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Viaggio a Mussomeli, la capitale italiana delle case a 1 euro

Rubia Daniels una nuova abitante. Rubia Daniels 
Con i soldi di 300 vendite il borgo siciliano è rinato. Per la gioia delle imprese edili. E di stranieri provenienti da 18 nazioni
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MUSSOMELI. (Caltanissetta). "Contro il caro affitti venite a Mussomeli. Con un anno di pigione a Milano qui ci comprate una casa per tutta la vita". Sorprende che l'astuta amministrazione locale non abbia già concepito un claim del genere, ma se non l'hanno ancora fatto lo faranno presto. Perché nella capitale italiana delle case a 1 euro sinora non hanno sbagliato un colpo.

Per la gioia delle sue 150 imprese edilizie - solo Palermo, sull'isola, ne ha di più - dal 2017 qui hanno venduto circa 300 case, tendenzialmente in rovina, a stranieri di diciotto nazionalità. Tra cui molti americani come Rubia Andrade Daniels, che ne ha comprate ben tre e, a forza di interviste, dal Washington Post in giù, è diventata una specie di influencer per la causa nonché spirito guida di questa storia.

Dall'aeroporto di Punta Raisi a qui, avviso ai potenziali acquirenti, sono due ore e mezza di strade non particolarmente piacevo…

MUSSOMELI. (Caltanissetta). "Contro il caro affitti venite a Mussomeli. Con un anno di pigione a Milano qui ci comprate una casa per tutta la vita". Sorprende che l'astuta amministrazione locale non abbia già concepito un claim del genere, ma se non l'hanno ancora fatto lo faranno presto. Perché nella capitale italiana delle case a 1 euro sinora non hanno sbagliato un colpo.

Per la gioia delle sue 150 imprese edilizie - solo Palermo, sull'isola, ne ha di più - dal 2017 qui hanno venduto circa 300 case, tendenzialmente in rovina, a stranieri di diciotto nazionalità. Tra cui molti americani come Rubia Andrade Daniels, che ne ha comprate ben tre e, a forza di interviste, dal Washington Post in giù, è diventata una specie di influencer per la causa nonché spirito guida di questa storia.

Dall'aeroporto di Punta Raisi a qui, avviso ai potenziali acquirenti, sono due ore e mezza di strade non particolarmente piacevoli. All'ora di pranzo il borgo da 11 mila anime, case abbarbicate su una collinetta, stradine strette, il pregevole Castello Manfredonico, è vuoto. Nella sua stanza al municipio, che al posto dei vetri ha fogli di nylon volanti alle finestre per effetto di radicali lavori di ristrutturazione, c'è il sindaco Giuseppe Catania.

Eletto nel 2015, ora anche al parlamento siciliano nelle file di Fratelli d'Italia, ha al suo attivo almeno due miracoli: quello di cui scriviamo adesso e un altro di cui il Venerdì si era già occupato, ovvero aver importato (per la prima volta in Italia) medici argentini per riaprire quattro dei sei reparti chiusi dell'ospedale cittadino.

A giudicare dal numero di cantieri aperti che snocciola Catania sembra una forza della natura nell'intercettare soldi europei: 90 milioni di euro con cui sta rifacendo strade, scuole, il teatro fino agli ormai imprescindibili campi di padel. Talento che deve aver affinato nella vita precedente da consulente per il finanziamento delle imprese ad Agrigento.

Quanto alle case da 1 euro, però, l'idea non è sua. Nel 2008 viene a Vittorio Sgarbi, per ripopolare Salemi di cui è appena diventato sindaco. Tanto fumo sui giornali, poco arrosto. Però l'intuizione è ottima. Nel 2013 Toti Nigrelli, allora giovanissimo consigliere comunale e ora vicesindaco, ci punta sul serio. Fa pubblicità sui social e si assicura che, quando uno cerca "case da 1 euro" su Google, Mussomeli esca per prima (www.case1euro.it).

