✕

Cicoria ripassata, che poesia

Cicoria ripassata 
PENTOLE E PAROLE Nella raccolta "Dalla cripta" di Michele Mari, la verdura in padella ispira versi arguti. Che citano anche Chick Corea
1 minuti di lettura

Michele Mari è uno dei maggiori scrittori italiani viventi: è un autore molto letterario, che ha scritto tanti libri assai diversi fra loro per stile e concetto. Molti suoi romanzi e raccolte di racconti vengono amati e riletti più volte negli anni, soprattutto dalla società segreta di appassionati di parole difficili alla quale io stesso appartengo con uguale orgoglio e imbarazzo.

Mari è anche però autore di un libro di poesie, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, che negli ultimi 15 anni ha venduto oltre 60.000 copie, raggiungendo quindi lettori e lettrici di ogni tipo. Qualche anno fa Mari ha pubblicato un secondo volume di versi, Dalla cripta (Einaudi). È una raccolta di testi molto diversi: alcuni privati e d’occasione, sonetti, esercizi …

Michele Mari è uno dei maggiori scrittori italiani viventi: è un autore molto letterario, che ha scritto tanti libri assai diversi fra loro per stile e concetto. Molti suoi romanzi e raccolte di racconti vengono amati e riletti più volte negli anni, soprattutto dalla società segreta di appassionati di parole difficili alla quale io stesso appartengo con uguale orgoglio e imbarazzo.

Mari è anche però autore di un libro di poesie, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, che negli ultimi 15 anni ha venduto oltre 60.000 copie, raggiungendo quindi lettori e lettrici di ogni tipo. Qualche anno fa Mari ha pubblicato un secondo volume di versi, Dalla cripta (Einaudi). È una raccolta di testi molto diversi: alcuni privati e d’occasione, sonetti, esercizi ed esperimenti.

Michele Mari. Getty Images 

Fra questi, c’è una poesia che parla di cicoria, di cui mi permetto di trascrivere un lungo passo, perché altrimenti non si rende l’idea: “Cicoria ripassata / cicoria del passato / ti sveli per cicuta, / socratica memoria / che emerge dalla storia / in sempiterna gloria; / ma fuor della memoria / tu velenosa scoria / dimetti la tua boria / e torni un’insalata / propizia alla salute / e al tono della cute: / ben blanda sanatoria / per chi sulle vie mute / dell’Ade inesorato / conclude la sua storia / mangiando la cicoria”.

Non è questo il luogo per provare un’interpretazione, ma il dettaglio che più mi entusiasma è che finalmente qualcuno si è accorto di un fatto singolarissimo della lingua italiana, e cioè il concetto di “ripassare” le verdure. Un’idea assente dalle altre tradizioni gastronomiche a me note, e carica di un fascino irresistibile: sappiamo tutti che cosa significa “ripassare” un vegetale, ma quale sarebbe il primo passaggio? La bollitura, forse, ma siamo davvero sicuri? Non c’è forse la traccia di un passato? Di un pentimento? Di un tornare su se stessi o su qualcosa di già letto e un po’ dimenticato?

“Morale della storia: / ripasso di cicoria / passato di verdura / passione della storia / storione che ripassa / e Chick Corea che suona”.

La ricetta: cicoria ripassata

Gli ingredienti

Per 4 persone come contorno:

1 grande mazzo di cicoria selvatica

2 cucchiai di aceto di vino

2 spicchi d’aglio

Peperoncino

Come procedere

Scaldate una pentola piena d’acqua, che al primo bollore salerete abbondantemente: cuocete poi la cicoria, ben lavata, non più di due minuti in acqua bollente, poi scolate e raffreddate sotto acqua fresca. In una padella, versate 4 cucchiai d’olio con l’aglio e il peperoncino.

Rosolate l’olio a fuoco vivo finché comincerà a danzare, poi aggiungete la cicoria. Ripassatela, a fuoco vivo, per qualche minuto, poi sfumatela con l’aceto e servite, tiepida o fredda.