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Claudio Rocchi. In un libro la storia del cantante outsider principe degli hippie

Claudio Rocchi in concerto negli anni Settanta. Alberto Terrile 
A casa sua passavano tutti: da Battiato agli hare krishna. Un libro ripercorre la vicenda unica del cantautore scomparso dieci anni fa. Troppo scomodo per la sinistra
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"Caro Claudio, grazie della musica sincera che mi dai". "Claudio, la tua musica è luce". "Ti amo tanto perché mi piacciono le persone che sorridono come te, vanno ai festival pop per rimanere con la gente". "Ho seguito il tuo consiglio: ho osservato il sole sparire dietro la collina". Nel 1971 Claudio Rocchi ha 20 anni e ha già cantato in La tua prima luna l'emozione dei ragazzini che scappano di casa. Nell'album Viaggio l'anno prima ha messo in musica tutte le inquietudini esistenziali post '68 con uno stile free-form che rompe con tutta la nostra tradizione. Figlio della buona borghesia milanese, ha potuto andare all'Isola di Wight e passare interi weekend a Londra, scoprendo nei concerti al Marquee le fonti del suo stile, torrenziali immaginifici bluesman come Roy Harper o Rory Gallagher. Le condividerà alla radio nel suo spazio in Per voi giovani al pomeriggio: suona e traduce David Crosby, i L…

"Caro Claudio, grazie della musica sincera che mi dai". "Claudio, la tua musica è luce". "Ti amo tanto perché mi piacciono le persone che sorridono come te, vanno ai festival pop per rimanere con la gente". "Ho seguito il tuo consiglio: ho osservato il sole sparire dietro la collina". Nel 1971 Claudio Rocchi ha 20 anni e ha già cantato in La tua prima luna l'emozione dei ragazzini che scappano di casa. Nell'album Viaggio l'anno prima ha messo in musica tutte le inquietudini esistenziali post '68 con uno stile free-form che rompe con tutta la nostra tradizione. Figlio della buona borghesia milanese, ha potuto andare all'Isola di Wight e passare interi weekend a Londra, scoprendo nei concerti al Marquee le fonti del suo stile, torrenziali immaginifici bluesman come Roy Harper o Rory Gallagher. Le condividerà alla radio nel suo spazio in Per voi giovani al pomeriggio: suona e traduce David Crosby, i Led Zeppelin di Stairway to Heaven, George Harrison con il coro del Tempio Krishna di Londra, legge Il Profeta di Khalil Gibran e gli aforismi di Lao Tze. Gli ascoltatori gli scrivono come se fosse un fratello ritrovato.

Tutti nella mansarda

Vive all'ultimo piano di un condominio di viale Campania a Milano, costruito da suo padre che sta al piano di sotto con la famiglia, madre e un fratello. Ci tiene a sottolineare che paga l'affitto: la grande mansarda, non più soffitta non ancora loft, un open space diviso da pannelli di legno è prima il luogo di incontro di un gruppetto di liceali poi uno studio e quasi una comune di musicisti in una Milano più freak che mai. Ci passano Franco Battiato che abita lì vicino, Eugenio Finardi, Alberto Camerini e la sua ragazza Donatella Bardi, Demetrio Stratos dopo la fine degli Area, gente di Quarto Oggiaro e figli della Milano borghese. È aperto a tutti, basta suonare: "Avevo sentito Claudio nell'aula magna del mio liceo a Lodi, voce e chitarra alle 3 del pomeriggio", ricorda oggi Walter Gatti, autore di Essenza. Vite di Claudio Rocchi, biografia del musicista milanese scomparso dieci anni fa esatti. "Quel giorno ci siamo messi a parlare, lui mi dà un biglietto e dice vieni a trovarmi. Qualche volta in quella mansarda ci sono stato, lui era il principe degli hippie, il posto era davvero accogliente".

Un perdente di successo

Gatti, che aveva 16 anni all'epoca, ha fatto un lavoro davvero prezioso. Raccogliendo ricordi dei familiari, la ex moglie Manuela e la figlia Cjai, il fratello Roberto, l'ultima compagna Susanna Schimperni, gli amici stretti, i musicisti di quella stagione, restaurando i tanti post che Claudio Rocchi ha disseminato su Facebook (una fonte nuova e una questione metodologica per gli storici?), rivelando particolari inediti - soprattutto la cronaca dei quindici anni da devoto di Hare Krishna - ha scritto il primo ritratto completo di uno dei personaggi più affascinanti, ispirati e "loser" suo malgrado del rock italiano. "A differenza di tanti altri", aggiunge Gatti, "Rocchi non lo faceva per mestiere. Non è una banalità: credeva veramente che saremmo entrati in un'era dell'acquario di sincerità e amore". Volo magico n. 1, il suo secondo album, fu registrato ogni notte per un mese intero del settembre 1971 in uno studio al centro di Milano "trasformato in un luogo psichedelico: tappeti, candele, incenso, cuscini, profumi". I musicisti sono quelli di viale Campania, gli happy few della Milano freak: un bassista passato da Haight-Ashbury, un batterista di quartiere che frequentava gli Hare Krishna, il mondo delle riviste come Re Nudo e dei bazar di moda sullo sfondo, "la showgirl e spogliarellista del Crazy Horse Rosa Fumetto" compila meticoloso Gatti. E poi Michel Kanah, "giovane imprenditore greco. E Alberto Camerini - molto prima di essere Arlecchino metropolitano - che piazza i suoi inconfondibili assoli acidi di chitarra qua e là".