Silicon valley addio

Ora "a 1 euro" è un po' un modo di dire. "Tra notaio e altre scartoffie chi compra ne sborsa minimo 3.500. Ed entro tre anni è tenuto a iniziare i lavori". Che, essendo generalmente abitazioni messe male, "costano in media sui 50 mila" ammette Nigrelli. Il giochino, oltre a significare più Imu e Tari per le casse del comune, e Irpef più paffuti per tanti suoi cittadini, ha moltiplicato la ricettività turistica (da 2 b&b a una decina) e fatto lievitare le presenze turistiche da 300 a 4.500 all'anno.

"In totale" gongola Catania "il progetto ha portato oltre 20 milioni di euro in paese". E siccome l'appetito vien mangiando, adesso stanno posando la fibra ottica a 100 Mb e realizzando un gran coworking in un piano nello storico Palazzo Sgadari per candidare la città a destinazione di southworking, la tendenza (sin qui più mediatica che reale) inaugurata dal Covid di approfittare dello smart working per trasferirsi al Sud, con più sole e meno spese.

E finalmente arriviamo a Rubia. Brasiliana di nascita, energica cinquantenne, vive nei dintorni di San Francisco dove lavora nel fotovoltaico. Qualcuno racconta a suo marito dell'esistenza delle case a 1 euro mentre sono in vacanza a Bali, nel dicembre 2018. Sarà vero? E sarà un bel posto? L'unica è andare a vedere. Prende un aereo, resta una settimana e si innamora di un luogo che, mi racconta per telefono, "emana un incanto antico", con gente accogliente "così diversa dagli individualisti e iperstressati suoi concittadini" a due passi dalla Silicon Valley.

Si fa spiegare tutto da Nigrelli e fa il grande passo. Due casette sgarrupate, una accanto all'altra, in una via angusta ma centralissima e un'altra a poca distanza. Nella prima, dove c'era da fare poco o niente, vive da mesi il genero che segue i lavori in quella accanto. Con un conto che arriverà a 30 mila euro (il corrispettivo di una ritinteggiatura californiana) dovrebbe diventare una galleria d'arte. Mentre dalla terza vuol ricavare un centro benessere per la cittadinanza.

La figura più tenera in questa storia è proprio quella di Emerson Sena, marito di sua sorella, che comunicando solo via Google Translate, riesce rocambolescamente a dirigere le maestranze locali. Gentilissimo, esce poco, quasi niente, ha trascorso l'inverno al tepore di una stufetta e si rianima per il videocollegamento quotidiano con la figlia che è rimasta a San Paolo.

Quanto ai lavori procedono, ma la previsione di finirli in pochi mesi mi sembra largamente esagerata. Quando tutto sarà pronto Rubia immagina di dividersi: metà anno nella Bay Area e metà qui. Dove in inverno però nevica e, al netto dei valorosi sforzi del sindaco, la vita culturale resta ancora piuttosto siccitosa.

Un cuoco comunitario

Un limite che non turba Danny McCubbin, altro straniero in vista nel paese. Australiano che ha lavorato per diciassette anni a Londra con lo chef Jamie Oliver su vari progetti sociali e che, sull'onda della Brexit, ha deciso di stabilirsi qui alla fine del 2019. Prima con una casa da 1 euro che poi ha rivenduto perché non è riuscito a fare i lavori in tempo e poi comprando un piccolo fondo in piazza Umberto I dove ha messo la sua cucina solidale, finanziata con 25 mila sterline di crowfunding, in cui prepara pranzi per gli anziani, insegna ai ragazzi a cucinare e a non sprecare il cibo.

A dire tutta la verità metà della settimana la passa a Torre Salsa, sul mare a un'ora da lì, dove ha una casa e 60 olivi. A 58 anni campa con i risparmi, alcune consulenze digitali e lavora a un paio di libri ("Conduco una vita monastica"). L'avevano anche scritturato per una serie tv su inglesi all'estero, poi saltata causa pandemia.

D'altronde a rendere celebre il format ormai diffuso in 34 località italiane han contribuito trasmissioni come Amanda&Alan's Italian Job, sulla Bbc, in cui due celebri arredatori di interni restaurano una casetta a 1 euro a Salemi. Sull'onda di quella fama Mussomeli ha tentato il colpaccio, offrendo una casetta a Mick Jagger, fan vip della Trinacria. Lui avrebbe declinato. Magari con l'arrivo della banda larga ci ripensa.

Sul Venerdì del 16 giugno 2023