqua fresca. In una padella, versate 4 cucchiai d’olio con l’aglio e il peperoncino.
Rosolate l’olio a fuoco vivo finché comincerà a danzare, poi aggiungete la cicoria. Ripassatela, a fuoco vivo, per qualche minuto, poi sfumatela con l’aceto e servite, tiepida o fredda.