Il rifiuto di Sanremo

Il volo magico era il titolo di un libro dello scrittore Ugo Leonzio uscito qualche anno prima, una "storia generale delle droghe" pubblicata da Sugarco che faceva tesoro anche degli esperimenti con l'Lsd del gruppo nato attorno allo psicanalista Servadio (di cui aveva fatto parte anche Federico Fellini), via italiana e insospettabile alla psichedelia. Nel suo piccolo, da studente Claudio Rocchi aveva fondato l'Lsd (Lega Studenti Democratici) e non sappiamo con quanta ironia. Di certo l'atmosfera sperimentale di Volo Magico n. 1 è davvero magica, unica per la  nostra musica. Il disco vende 85 mila copie, un successo, non è mai stato dimenticato. È la pietra di paragone per la successiva musica di Rocchi (moltissima) e un pochino, inevitabilmente, la sua condanna alla fragilità delle good vibrations. Nel 1972, invitato al Festival di Sanremo neppure risponde (il suo posto sarà "preso" da Ivano Fossati e dalla comune hippie dei Delirium). Lo stesso anno, premiato nella "Controcanzonissima" organizzata dal settimanale Ciao 2001 scende al Piper di Roma per esibirsi con gli Osanna, Guccini e la Pfm, ma il cattivo funzionamento dell'impianto e le intemperanze del pubblico lo convincono a lasciare il palco dopo pochi minuti. Neppure il rapporto tra misticismo orientale, controcultura psichedelica e tardo operaismo dei gruppi extraparlamentari anni 70 risulta facile. Rocchi, il più esposto, aveva litigato coi molto militanti Stormy Six (era stato il loro primo bassista) e un po' anche con gli ultramilitanti Area. Era capace di affrontare platee intere di ragazzi vestito di bianco con una grande chitarra 12 corde e gli incensi accesi: "Quelli di sinistra dicevano che ero troppo di destra, quelli di destra che ero troppo di sinistra", riassume un suo amaro aforisma. Pagò per tutti.

Fischi e contestazioni 

Anni di incenso (e patchouli) contro anni di piombo. Un minuto e mezzo dura la sua esibizione al famigerato festival di Parco Lambro del 1976, tempo dopo, quando un uovo colpisce netto il registratore e il sintetizzatore coi quali si era presentato sul palco. La stessa strumentazione con la quale conquisterà intere platee improvvisando sul battito del cuore dell'ecografia di sua figlia. C'era sempre qualcosa di sacro e di prezioso nei suoi concerti, nella sua capacità di improvvisare parole e musica in un rito di semitrance che prendeva da Allen Ginsberg come da Ravi Shankar (visto a Milano, con Maurizio Vandelli in platea), e forse da John Cage di cui aveva registrato dietro le quinte il clamoroso happening del 1977 al teatro Lirico di Milano, sommerso dai fischi e dai dispetti del pubblico.

Ascolta te stesso

Pianista di formazione classica, capace di leggere e scrivere la musica, aveva pure seguito un corso dello Studio di Fonologia di Milano. Quando nell'estate del 1977 - ricorda ancora Walter Gatti - si ritrovano a frequentare la mansarda di viale Campania Battiato e Stratos, la musica di Rocchi è quasi solo quella degli strumenti elettronici, della ripetizione e dello svuotamento del senso. Come un addio all'utopia collettiva dei grandi concerti pop. "Questa musica non vuole essere ascoltata, ma vuole servire ad ascoltare se stessi" scriverà nelle note del suo Suoni di frontiera, disco in seguito amato e riscoperto dalle avanguardie internazionali. Demetrio Stratos muore nel 1979. Proprio quando Battiato compie il doppio salto mortale zen de L'era del cinghiale bianco. Più definitiva sarà la scelta di Rocchi che con moglie e figlia diventa devoto di Krishna, vivendo quindici anni nel monastero di San Casciano Val di Pesa. Compagno di stanza l'ex chitarrista degli Area Paolo Tofani. Lo stesso che una volta, nel pieno dell'indignazione militante, gli aveva gridato "buffone".