Chiamami col mio nome, zucchina
di Tommaso Melilli , Tommaso MelilliPoco più di vent’anni fa lo scrittore francese Gilles Paris ha scritto un libro per ragazzi piuttosto insolito. Il titolo originale è Autobiografia di una zucchina, ma è stato da poco ristampato col titolo del film di animazione diretto da Claude Barras che è stato tratto dal libro nel 2016, La mia vita da Zucchina (Rizzoli).
Il titolo viene dal soprannome del protagonista, che in realtà si chiama Icare ma che dice di chiamarsi appunto Courgette, zucchina. Icare è un bambino triste, che vive con una madre alcolista, violenta, e disperata. La madre dà la colpa delle sue disgrazie al cielo, ma il piccolo non capisce, e quindi pensa che il cielo stesso sia responsabile di tutte le loro sofferenze: un giorno trova una pistola e decide di sparare al cielo, la madre cerca di fermarlo e rimane uccisa. Credo si possa concordare che si tratta di un inizio piuttosto inquietante, almeno per un libro destinato ai ragazzi dai 12 anni in poi.
Ma, appunto, è solo l’inizio: perché dopo quell’evento t…
Poco più di vent’anni fa lo scrittore francese Gilles Paris ha scritto un libro per ragazzi piuttosto insolito. Il titolo originale è Autobiografia di una zucchina, ma è stato da poco ristampato col titolo del film di animazione diretto da Claude Barras che è stato tratto dal libro nel 2016, La mia vita da Zucchina (Rizzoli).
Il titolo viene dal soprannome del protagonista, che in realtà si chiama Icare ma che dice di chiamarsi appunto Courgette, zucchina. Icare è un bambino triste, che vive con una madre alcolista, violenta, e disperata. La madre dà la colpa delle sue disgrazie al cielo, ma il piccolo non capisce, e quindi pensa che il cielo stesso sia responsabile di tutte le loro sofferenze: un giorno trova una pistola e decide di sparare al cielo, la madre cerca di fermarlo e rimane uccisa. Credo si possa concordare che si tratta di un inizio piuttosto inquietante, almeno per un libro destinato ai ragazzi dai 12 anni in poi.
Ma, appunto, è solo l’inizio: perché dopo quell’evento tragico il piccolo “Zucchina” viene affidato ai servizi sociali e scopre, nella casa famiglia dove si trasferisce, un mondo completamente nuovo, e circondato da altri bambini come lui reinventa il suo passato traumatico con giochi e storie ovviamente commoventi. Tutti i personaggi che il protagonista incontrerà hanno traumi terribili, e la comprensione e la scoperta delle storie dei bambini quanto degli adulti scioglie poco a poco tutte le diffidenze e scontrosità iniziali.
Nel linguaggio affettivo francese è piuttosto comune chiamare con tenerezza le persone che si amano con nomi di vegetali (in italiano accade credo solo con le patate): un figlio o un caro amico può essere mon chou, il mio piccolo cavolo, una donna amata può essere ma truffe, il mio tartufo, e così via. E quando Icare viene interrogato dall’agente di polizia subito dopo la tragedia, dichiara di chiamarsi Zucchina, immaginando in qualche modo che sia il suo nome da supereroe. In realtà, ovviamente, era il modo in cui lo chiamava, nei rari momenti di tenerezza, sua madre.
La ricetta: cicoria ripassata
Gli ingredienti
Per 4 persone come antipasto:
4 zucchine medie
200 gr di yogurt greco
Origano fresco o secco
Olio, sale e pepe
Come procedere
Accendete il forno alla massima temperatura. Posate le zucchine
in una teglia e spennellatele di olio. Infornate per 30 minuti, fino a quando saranno ben brunite e morbide. Meglio ancora, se potete, fatele alla griglia, all’aperto: in questo caso chiudete ogni zucchina in un cartoccio di alluminio e cuocete fra le braci per 30/40 minuti. Una volta cotte e fredde, incidetele e farcitele con sale, olio, origano e un cucchiaio di yogurt greco. È sconsigliabile mangiare
la buccia bruciata, che darà invece
un ottimo profumo affumicato
alla polpa, che invece si staccherà
col cucchiaino.