Il delitto è servito. Alla marsigliese
di Tommaso MelilliIl cefalo al pastis
La letteratura noir italiana ci ha ormai abituati, soprattutto negli ultimi dieci anni, a un’inesorabile e a volte anche un po’ stucchevole combinazione di campanilismo e specialità gastronomiche locali.
Non c’è naturalmente niente di male, ma vale la pena di risalire ai precedenti illustri dell’arte di accostare storie di torridi omicidi e prestigiosi spuntini. Con Georges Simenon e Andrea Camilleri, il terzo capostipite di quest’arte è con ogni probabilità Jean-Claude Izzo, con le oscure vicende di Fabio Montale, ambientate in una delle più affascinanti versioni di Marsiglia che si sia mai potuta leggere in letteratura (La trilogia di Fabio Montale. Casino totale – Chourmo – Solea, Edizioni e/o).
Jean-Claude Izzo (Getty Images)
La Marsiglia di Izzo è selvaggia, sporca, multietnica e disfunzionale, come in parte è ancora oggi. Come spesso accade in questi romanzi, il poliziotto protagonis…
La letteratura noir italiana ci ha ormai abituati, soprattutto negli ultimi dieci anni, a un’inesorabile e a volte anche un po’ stucchevole combinazione di campanilismo e specialità gastronomiche locali.
Non c’è naturalmente niente di male, ma vale la pena di risalire ai precedenti illustri dell’arte di accostare storie di torridi omicidi e prestigiosi spuntini. Con Georges Simenon e Andrea Camilleri, il terzo capostipite di quest’arte è con ogni probabilità Jean-Claude Izzo, con le oscure vicende di Fabio Montale, ambientate in una delle più affascinanti versioni di Marsiglia che si sia mai potuta leggere in letteratura (La trilogia di Fabio Montale. Casino totale – Chourmo – Solea, Edizioni e/o).
Jean-Claude Izzo (Getty Images)
La Marsiglia di Izzo è selvaggia, sporca, multietnica e disfunzionale, come in parte è ancora oggi. Come spesso accade in questi romanzi, il poliziotto protagonista ha una confidente, in questo caso Babette, che è giornalista: si ritrovano di tanto in tanto per analizzare insieme le situazioni intricate e cercare di risolverle. In una scena di Casino totale: «Lei sospirò. Insomma, cosa abbiamo sul tavolo?». Nell’originale francese Babette chiede proprio qual è il “menu”, e vuol sapere i dettagli del crimine da investigare. Fabio Montale risponde: «Lingue di baccalà, spigola grigliata e lasagne ai finocchi». E l’amica lo insulta, perché capisce che la sta prendendo in giro.
Il pesce del menu di Fabio Montale era un loup de mer quindi una spigola. Purtroppo le spigole sono ormai molto difficili da pescare in mare aperto. Ogni giorno, però, sui banchetti del vecchio porto, si possono trovare delle piccole muggini, o cefali, dei pesci di porto che in pochi mangiano, e che invece dovremmo.
La ricetta: cefalo al pastis
Gli ingredienti
Per 2 persone:
2 muggini o cefali di piccola taglia
1 finocchio, 10 pomodorini
1 spicchio d’aglio
3 cucchiai di pastis
Olio, sale e pepe
Come procedere
Eviscerate i due pesci e, passandoli sotto l’acqua corrente nel lavandino, grattate le scaglie (sono molto grosse e si fa in fretta).
In una grande padella per cui avete un coperchio versate tre cucchiai d’olio, posate lo spicchio d’aglio e accendete a fuoco medio alto. Quando l’aglio comincerà a “danzare”, posate i due pesci e salate leggermente. Fate sfrigolare per 3 minuti a fuoco vivo, poi girateli dall’altro lato e lasciateli altri 3 minuti. Toglieteli dalla padella e metteteli su un piatto, quindi aggiungete in padella i finocchi tagliati grossolanamente e continuate a cuocere a fuoco medio alto per altri 5 minuti.
Aggiungete un altro pizzico di sale e sfumate col pastis; aggiungete quindi in padella un bicchiere d’acqua e i pomodorini tagliati in due. Fate ridurre la salsa di metà, poi rimettete i pesci in padella, e cuocete a fuoco basso per altri 5-7 minuti. Servite caldo o tiepido.
Sul Venerdì del 30 giugno 2023